Ambiente 

Stoccaggio scorie nucleari, la verità sui siti da individuare e le polemiche politiche

PUGLIA - nel 1990 l'Italia ha spento le ultime centrali nucleari, ma non ha potuto archiviare l'argomento per sempre, perché ancora oggi, dopo trent'anni, deve fare i conti con i rifiuti radioa...

PUGLIA - nel 1990 l'Italia ha spento le ultime centrali nucleari, ma non ha potuto archiviare l'argomento per sempre, perché ancora oggi, dopo trent'anni, deve fare i conti con i rifiuti radioattivi che non sono stati ancora stoccati in impianti sicuri. Siamo in ritardo e siamo stati sanzionati dall'Unione Europea. Ora il dibattito è tornato attuale perché bisogna individuare i siti di stoccaggio, come ha richiesto Bruxelles: tutti gli Stati si sono dotati di programmi nucleari eccetto l'Italia. È necessario prevedere lo sviluppo di depositi di smaltimento geologico. Solo Finlandia, Francia e Svezia si sono dati da fare e sono il linea con il programma di sicurezza. Il primo Stato, ad esempio, è il primo paese al mondo ad aver avviato la costruzione di un deposito geologico di profondità che dovrebbe entrare in funzione nel 2024. L'Italia invece si perde nelle chiacchiere della politica e non riesce a trovare soluzioni concrete. Il governo Conte ha reso noti i siti probabili: c'è anche la Puglia tra i candidati. Il parlamentare Giovanni Vianello in un comunicato stampa ricostruisce la vicenda del deposito delle scorie nucleari cronologicamente e stigmatizza le sterili polemiche provenienti da destra e sinistra. "In questi giorni ho letto la qualunque sul tema, molti politici di destra e sinistra si sono scagliati contro il M5S e la stampa, sia locale che nazionale, ha fomentato troppo spesso fake news e astio contro il M5S. Leggete qui di seguito e capirete meglio come sono andati negli anni gli eventi, attraverso un breve riepilogo delle norme più significative. - 1999 governo di sinistra (D’Alema): decreto legislativo n. 79 con cui viene costituita Sogin S.p.A. Società di Stato allo scopo di provvedere allo smantellamento degli impianti nucleari, alla gestione dei relativi rifiuti radioattivi e alla chiusura del ciclo del combustibile. - 2003 governo di destra (Berlusconi): Decreto legge n. 314 con cui si stabilisce, senza alcun confronto con i cittadini e gli Enti locali, che il deposito nazionale per i rifiuti nucleari si farà a Scanzano Jonico. Grazie all’opposizione dei cittadini questo deposito non si realizzerà mai. - 2010 governo di destra (Berlusconi): Decreto legislativo n. 31 del 2010 con cui si assegna a Sogin anche il compito di localizzare, progettare e realizzare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, inclusi quelli annualmente prodotti da attività sanitarie, industriali e di ricerca. - marzo 2014 [marzo] governo di sinistra (Renzi): Decreto legislativo n. 45 con cui si dà il via all’aggiornamento del Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. - giugno 2014 governo di sinistra (Renzi): vengono emanati dall’Ispra i criteri di localizzazione del Deposito Nazionale. - gennaio 2015 governo di sinistra (Renzi): il 2 gennaio 2015, la So.G.I.N. ha trasmesso al Dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale dell’ISPRA (oggi ISIN), la proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) alla localizzazione del Deposito nazionale. DA ALLORA È RIMASTA SEGRETA! - aprile 2019 governo Conte I: il ministero dello Sviluppo economico (Ministro Luigi Di Maio, sottosegretario Davide Crippa, entrambi del M5S) chiede a So.G.I.N. di tenere conto, in termini di criteri di opportunità socio-ambientale, anche della classificazione sismica definita dalle Regioni; - giugno 2019 governo Conte I: So.G.I.N. S.p.A. trasmette la revisione della proposta di CNAPI in cui viene simulata l’eliminazione a livello cartografico di quelle ricadenti in zone definite a rischio sismico 2 dalle Regioni, con l’evidenza che tale elaborazione non si fonda su criteri di esclusione presenti nella Guida Tecnica n. 29, ma deriva dall’applicazione dell’ “indicazione di opportunità” socio-ambientale formulata dal MiSE, con la citata nota dell’aprile 2019; - marzo 2020 governo Conte II: le ultime proposte della CNAPI complete dei risultati di ulteriori aggiornamenti, sono state presentate dalla So.G.I.N. S.p.A. nel mese di gennaio 2020 e sono state entrambe validate dall’ISIN, con nota del 5 marzo 2020, senza ravvisare ulteriori rilievi; - dicembre 2020 governo Conte II: NULLAOSTA dei ministeri Ambiente e Sviluppo Economico alla pubblicazione della CNAPI. Con il M5S, non solo sono diminuite le aree potenzialmente idonee ma si è anche tolto il segreto sulla CNAPI e inoltre ora parte la fase consultiva e di partecipazione dei 67 territori interessati nella scelta finale dell’unico deposito nazionale. Infine dalla Carta si evince che ci sono in altre Regioni, siti ritenuti più idonei di quelli in Puglia e Basilicata. N.B. Nella CNAPI non c’è Scanzano Jonico, ossia il luogo che Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale (Casa della Libertà) volevano imporre nel 2003 con l’esercito e senza alcuna consultazione con le popolazioni. Il centrodestra dovrebbe vergognarsi e dare spiegazioni!

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