Aggressioni di cani di famiglia, questione di educazione e prevenzione

martedì 9 marzo 2021

Il Coordinamento delle Associazioni Animaliste Salentine lancia l’ S.OS. alla luce delle ultime aggressioni di cani ‘di famiglia’. “Problema serio e strutturale che va dalla incapacità di gestione dei proprietari di cani impegnativi, agli allevamenti fuori misura e controllo” La cronaca degli ultimi tempi riporta con una certa frequenza aggressioni di cani di famiglia. L’ultima notizia in ordine di tempo è dello scorso 27 febbraio nel leccese e riguarda l’aggressione ad una bambina.

Una casistica preoccupante per il CAAS “Coordinamento Associazioni Animaliste Salentine” che si appella alle Istituzioni competenti; in una lettera inviata alla Regione Puglia e all’ ASL di Lecce, si legge “nonostante siano in aumento fatti di cronaca come quello di cui sopra (di molti non se ne ha notizia) ancora a tutt’oggi non sono seguite iniziative a livello istituzionale per affrontare in modo adeguato il problema dell’incolumità pubblica dalle aggressioni dei cani, organizzando interventi che si possano inserire a pieno titolo nel sistema della prevenzione e dell’ educazione” Dal coordinamento rammentano come proprio una Legge Regionale n.2 del 7 febbraio 2020 sancisce il cane come animali d’affezione e gli garantisce una serie di diritti in quanto essere senziente e sociale; pertanto acquisisce ancora maggiore urgenza la formazione di un tavolo tecnico pluridisciplinare per affrontare e discutere del problema. Una questione strutturata, evidenziano le associazioni , che abbisogna di più livelli di intervento essendo molteplici le cause del fenomeno: dalla incapacità di gestione dei proprietari di cani impegnativi per scarse conoscenze e competenze acquisite, agli allevamenti di razze di cani che si stanno diffondendo fuori misura e controllo , nonché non registrate all’anagrafe canina ,dove vendono o svendono cani senza alcuna garanzia sulla loro salute e sul potenziale di comportamento in formazione.

"La finalità di questo gruppo di lavoro dovrebbe aiutare le ASL e i Comuni a fornire un contributo concreto all’instaurarsi della corretta relazione uomo-animale favorendo il loro adeguato inserimento nel tessuto sociale –concludono dal C.A.A.S.- Ripensare al percorso formativo denominato “Patentino” esteso a tutti i detentori e conduttori di cani di ogni razza e taglia, con il coinvolgimento degli esperti di settore potrà costituire occasione per i proprietari di cani di diventare consapevoli sia delle norme vigenti sia delle esigenze etologiche del cane, riducendo episodi di aggressioni e randagismo” Un atto dovuto sia per l’incolumità dei cittadini sia come dovere morale verso i nostri amici a quattro zampe.

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