AstraZeneca, vaccino meno efficace per chi non è a rischio? “Meglio Pfizer, ma l’Italia senza una strategia”

mercoledì 3 febbraio 2021

di Gaetano Gorgoni 

Mentre il Bambin Gesù ci informa che il vaccino Pfizer, a una settimana dal richiamo, è efficace al 100%, l’Italia è pronta ad accogliere (dopo Moderna) Astrazeneca, ma c’è un piccolo particolare: l’efficacia contro il SARS-CoV-2 di quest’ultimo prodotto anti-covid non va oltre il 67%. L’infettivologo e scrittore Piero Grima bacchetta il nostro sistema sanitario, che ha puntato sul vaccino meno efficace e che non ha ancora chiarito il suo piano vaccinale. Il 27 dicembre del 2020 abbiamo festeggiato la prima vaccinazione: oggi, 3 febbraio 2021, sappiamo che le cose vanno a rilento e che non siamo riusciti ancora a vaccinare tutti gli operatori sanitari (e nemmeno gli ospiti delle RSA). Ma la cosa più spiacevole è che insieme a Moderna e Pfizer avremo un terzo vaccino che, però, produrrà una immunità parziale: si tratta di Astrazeneca, proprio il vaccino su cui ha puntato fin dall’inizio l’Europa e, in particolare, l’Italia. A questo dobbiamo aggiungere che il vaccino russo, che in occidente abbiamo sbeffeggiato, sembra funzionare molto bene, secondo recenti studi. Oggi cerchiamo di fare il punto della situazione con un ex infettivologo ospedaliero, oggi scrittore ed esperto dei temi sanitari: il dottor Piero Grima.

Il problema della somministrazione del vaccino Pfizer è che deve essere conservato a meno 80°: eppure è sicuramente il più efficace. Il vaccino Oxford Astrazeneca è efficace nel rallentare in maniera sostanziale il contagio: protegge per almeno 3 mesi con efficacia che alcuni studi registrano fino al 67%, con possibilità di somministrazione limitata (dai 18 ai 55 anni). Burioni ha detto che questo vaccino con una differente modalità di somministrazione sembra funzionare bene riducendo anche la trasmissione del SARS-CoV-2. Anche i vaccinati potrebbero comunque trasmettere il virus.

INTERVISTA ALL’INFETTIVOLOGO PIERO GRIMA

Dalle informazioni che abbiamo il vaccino Pfizer fa il 100% di copertura, Astrazeneca no. Non è meglio puntare sul primo e basta, come ha fatto Israele?

“È la riflessione di molti medici, però meglio quello che niente. Non dà un’immunizzazione totale, ma parziale, che comunque è qualcosa…”.

Dunque, abbiamo puntato sul vaccino sbagliato?

“In Italia abbiamo puntato su persone sbagliate, che probabilmente si sono affidate a soggetti di nessuna esperienza vaccinale. Più che Arcuri bisognava coinvolgere esperti di somministrazione e organizzazione logistica vaccinale”.

L’Italia però è stata sfortunata perché fin dall’inizio ha puntato sul vaccino Oxford - Astrazeneca (quando ancora non c’era nessun vaccino pronto)...Invece è arrivato prima quello Pfizer, che è anche più efficace...


“Probabilmente c’erano interessi su questo vaccino. Poi diciamo la verità: abbiamo sparato a zero sul vaccino russo perché ci è antipatico Putin, ma alla fine funziona benissimo. Lo abbiamo boicottato perché è uscito pure prima (lo Sputnik). Sul Lancet, una delle riviste scientifiche più autorevoli, si dimostra l’efficacia, forse superiore a Pfizer”.

Possiamo dire che tutti i nuovi vaccini non inoculano il virus, vero?

“Prima si faceva così, come con la poliomelite: si inoculava il virus per far reagire il sistema immunitario, che forniva gli anticorpi. Io mi divertivo a trovare un vaccino anti-acne, quando ero in ospedale: prendevo lo staffilococco e lo iniettavo. Ora si usa un sistema che blocca la replicazione del virus”.

Però adesso abbiamo tre vaccini, di cui uno molto meno efficace, vero?

“Sull’efficacia di Astrazeneca c’è ancora molto da verificare: bisogna testarlo su centinaia di migliaia di persone e non c’è stato tutto questo tempo. La fase 3 (controllare gli effetti sulle persone, che è la più importante, è stata ridotta per questioni di emergenza pandemica”.

A questo punto in molti preferiranno il Pfizer...

“Il problema è che non c’è un vero piano vaccinale ancora: sappiamo che i medici possono iscriversi sul sito regionale. Ma gli altri quando potranno vaccinarsi? Esiste un piano chiaro e scritto? I medici di base ne sanno qualcosa? Navighiamo a vista. Improvviseremo come sempre”.

ggorgoni@libero.it 

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