La celebrazione delle vittime delle Foibe, quegli italiani dimenticati per decenni

mercoledì 10 febbraio 2021

Ricorre oggi, 10 Febbraio, il ricordo di una delle più grandi tragedie della nostra storia nazionale: questa celebrazione alla memoria delle vittime delle Foibe e di coloro, nostri connazionali, che furono costretti a fuggire dalle terre istriane, è stata istituita con la legge n.92/30 Marzo 2004. Gli infausti eventi che si intende ricordare sono successivi all'occupazione italiana nell'ex Jugoslavia durante la Seconda Guerra Mondiale, in quanto precisamente l'orrore dell'orda comunista di Tito si scatenò dopo il ritiro italiano (armistizio di Cassibile, 8/09/1943). Come in tanti altri casi di stermini di massa e pulizie etniche, la storiografia più recente ha tentato di fare luce sulle motivazioni dei carnefici e sulla reale entità del numero delle vittime. Non è certamente il numero dei morti e degli sfollati, come sovente avviene nel caso della comparazione dei danni provocati dai totalitarismi del '900, a rendere qualche fenomeno politico peggiore o migliore degli altri.

Oggi, grazie alle testimonianze di coloro che hanno perso amici, parenti o conoscenti, e alla ricerca storiografica, sappiamo che le truppe del maresciallo Josip Broz Tito, uno dei fondatori del Partito Comunista Jugoslavo, si resero protagoniste di atroci e infami atti contro l'inerme popolazione italiana. Nella cultura di massa, quando si pensa a delle fonti utili a ricordare questa sciagura della Storia, non può mancare il riferimento alla pellicola cinematografica "Red Land (Rosso Istria)" del 2018. La tragedia degli infoibati dovrebbe unire tutti gli italiani, ma a volte accade l'opposto e diventa il pretesto per scatenare settarismi politici volti a screditare, minimizzare o eliminare ciò che la legge e, ancora più importante, la memoria storica ha riconosciuto. Una delle vittime più note di questo orrore è stata Norma Cossetto, studentessa italiana nata a Visinada (che oggi è territorio croato, nella regione istriana) nel maggio 1920 e barbaramente gettata, ancora viva, nella foiba di Villa Surani nell'ottobre del 1943.

Figlia di un dirigente locale del Partito Nazionale Fascista, è stata una prima volta trattenuta da frange comuniste jugoslave con l'aiuto di alcuni elementi isolati italiani, rifiutandosi di rinnegare la sua appartenenza ideologica al Fascismo, e poi rilasciata. Successivamente, venne nuovamente arrestata. Verso la fine di settembre Visinada fu occupata dalle truppe tedesche, e gli arrestati che si erano rifiutati di aderire alle formazioni titine furono condotti dalla soldataglia tra il 4 e il 5 Ottobre legati gli uni agli altri con il filo di ferro a piedi presso la foiba di Villa Surani, dove vennero gettati nelle profonde depressioni tipiche della regione carsica. Nel dicembre del '43, mentre i tedeschi portavano a termine l'Operazione Nubifragio, alcune formazioni di Vigili del Fuoco si impegnarono a recuperare i cadaveri da una foiba profonda quasi 140 metri, e ritrovarono tra gli altri i resti di Norma Cossetto. I dettagli della vicenda di Norma Cossetto, per dovere di verità, sono dibattuti dagli storici, ma la questione di fondo rimane che in quel terribile periodo si poteva essere uccisi per un'idea, un'identità e un'appartenenza: fu questo la ritorsione dei titini contro migliaia di innocenti, responsabili a loro dire di essere italiani.

Oggi i rapporti bilaterali con Slovenia e Croazia sono buoni, insieme all'Italia sono membri dell'Unione Europea e lavorano fianco fianco tra le due sponde dell'Adriatico per coltivare politiche di buon vicinato. Gorizia e Nova Gorica (città della Slovenia, nata nel 1947 con il Trattato di Parigi che assegnò la zona periferica nord-orientale alla Jugoslavia) sono state scelte come Capitali Europee della Cultura per il 2025, un cammino da percorrere insieme verso un orizzonte di armonia e di coesione internazionale.

IL MESSAGGIO DELLE ISTITUZIONI

Sono tante le testimonianze, istituzionali e della società civile, che riecheggiano in questo giorno: "Un orrore che colpisce le nostre coscienze", ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio. Lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani ha pubblicato sul suo sito internet un articolo dal profondo significato: "Foibe e fobie". Il Presidente del Parlamento Europeo, l'italiano David Sassoli, ha annunciato che l'eurocamera osserverà un minuto di silenzio nella sessione odierna per onorare il Giorno del Ricordo.



Thomas Invidia

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