Conte regge per pochi voti: l’analisi di Giubilei sui nuovi scenari politici e sul futuro economico

mercoledì 20 gennaio 2021

di Thomas Invidia

Il governo Conte II ieri ha ottenuto la fiducia del Senato della Repubblica con 156 voti favorevoli, beneficiando di due defezioni da Forza Italia (la senatrice Rossi e il senatore Causin) e l'apporto di voti dai senatori a vita, come Liliana Segre e Mario Monti, ex Presidente del Consiglio ed ex commissario europeo. 
Il dibattito per l'approvazione della risoluzione di fiducia è stato aspro, sia alla Camera (dove si è consumato lo strappo tra la deputata Polverini e il suo partito, Forza Italia) sia al Senato (dove le stime della prima chiama, secondo il Tg1, assegnavano all'attuale maggioranza 153 voti favorevoli). Il dato di fatto è che il governo Conte II alla camera alta non ha la maggioranza assoluta, ma gode di una ristretta maggioranza relativa che dovrà necessariamente accrescersi se "l'avvocato del popolo" intenderà continuare la sua esperienza di governo.

Il protagonista di questa crisi di governo parlamentarizzata, Matteo Renzi, presente alla trasmissione televisiva "Porta a Porta" subito dopo aver provocato l'astensione del suo gruppo dal voto di fiducia, ha ribadito causticamente la sua idea degli orizzonti di questo esecutivo: "Ma dove vogliono andare? Non hanno la maggioranza assoluta, la settimana prossima voteremo contro l'idea che Bonafede ha della Giustizia". Sicuramente il capo del governo chiederà consiglio al Capo dello Stato, che dovrà decidere se sciogliere le camere e andare ad elezioni oppure affidare un mandato esplorativo all'attuale Presidente del Consiglio o ad un terzo. Il centrodestra, che si è mantenuto compatto a parte le limitatissime defezioni, ha annunciato che rivendicherà un equo trattamento in merito alla scelta di Sergio Mattarella del 2018, quando il Capo dello Stato non affidò l'incarico ad un esponente del Centrodestra per la non sussitenza della maggioranza assoluta.

Quest'anno l'Italia guiderà il G20, senza contare che c'è da designare il prossimo Segretario Generale della Nato e un Paese da ricostruire grazie ai finanziamenti a fondo perduto e ai prestiti del Piano per la ripresa dell'Europa (altrimenti noto come NextGenerationEu), ed un governo instabile è l'ultimo degli schemi auspicabili per tentare di toccare palla nella partita internazionale. Abbiamo intervistato il prof. Francesco Giubilei, esponente di primo piano nel panorama italiano nel mondo della cultura e dell'editoria, in merito alle attuali sfide istituzionali ed economiche che l'Italia dovrà affrontare.

Professore, ieri, il governo ha ottenuto la fiducia al Senato in maniera abbastanza risicata, qual è l'orizzonte di questo governo? Ci sarà un Conte III? Il Centrodestra ha una sua proposta convincente?

"Il mio auspicio è che nei prossimi giorni il Presidente della Repubblica chiami alle consultazioni tutti i partiti e, appurato che non c'è una maggioranza assoluta, dica che la soluzione più logica è andare a votare in primavera in concomitanza con le elezioni amministrative che si terranno in tanti comuni, come Roma, Milano, Torino, Napoli. La mia paura, che credo purtroppo sia lo scenario più plausibile, è che Conte riuscirà a trovare un'altra maggioranza, anche con l'appoggio nei prossimi giorni di alcune frange centriste e anche con la possibilità di un appoggio esterno da Italia Viva, e che quindi possa andare in questo modo raccogliticcio fino a Luglio, cioè il punto di arrivo del semestre bianco. Il semestre bianco, secondo la legge, prevede che non si possa andare al voto e quindi si andrà al 2022, si dovrà eleggere il Presidente della Repubblica e la legislatura andrà probabilmente a scadenza naturale nel 2023 anche per il fatto che molti deputati e senatori con il taglio dei parlamentari sono consapevoli che non verranno rieletti ".

Il Centrodestra, secondo lei, riuscirà a fare un'opposizione coordinata e concordata, se il governo dovesse andare avanti?

"La linea ufficiale dei tre partiti è stata rispettata: votare No alla fiducia. Alcuni voltagabbana hanno tradito il gruppo, votando 'sì' ad un governo che sta facendo malissimo. Hanno votato a favore senza neanche comunicarlo al proprio gruppo, secondo quanto si dice. Queste persone hanno dimostrato di tenere più alle loro poltrone che al loro Paese, cioè l'interesse ad un governo forte".

È possibile un'opposizione coordinata con Italia Viva, qualora il partito guidato da Matteo Renzi decidesse di andare all'opposizione?

"No, io lo escludo assolutamente. Io spero che il centrodestra non cada in un tranello del genere, Italia Viva è un partito di Centrosinistra che non condivide i valori del Centrodestra. Ricordiamoci dell'operato del governo Renzi su tanti temi, con una visione antitetica a quella di Destra. Se Renzi vuole stare all'opposizione e lo fa come partito di Centrosinistra, è un conto. Non si può pensare però di coordinare l'opposizione con Renzi".

Lei che idea ha del vincolo di mandato? È vietato dalla Costituzione, però il Movimento 5 Stelle si è sempre detto a favore, trovando l'opposizione di altri partiti, come il Partito Democratico e Italia Viva.

"Se non si vuole introdurre per legge il vincolo di mandato, è importante che nel momento in cui si compongono le liste si faccia attenzione. Attualmente, le liste sono composte da persone nominate dai partiti e bisogna cercare di redigerle con accortezza. Bisogna puntare a delle primarie per la scelta dei candidati, come avviene negli Stati Uniti d'America: non sono le primarie che conosciamo qui in Italia, dove si portano a votare persone che non ne hanno diritto, ma regolamentate per legge e per scegliere i candidati all'interno delle liste. Se questo non è possibile, bisogna operare allora una scelta corretta sulle candidature. Sul vincolo di mandato, inoltre, è l'ennesima sconfessione del Movimento 5 Stelle, che si è detto sempre contrario ai giochi di palazzo e ai giochi di potere, e adesso sta dimostrando di essere proprio l'emblema di tutto ciò che in questi anni ha contrastato".

Matteo Salvini ha affermato recentemente che la legge elettorale più adatta per il Paese in questo momento sarebbe quella modellata su un sistema maggioritario, che garantisca stabilità. Il centrosinistra, che è più in difficoltà a livello elettorale, chiede il proporzionale. Lei è d'accordo con il leader della Lega su questo punto?

"Il problema che emerge è il fatto che negli ultimi anni i Paesi che sono cresciuti, che hanno potuto fare riforme, che hanno aumentato la qualità della vita nonostante la crisi, sono quei Paesi che hanno governi stabili e che durano nel tempo. In Italia non c'è stabilità, ci sono continue alternanze, e vi è l'impossibilità di creare una progettualità. Una legge come il proporzionale rischia di creare ulteriore instabilità, con il maggioritario e un premio di maggioranza in quel caso chi vince ha la maggioranza per poter governare e per poter fare delle politiche serie. Altrimenti siamo sempre al punto di partenza, non si capisce mai chi vince, non c'è mai una maggioranza assoluta, si devono fare tutti questi giochi di palazzo che sono svilenti per la democrazia e fanno perdere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La Sinistra vuole portare avanti il proporzionale per cercare un accordo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, mettendo dentro di tutto, pur di combattere i loro principali avversari, ovvero i partiti del Centrodestra".

Tra le priorità elencate da Salvini per il Paese (Infrastrutture, Lavoro ecc…) non è stato menzionato il contrasto all'immigrazione irregolare. In tempi di pandemia il dibattito è orientato su altro, perché se ne parla pochissimo? Sono tanti gli immigrati irregolari ed il problema non sembra essere stato risolto.

"È un problema enorme, che esiste, che si è cercato di risolvere nel modo più sbagliato possibile. L'unico provvedimento che ci ricorderemo è dell'ex ministro Bellanova, ovvero la sanatoria per gli immigrati irregolari, che non ha portato, com'era ovvio, a risultati tangibili ed è stato un fallimento anche in fatto di richieste. Il tema dell'immigrazione irregolare, che ad oggi vede una stima di circa 600.000 immigrati irregolari nel Paese, è conosciuto da tutti eppure nessuno ha il coraggio di affrontarlo seriamente. Da questo punto di vista, va dato atto a Salvini di aver cercato di ridurre gli sbarchi provenienti dal Nordafrica, di aver posto delle leggi di politica interna per risolvere questa situazione e aumentare le espulsioni. Questo governo è stato totalmente fallace su questo punto, anzi ha attuato una sanatoria, si sono smantellati i Decreti Sicurezza di Salvini. Il problema non si è risolto affatto, se ne parla di meno semplicemente".

Consideriamo che le camere vengano sciolte, si vada  a votare e che Matteo Salvini o Giorgia Meloni diventi Presidente del Consiglio. Come sarebbero i rapporti con l'Europa? La flessibilità, accontonare il Patto di Stabilità, il contrasto all'immigrazione irregolare, il contrasto allo strapotere dei social network, e tanti altri temi come sarebbero affrontati dal governo?

"Il tema dell'Europa è centrale per qualsiasi governo italiano. I partiti di Centrodestra, sovranisti o conservatori che siano, non rivendicano più di uscire dall'Unione Europea, non è più all'ordine del giorno. Va cambiata l'Unione Europea, va riformata l'Unione Europea. È un'Unione che si basa su criteri di ordine economico, sul Trattato di Maastricht e di Lisbona, ma non su criteri di ordine storico, culturale e nemmeno sul Trattato di Roma voluto da De Gasperi, Schuman, Adenauer. Il Centrodestra, con rispetto dell'UE, deve cercare di mettere in primo piano l'interesse nazionale italiano. Il governo attuale accetta acriticamente qualsiasi cosa venga chiesta dall'Unione Europea, ma non è che l'UE, ovvero un'entità politica, è il vangelo. È una falsa verità quella di dover accettare tutto ciò che viene dall'Unione Europea, l'Italia con coraggio deve far sentire la sua voce se vi sono proposte non in linea con il suo interesse. L'Italia è il terzo Paese dell'UE, per abitanti, PIL, è un Paese fondatore e deve avere il peso che merita nel consesso europeo".

Le cosiddette "scalate ostili", ovvero quelle acquisizioni di marchi nostrani da parte di aziende straniere in settori strategici per il Paese, sono un tema di ordine economico che dovrebbe interessare molto il governo. La normativa sul "Golden Power" è un passo in tal senso. Ritiene che un ipotetico governo di Centrodestra dovrà fare attenzione su questo tema? In questi giorni FCA e la francese PSA hanno completato il processo di fusione, ma nel resto del mondo hanno parlato di acquisizione di FCA da parte di PSA.

"Questo è un tema che dovrebbe riguardare qualsiasi governo e non solo il Centrodestra. Se sono asset strategici, ogni governo nazionale dovrebbe salvaguardare questo aspetto. Prendiamo il caso del porto di Brindisi e del porto di Taranto, ceduti ad aziende cinesi. Lo stesso è avvenuto per il porto di Trieste. Lo stesso sta avvenendo a tante imprese che stanno chiudendo per via della pandemia da Covid-19 e vengono acquistate per quattro spicci, con capitali di dubbia provenienza che vengono dalla Cina. Anche altre nazioni europee acquistano nel nostro Paese, che sta perdendo giorno dopo giorno la sua industria. È vero che è fondamentale puntare sul Turismo e sul settore terziario, ma al tempo stesso non possiamo immaginare di vivere in una nazione che non ha più un tessuto industriale. Il caso del coronavirus lo ha anche dimostrato: nei momenti di difficoltà serve che una grande nazione sia autonoma, specialmente nei settori strategici. In ambito sanitario, quando servivano i macchinari per i respiratori c'era solo un'azienda che produceva ciò in Italia e quindi dipendevamo dall'estero. Quando ci servivano le mascherine, noi dipendevamo dall'estero. Possiamo fare l'esempio anche sull'acciaio, e quindi arriviamo all'ILVA, sui trasporti, sulle telecomunicazioni, sono tutti settori che un governo forte ed uno stato forte deve tutelare".

Perché il Centrodestra rifiuta il Meccanismo Europeo di Stabilità? Abbiamo parlato di sanità e Italia Viva chiede che quel prestito venga impiegato per la sanità, anche se costituisce sicuramente debito in più. Secondo lei, perché Italia Viva è stata disposta a far cadere anche un governo per il Mes?

"Il dibattito sul Mes è paradossale. Non abbiamo ancora deciso come gestire le risorse del Recovery Fund, che per la maggior parte sono risorse prestate e non a fondo perduto, non c'è un piano serio per gestire queste risorse, e chiediamo il Mes per fare ulteriore debito. Se parliamo di sovranità, dobbiamo dire che non c'è una nazione sovrana se non è sovrana da un punto di vista economico: noi abbiamo un debito pubblico di cui oltre il 33% è in mano straniera, e tra l'altro questa cifra crescerà per la crisi derivante dal coronavirus, significa che siamo privi di una reale sovranità. Abbiamo visto che cosa è successo con la crisi dello Spread nel 2011 con il governo Berlusconi, quando vennero venduti dalla mattina alla sera i titoli di stato italiani. Il tema è il perché dobbiamo parlare ancora del Mes, indebitandoci ancora, se non abbiamo ancora capito come gestire il Recovery Fund?"

Lei afferma che il possesso di questa fetta di debito pubblico da parte di investitori stranieri rende l'Italia fragile, debole?

"Purtroppo è così. Anche il Giappone ha un debito molto alto, ma è totalmente interno. Noi abbiamo un debito altissimo e in parte in mano straniera e questo è molto pericoloso. Questo governo sta facendo debito pubblico senza ricadute sull'economia reale, è drammatico, con un rapporto deficit/PIL all'8% e debito/PIL al 168% e lo stanno facendo senza aiutare imprese e cittadini, con misure assurde per cashback e aumentando i soldi per il reddito di cittadinanza. L'Italia non rischia l'insolvenza sovrana perché ha un'economia strutturata, solida, con un sistema bancario solido e un alto risparmio privato. Sta succedendo però che l'Italia perde autonomia gestionale e, nel momento in cui il tuo creditore, come l'Unione Europea ma non solo, richiede di fare determinate manovre e riforme bisogna farle. Nel momento in cui bisognerà restituire i soldi del Recovery Fund, ci si ritroverà in una situazione analoga a quella del 2011 con il governo Monti: verrà verosimilmente imposta una patrimoniale a fronte di un debito/PIL alle stelle".

L'Italia può puntare al posto di Segretario Generale della Nato?

"Questa è la grande ambizione di Matteo Renzi. Sarebbe un segnale importante per il prestigio del Paese dopo il fallimento del governo Renzi nella vicenda EMA. L'Italia ha perso la possibilità di avere la sede dell'Agenzia Europea del Farmaco a vantaggio dell'Olanda, immaginiamoci con il senno di poi che cosa avrebbe significato avere la sede dell'EMA nel Paese durante l'emergenza. Sarebbe necessario per l'Italia avere una contropartita a livello internazionale".

Nota biografica 

Francesco Giubilei è direttore editoriale di Historica edizioni e Giubilei Regnani, è professore a contratto all’Università Giustino Fortunato di Benevento e presidente della Fondazione Tatarella. Docente in vari corsi di editoria, collabora con “Il Giornale” e ha pubblicato otto libri tradotti negli Stati Uniti (“The history of conservative thought” edito da Regnery), in Serbia e Ungheria, l’ultimo si intitola “Conservare la natura. Perché l’ambiente è un tema caro alla destra e ai conservatori”. Nel 2017 ha fondato il movimento di idee Nazione Futura, è membro del comitato scientifico di alcune fondazioni e fa parte degli Aspen Junior Fellows. Collabora con varie riviste internazionali tra cui “The American Conservative” ed è stato inserito da “Forbes” tra i 100 giovani under 30 più influenti d’Italia. 

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