Aggressione virtuale a Magdi Cristiano Allam e Riva Destra

lunedì 16 novembre 2020

Grande partecipazione di vicinanza e solidarietà a Magdi Crsitiano Allam da parte del movimento politico di Riva Destra dopo le minacce di morte ricevute dal giornalista convertito al cattolicesimo. “Anch’io sono cristiano” si chiamava la diretta e la manifestazione di solidarietà. All’avvio della manifestazione si è assistito però ad un’aggressione virtuale da parte di soggetti non identificati che, intromettendosi nella chat in anonimato, hanno cercato di bloccare la diretta interponendo voci di disturbo, musica ad alta volume, esclamazioni islamiche, bestemmie e tanto altro. I disturbatori sono stati individuati e sbattuti fuori dalla chat. La manifestazione è comunque andata avanti con tante manifestazioni di solidarietà a Magdi Cristiano Allam sia personali che di movimento da tutte le regioni d’Italia: da Crotone a Trento, da La Spezia a Catania, da Roma a Padova. Un’iniziativa che è servita a stringersi intorno non solo al giornalista, ma alle posizioni che lo stesso esprime e che pare non si vogliano pubblicizzare più di tanto.

"Il giornalista è stato individuato come persona cardine e di riferimento di tanti attivisti e non solo di destra - spiegano i responsabili di Riva Destra - Non è mancato l’apporto di Allam che ha denunciato nuovamente l’islamizzazione dell’Europa attraverso la codificazione del reato di islamofobia, che rischia di dare un duro colpo alla libertà di espressione ed eleva le minacce fisiche a condanne normative. Allam ha rimarcato il fatto che il coraggio gli viene dall’essere protagonisti delle proprie scelte, ad avere la serenità di portare avanti le proprie idee cristiane e rimarcare il fatto che il terrorismo islamico è la più fedele espressione dell’islam e rimane incompatibile con le idee e con le costituzioni europee. I fatti – continua Cristiano – non sono né di destra né di sinistra ma sono fatti che però se straripano in violenza e minacce senza la giusta reazione, di destra e di sinistra, rischiano di far diventare quel clima di violenza, normalità. Una normalità che è pericolosa per le future generazioni e per la serena convivenza attuale come i fatti recenti in Europa, hanno dimostrato.

Non bisogna rassegnarsi alla paura – prosegue Allam - che è la morte peggiore, dobbiamo operare per creare un’aggregazione, più ampia possibile, di tutti gli italiani che amano l’Italia e vogliono il riscatto della nostra nazione, per contrastare tutti i nostri nemici: non solo il terrorismo islamico, ma anche coloro che attraverso il proselitismo (scuole coraniche e moschee) scardinano la struttura portante della libertà faticosamente raggiunta. Bisogna soltanto volerlo, possiamo vincere la partita perché giochiamo in casa e dobbiamo aggregarci perché insieme ce la faremo. Dell’incontro rimane la miglior identificazione attinta da Chestaerton: 'non lotto perché odio il nemico che ho di fronte, ma per difendere le persone che amo che ho alle spalle'". 

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