Alcol, milioni di italiani a rischio: 65mila alcoldipendenti in carico al sistema sanitario

lunedì 21 dicembre 2020

L’alcol può uccidere per tanti motivi: perché si è predisposti al cancro o ad altri tipi di malattie, perché non si riesce a smettere nemmeno quando si guida, perché ci si devasta il fegato o altri organi. Il Ministero della Salute, in occasione della relazione sugli interventi in materia di alcol e problemi correlati, che viene inviata ogni anno, fa sapere che otto milioni e 700mila consumatori sono a rischio, 65mila persone alcoldipendenti sono già state prese in carico dai servizi alcologici e che sono stati rilevati oltre 5.000 incidenti stradali (causati da chi beve e si mette alla guida) da Polizia e Carabinieri.
Questi sono solo alcuni dati contenuti nella relazione al Parlamento trasmessa il primo dicembre 2020, ma bastano per capire la gravità di un fenomeno devastante per migliaia di famiglie.


Il Ministero della Salute ribadisce che il consumo di alcol rappresenta un importante problema di salute pubblica, “in quanto responsabile in Europa di circa il 4% di tutte le morti e di circa il 5% degli anni di vita persi per disabilità”. I dati ISTAT, anche per 2018, ci svelano una tendenza distruttiva degli ultimi anni: un aumento del consumo di alcol occasionale (dal 44% al 46%) e del consumo fuori pasto (dal 29% al 30%) mentre si osserva una diminuzione del consumo giornaliero (da 21,4% a 20,6%). Come abbiamo spiegato nelle varie interviste realizzate per la rubrica quotidiana Salute Sette i minori continuano a consumare sempre più alcol in maniera inconsapevole. I dati individuano due fasce in pericolo: i minori e gli over 65, che sono i più inconsapevoli.

Ecco cosa scrivono gli esperti: “La prevalenza dei consumatori a rischio, elaborata attraverso l’indicatore di sintesi dall’Istituto Superiore di Sanità, mostra che nel 2018 il 23,4% degli uomini e l’8,9% delle donne di età superiore a 11 anni, per un totale di quasi 8.700.000 individui (M=6.200.000, F=2.500.000) non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica sul consumo di bevande alcoliche (Linee Guida per una sana alimentazione – Centro di Ricerca e Nutrizione anno 2018). La fascia di popolazione più a rischio per entrambi i generi è quelle dei 16-17enni (M=48,3%, F=40,7%), seguita dagli anziani ultra 65enni. Verosimilmente a causa di una carente conoscenza o consapevolezza dei rischi che l’alcol causa alla salute, circa 800.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni sono individui da considerare a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate, esattamente quei target di popolazione sensibile per i quali OMS e Commissione Europea raccomandano azioni di intervento, volte a sensibilizzare le persone sulla non conformità dei loro consumi alle raccomandazioni di sanità pubblica. La prevalenza di consumatori a rischio di sesso maschile è superiore a quelle delle donne per tutte le classi di età a eccezione dei ragazzi”.

BINGE DRINKING

Il binge drinking è un’abitudine diffusa tra i più giovani per ottenere uno “sballo” più veloce: significa “abbuffata di alcolici” o “bere fino a ubriacarsi” ed indica l'assunzione di 5 o più bevande alcoliche in un intervallo di tempo molto ristretto (indicativamente 2-3 ore), a cui si possono aggiungere anche diversi tipi di droga. Il risultato è la perdita del controllo e un ubriacatura molto pesante, che in soggetti più fragili può portare a conseguenze molto gravi.
Si tratta di un comportamento a rischio che rappresenta ancora un’abitudine consolidata tra i giovani, che spesso si mettono alla guida in queste condizioni. Secondo lo studio sui modelli di consumo tra i giovani, nel 2018 il fenomeno del binge drinking ha riguardato il 17,2% dei ragazzi tra i 18 ed i 24 anni di età, di questi il 22,6% maschi e l’11,1% femmine, dati sovrapponibili a quelli dell’anno precedente (ISTAT).

QUANDO L’ASSUNZIONE DI ALCOL DIVENTA DIPENDENZA

Ci sono 18.000 nuovi utenti dei servizi alcologici: in Italia gli accessi sono stati 65.520 nel solo 2018. Ma un numero molto più vasto evita di chiedere aiuto. “L’analisi per età evidenzia che la classe modale è 40-49 anni con 19.390 utenti sia per l’utenza totale che per le due categorie dei nuovi e vecchi utenti. Si osserva una diminuzione del consumo esclusivo di vino e birra mentre aumenta l’abitudine a consumare altri alcolici insieme al vino e birra, specialmente tra le donne di 45 anni e più. Il consumo di alcol è più forte nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est, e tra i maschi. La quota di consumatori di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio conseguito, ciò avviene soprattutto per le donne e, soprattutto, in relazione al consumo fuori pasto. Andamento inverso ha, invece, il consumo quotidiano, che risulta crescente al diminuire del titolo di studio, soprattutto per gli uomini”.

RICOVERI DOVUTI ALL’ALCOL

I dati della relazione al Parlamento svelano che nel corso del 2018 si sono verificati complessivamente 40.083 accessi in Pronto Soccorso (quasi 1.000 accessi in più rispetto all’anno precedente), caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. “Di questi il 70% si riferisce ad accessi di maschi e il restante 30% ad accessi di femmine. La distribuzione degli accessi in Pronto Soccorso per triage medico mostra che il 66% degli accessi avviene in codice verde, il 22% in codice giallo, il 10% in codice bianco e il 2% in codice rosso. Dai dati ricavati dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) nel 2018 si rilevano complessivamente 55.032 dimissioni ospedaliere, caratterizzate dall’avere indicata almeno una patologia attribuibile all’alcol. Delle 55.032 dimissioni ospedaliere, il 59% presenta tale diagnosi come principale motivo del ricovero, mentre per il restante 41% tale diagnosi è indicata come secondaria. La distribuzione mostra la netta prevalenza delle patologie epatiche croniche, come steatosi, epatite e cirrosi (56,2% delle dimissioni); seguono le sindromi da dipendenza da alcol, come intossicazione acuta (ubriacatezza acuta in corso di alcolismo) e alcolismo cronico e dipsomania (22,4%). I ricoveri per abuso di alcol, effetti postumi all’eccessiva assunzione più o meno occasionale di alcol, hangover, ebbrezza ed ubriachezza, si collocano al terzo posto (15,6%)”.

QUANDO L’ALCOL UCCIDE: DECESSI IN AUMENTO

Nel report inviato al Parlamento i dati dei decessi totalmente dovuti all’alcol si riferiscono all’anno 2016. “Nell’anno 2016 il numero di decessi è stato pari a 1.290, di cui 1.032 (80,0%) uomini e 258 donne (20,0%); questi dati sono in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Le due patologie che causano il numero maggiore di decessi, sia tra gli uomini che tra le donne, sono le epatopatie alcoliche (M=759; F=203) e sindromi psicoticheindotte da alcol (M=201; F=42) che, nel complesso, causano il 93,0% dei decessi alcol-attribuibili tra gli uomini e il 95,0% tra le donne. La mortalità alcol-attribuibile è più elevata nella popolazione di età più avanzata sia per gli uomini che per le donne. L’analisi della mortalità alcol attribuibile a livello regionale fa emergere una variabilità territoriale piuttosto elevata. Le regioni che nel 2016 hanno fatto registrare i livelli statisticamente più elevati di mortalità sono state la Valle D’Aosta, la Provincia Autonoma di Bolzano, il Friuli Venezia Giulia, il Molise. Le regioni che viceversa hanno fatto registrare valori inferiori alla media nazionale in maniera statisticamente significativa sono state la Sicilia, la Toscana, l’Umbria e l’Emilia Romagna. Incidenti stradali, nel 7,8% dei casi un conducente era in stato di ebbrezza Carabinieri e Polizia Stradale, organi che rilevano circa un terzo del totale degli incidenti stradali con lesioni, hanno reso disponibili i dati riferiti all’anno 2018 sulle contravvenzioni elevate per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti in occasione di incidente stradale. Da tali dati risulta che, in totale per i due organi di rilevazione, sono 5.097 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza, quindi l’8,7% degli incidenti rilevati dai Carabinieri e dalla Polizia Stradale risulta essere alcol-correlato, in aumento rispetto al 2017, quando tale percentuale era pari al 7,8%”. È molto importante riflettere su questi dati e agire per sensibilizzare le nuove generazioni: bere non è uno scherzo e gli eccessi prima o poi si pagano.

Altri articoli di "Salute e Benessere"
Salute e Benesser..
25/01/2021
di Gaetano Gorgoni  Le varianti brasiliane e ...
Salute e Benesser..
22/01/2021
Si moltiplicano in queste ore gli articoli su operatori ...
Salute e Benesser..
19/01/2021
ROMA - Le parole dell'assessore alla Sanità lombarda ...
Salute e Benesser..
15/01/2021
“Mediamente un individuo che beve solo acqua in pet, ...
«No Bomb, Yes Love» è il concerto di Eugenio Finardi, Bungaro, Raffaele Casarano e Mirko Signorile ...