Il TAR PUGLIA ha deciso: le scuole pugliesi restano aperte. Chi vuole fa la DaD

giovedì 19 novembre 2020

I bambini delle scuole elementari e medie della Puglia potranno continuare ad usufruire della didattica in presenza. E’ questo il senso dell’ordinanza emessa dalla Sezione III del TAR Bari che, all’esito della discussione in Camera di Consiglio svoltasi ieri, ha dichiarato improcedibili i tre ricorsi avverso l’ordinanza di Emiliano n. 407 in data 27 Ottobre 2020. Il Governatore con quel provvedimento aveva disposto in Puglia, diversamente da quanto previsto in tutta Italia anche nelle zone rosse, la didattica a distanza per le scuole del primo ciclo. Quella ordinanza è stata impugnata dal Codacons e da altri genitori, questi ultimi rappresentati dall’Avv. Pietro Quinto; alla base del ricorso un duplice profilo: la impossibilità di usufruire della didattica a distanza e il contrasto con il DPCM del Governo confermato poi dal successivo Decreto governativo. Su tali questioni si è incentrata la discussione innanzi alla Sezione III presieduta dal dott. Orazio Ciliberti che aveva adottato il decreto monocratico d’urgenza sospendendo l’ordinanza di Emiliano. I Giudici baresi hanno preso atto che il Presidente della Regione aveva, dopo il decreto di sospensione, adottato una nuova ordinanza, la n. 413, con un sistema misto ripristinando la didattica in presenza ma consentendo ai genitori di chiedere la didattica a distanza. L’avv. Quinto, in particolare, ha insistito nell’osservare che il Presidente Emiliano nella nuova ordinanza aveva riconosciuto che in Puglia non vi erano le condizioni per garantire la didattica a distanza ed era per questo che ha emanato il nuovo provvedimento.

Il TAR di Bari ha preso atto di ciò ed ha inoltre osservato che il nuovo DPCM del 3 novembre, quindi successivo all’ordinanza 407 aveva fatto perdere efficacia al provvedimento restrittivo regionale in quanto –con ciò recependo un motivo specifico di censura sollevato dall’avv. Quinto- l’efficacia delle misure più restrittive regionali sono efficacia fino al momento dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

“In questo modo –dichiara l’avv. Quinto- viene fissato un principio di grande importanza che contribuisce a dare una chiave di lettura e di soluzione al conflitto sul quale si dibatte fin da quando è iniziata l’era dell’emergenza Covid, e cioè il possibile conflitto tra Stato e Regioni. Lo spazio di intervento per le Regioni vi è soltanto fino a quando, in una specifica materia, non interviene il Governo centrale; diversamente in un settore come la scuola, che deve assicurare livelli di prestazioni uguali in tutto il territorio nazionale, si creerebbero quelle diseguaglianze che non possono essere accettate”. In conseguenza della decisione del TAR di Bari, gli alunni del primo ciclo potranno continuare a frequentare la scuola a meno di una diversa richiesta da parte di genitori. “In questo modo –ha concluso l’avv. Quinto—vengono a conciliarsi due diritti entrambi garantiti dalla Costituzione: il diritto alla salute e il diritto allo studio che, specialmente nella provincia di Lecce ben possono essere salvaguardati considerato che le criticità maggiori, come emerge dai dati, sono concentrate nella parte Nord della Regione”.

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