Pio Istituto Caterina Scazzeri: esplode il malcontento dei dipendenti senza stipendio da 16 mesi

giovedì 18 dicembre 2014
Prima o poi doveva accadere. Il malcontento che covava nei locali del Pio Istituto Caterina Scazzeri che ospita l'azienda speciale che si occupa dell'assistenza degli anziani ospiti della struttura, prima o poi, doveva venir fuori.

Ieri mattina le operatrici, ausiliarie e Oss, facendo perno sull'assemblea sindacale convocata dalla Cisl, hanno avuto modo di portare fuori, letteralmente, grazie anche agli striscioni affissi all'esterno dell'edificio, e in maniera pubblica i disagi e i problemi che vivono quotidianamente lavorando senza stipendio da mesi. A dar man forte alle lavoratrici, oltre al segretario territoriale della Cisl Funzione Pubblica, Aldo Gemma, e a una rappresentanza del sindacato, c'erano anche i parenti degli anziani assistiti che hanno confermato l'abnegazione e la professionalità dei dipendenti della struttura, affiancandoli nella rivendicazione dei loro diritti.

«Ci sono alcune lavoratrici – spiega Gemma – che non percepiscono lo stipendio da 16 mesi. Non siamo più disposti a farci prendere in giro in questo modo anche alla luce della cattiva gestione dell'azienda avuta negli anni passati». Il riferimento di Gemma è relativo alle voci che da anni circolano sulle presunte irregolarità presenti nei bilanci risalenti al periodo di attività del primo direttore generale dell'azienda, Giorgio Carlino. L'invito a modificare radicalmente e concretamente l'atteggiamento è rivolto all'amministrazione comunale, di cui l'azienda speciale è diretta emanazione: il solo rappresentante del governo cittadino presentatosi all'assemblea è stato il presidente del consigli Salvatore De Punzio che ha incassato la sua buona dose di critiche dalle lavoratrici stanche di ricevere solo promesse.

«Bisogna aver pazienza – ha predicato De Punzio – siamo in attesa della presentazione del piano di rientro da parte del revisore dei conti. Quando il piano sarà approvato dal consiglio comunale potremo avviare le procedure per la ricerca di un soggetto privato che possa rilevare l'azienda, risanarla e consentire a tutte voi di conservare il posto di lavoro». Le dipendenti, forti della presenza dei parenti degli assistiti, il miglior biglietto da visita che potessero presentare in quest'occasione, non le hanno mandate a dire al presidente, usando anche espressioni più che colorite per mettere nero su bianco il proprio disappunto. «Basta con le promesse! - hanno tuonato, fischietti in bocca, le lavoratrici – sono 16 mesi che non ci pagate! Se foste al posto nostro, cosa portereste in tavola, a Natale, ai vostri figli?». Le recriminazioni erano chiare e visibili anche sui tanti striscioni apparsi come insoliti addobbi sulla facciata dello storico edificio latianese. Le lavoratrici e i sindacalisti presenti hanno dichiarato che non si fermeranno a questa iniziativa, continuando nella protesta e nelle azioni volte a superare questa situazione ritenuta, da più parti, inaccettabile.

«I soldi per risarcire queste lavoratrici ci sono – conclude Gemma – Stiamo approntando, in questi giorni, quei passi necessari a sbloccare l'impasse venutasi a creare e confido che le cose possano cambiare a breve. La cosa, forse, più mortificante di questa vicenda, infine, è l'assenza del sindaco, Antonio De Giorgi, e dell'assessore ai servizi sociali, Margherita Semeraro, segno dell'incapacità e dell'ignavia con cui certa politica affronta situazioni tanto delicate per la vita della gente».
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