Polemiche sui buoni da 25 euro regalati ai bambini per acquisti in paese

venerdì 8 gennaio 2021

SAN DONACI - L'opposizione continua a criticare aspramente il sindaco all'indomani dell'iniziativa benefica nei confronti di tutti i bambini del paese, ricchi, di ceto medio e poveri. Dai banchi dell'opposizione hanno stigmatizzato l'iniziativa: "Non è così che si combattono le diseguaglianze” Ma il sindaco Angelo Marasco ha spiegato che la ratio è nel dare un ristoro a tutti i piccoli, perché il covid ha colpito tutti i bambini: "È un disagio psicologico che riguarda tutti i bambini. Ed è un'azione per riavviare l'economia locale. Tutti i bambini da zero a dieci anni potranno spendere il buono da 25 euro nelle attività commerciali del paese". San Donaci ha poco più di seimila residenti. "Combattere le diseguaglianze e sostenere le persone e le famiglie più bisognose, in questo momento difficile, non significa distribuire a tutti, indistintamente, denaro pubblico destinato alle emergenze - tuona Antonella Vincenti - È quanto si è verificato invece a San Donaci: l'amministrazione comunale, con delibera di giunta del 18 dicembre 2020, ha deciso di destinare a tutti bambini fino ai dieci anni di età un buono di 25 euro, a prescindere dalle loro condizioni economiche e dal reale stato di necessità. Un pensiero gentile, da parte del sindaco e dei suoi assessori, che tiene conto degli effetti psicologici di festività vissute in modo diverso dal solito, ma che non rispecchia la ratio delle disposizioni con cui il governo e la protezione civile hanno stanziato fondi per fronteggiare le conseguenze dovute alla pandemia da Covid-19".

Insomma, per l'opposizione si è trattato di uno spreco:“Quel denaro – spiega Antonella Vincenti, capogruppo Pd nel consiglio comunale, insieme ai consiglieri comunali di opposizione Barbara Gioffreda e Maurizio Greco – doveva servire a sostenere chi, per via degli effetti devastanti del coronavirus, si è ritrovato nell'impossibilità di garantirsi un piatto caldo a tavola. Per dirne una, anche mia figlia ha ricevuto il buono, come tutti gli altri. Noi però abbiamo deciso di devolverlo a chi non avrebbe potuto permettersi un Natale sereno”. I bambini interessati dal contributo “a pioggia” sono in tutto 575, per uno stanziamento complessivo di 15mila euro. Lo si legge nelle due delibere di giunta approvate. In altre realtà della provincia ci sono state iniziative simili – prosegue Vincenti – ma non certo con l'utilizzo dei fondi della Protezione civile, bensì con lo stanziamento di denaro da parte del Comune che ha risparmiato in luminarie e in altro genere di spese. Una iniziativa ammirevole, in linea di principio, è stata trasformata dall'amministrazione comunale in un mezzo per far aumentare le differenze tra chi avrebbe comunque potuto permettersi un albero di Natale pieno di doni e chi invece fatica ad arrivare alla fine del mese anche per le esigenze ordinarie. Lo spirito degli interventi del governo, è stato ben chiarito nei decreti. Soddisfare, è stato chiarito, le necessità più urgenti ed essenziali. Ma a San Donaci non sembra sia avvenuto, nonostante siano arrivati contributi per 52mila euro, di cui 40mila destinati, a quanto si legge nelle delibere, all'erogazione di buoni spesa". Infine l'opposizione interviene in riferimento alle operazioni di screening della popolazione scolastica che è stata sottoposta a tampone prima del rientro a scuola: "È stato un momento importante per la prevenzione del contagio. Ma il plauso di tutti i cittadini della provincia di Brindisi, deve andare alla direzione generale della Asl che ha messo a disposizione a tutte le municipalità gli strumenti necessari e agli operatori sanitari che hanno offerto la propria disponibilità per l'esecuzione dei tamponi a bambini e adulti e non certo all'amministrazione comunale che ha fatto credere tutt'altro con post e altro genere di commenti”.

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