Il covid non ferma l’arte di Loi di Campi

lunedì 19 ottobre 2020

Il Covid-19 non ha fermato Loi di Campi, che continua a regalare autentiche perle rare nel panorama minimalista: l'artista desiano (ma rigorosamente Made in Puglia, è infatti originario di Campi Salentina, nel Nord Salento), nonostante la paralisi che ha colpito l'economia italiana e, conseguentemente anche il mondo dell'arte. Il pregio della scienza artistica, cionondimeno, è che si può coltivare anche nella solitudine della propria casa, anzi l'isolamento può essere un valido moltiplicatore di idee e creatività. Proprio su questa marcia Loi di Campi, nome d'arte di Lorenzo Invidia, ha ingranato la quinta: sono di questi mesi due recentissime opere, di corrente concettualista-minimalista, che hanno ad oggetto le formiche. Sì, proprio gli operai del sottosuolo.


Con tutte le cautele del caso, potremmo dire che Loi stia attuando una rivoluzione all'interno della sua tradizione artistica: è arrivato il momento di accantonare le estroflessioni di gocce?
Su questo tema è proprio il maestro a intervenire: "Questo non lo so, non so se sostituiranno le gocce, io non penso che le gocce rimarranno sempre il mio marchio. Fino ad ora ho utilizzato il cartoncino come supporto adesso comincio a utilizzare anche le tele". Una risposta che potrebbe apparire contraddittoria, ma incarna pienamente la tendenza sperimentale dell'arte del maestro desiano. Abbiamo già ripercorso, su questo giornale, con un'intervista al maestro, la carriera di Loi di Campi (una delle sue opere più famose - I colori del Papa - si trova presso i musei vaticani), con i riconoscimenti nazionali e internazionali (Il Premio dei Musei, il Premium International Florence Seven Stars, il Premio Turris Magna; il maestro vanta, tra gli altri, tra i suoi più assidui critici il prof. Carlo Franza, storico dell'arte moderna apprezzato in tutto il mondo e allievo di Giulio Carlo Argan), le mostre e le menzioni, perciò oggi concentriamoci sui due nuovi lavori: "12 Formiche" (36x50 cm) e "38 Formiche" (70×50 cm), entrambe realizzate con la tecnica dell'inchiostro su cartone. Abbiamo chiesto all'autore un commento tecnico:

"Durante l'isolamento non avevo materiali per fare le estroflessioni, per cui ho cominciato a disegnare durante questo lavoro e mi sono venute in mente le formiche. Alla fine dell'isolamento ho portato alcuni disegni con le formiche alla Martinelli Art Gallery di Lodi e sono state apprezzate. Ho continuato a lavorare inserendo le formiche su pagine pentagrammate o in pagine con musica. E ora si trovano le mie formiche su piattaforme come Artsy, Koones, Singulart ecc… (alcune delle più grandi piattaforme a livello mondiale per il commercio di opere artistiche). Immancabile la firma dell'autore in basso a destra, questi quadri si sposano perfettamente con un ambiente moderno, in quanto dominati dal bianco e dal giallo. Entrambe le opere, in cui le formiche variano di numero, rappresentano questo agglomerato di animaletti che viaggiano in ordine sparso in campo monocromatico. Sarà una metafora per descrivere il comportamento degli esseri umani contro il Sars-Cov-2? Pur combattendo in tutti i modi contro la pandemia, sembra che gli eventi svolti in presenza siano destinati ad essere rimandati. Il maestro aveva in programma una mostra a Milano in questo periodo, in cui probabilmente avrebbe esposto proprio le "nuove" formiche.

Thomas Invidia

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