Dormitorio di Brindisi bomba covid, la polemica continua. Amati: “Si passi ai fatti”

domenica 8 novembre 2020

Non si arrestano le polemiche dopo l'allarme sul Dormitorio di Brindisi, lanciato dal consigliere regionale Fabiano Amati. Il sindaco Rossi ha polemizzato e ha avvisato che sta già lavorando a una soluzione con la Prefettura. Ma la replica di Amati e tranchant: “Mi avvisi quando passerà dalle parole ai fatti. Il dormitorio è una bomba igienico-sanitaria, non un’occasione di polemica”.

 “Che noia dover rispondere alle polemiche prive di fatti. Strana teoria quella del sindaco di Brindisi. Egli ammette tutti i problemi segnalati, ma finisce per sostenere che poiché l’eventuale sgombero del dormitorio determinerebbe un grave problema di ordine pubblico, è meglio restare con le braccia conserte, magari giocando a sorte con la malattia”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, replicando alla nota stampa del sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, sulla questione del dormitorio. “A parte la pessima abitudine totalitaria di farcire le risposte mirando alle persone piuttosto che ai fatti - prosegue Amati - ho l’impressione che non ci stiamo rendendo conto di essere in piena emergenza Covid e che in diverse strutture simili al dormitorio di Brindisi, ma con minori problematiche igienico-sanitarie, sono già scoppiati ampi problemi di contagio. Faccio presente al sindaco di Brindisi che, quando posso risolvere direttamente un problema, non mi tiro mai indietro e addirittura mi assumo responsabilità e impegni che in realtà non avrei. Dice niente il problema igienico-sanitario dei quartieri Torre Rossa, Sant’Elia e Montenegro? Ricorro alle lettere di segnalazione ai rappresentanti istituzionali e ai comunicati stampa per darne conto, quando mi ritrovo di fronte all’inerzia altrui e non so che pesci pigliare". "Invito perciò il sindaco di Brindisi - conclude il consigliere Amati - a scrivere una nota stampa con cui comunica di aver risolto il problema, piuttosto che dilettarsi su improbabili scarica barile, cominciando così a coniugare i verbi al presente o al passato e non come sempre accade al futuro del prender tempo che non arriva mai: faremo, agiremo, costruiremo”.

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