Teatro Verdi, parte la rassegna di teatro, danza e musica, “Brindisi in Scena”

martedì 29 settembre 2020

“Non si arriva mai tanto lontano come quando non si sa più dove si va”, diceva Johann Wolfgang von Goethe. La Fondazione Nuovo Teatro Verdi ha presentato nei giorni scorsi la rassegna di teatro, danza e musica, «Brindisi in Scena». All’incontro, che si è svolto nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, hanno partecipato il sindaco, Riccardo Rossi, il presidente della Fondazione, Katiuscia Di Rocco, e il direttore artistico del Teatro, Carmelo Grassi. «Il teatro ha il compito di ricucire la comunità - ha detto il sindaco Riccardo Rossi - testimoniando la volontà di tutti di ripartire. È il tempo di rompere il silenzio cui ci ha costretti il Covid. Ma la scelta di questa rassegna non è legata alla necessitàdi riempire un vuoto, non è una programmazione che traghetta il teatro per ripiego, è una ministagione che valorizza i nostri talenti, le formazioni artistiche di Brindisi che hanno riconoscibilità nazionale e che affrontano temi di stretta attualità».

«È bello vedere come la comunità domandi cultura - ha aggiunto il presidente Katiuscia Di Rocco - e questo credo dipenda dalla straordinaria potenza evocativa di una mostra, di una scena, di un’opera d’arte, dalla capacità della cultura di ricostruire prospettive e visioni che l’emergenza ha incrinato. La cultura ricostruisce, per questo è fondamentale riaprire il sipario e riannodare il filo che unisce una comunità con le sue scene. Lacultura ha la capacità di regalare un senso di soddisfazione che non ha pari». «Il teatro è in grado di trasformare - ha concluso il direttore artistico Carmelo Grassi -, sotto i nostri occhi di spettatori, la finzione in realtà e di farci entrare in mondi nuovi. Per questo la scena risponde oggi a una necessità precisa, quella di riunire pezzi di comunità e di cambiare anche il volto della paura. La rassegna intreccia generi diversi restituendo temi che raccontanoil presente e la storia e il giusto spazio ai protagonisti della scena brindisina».

Con «Brindisi in Scena» il Nuovo Teatro Verdi torna a scommettere sulle migliori espressioni artistiche del territorio. Otto spettacoli, otto fine settimana tra ottobre e dicembre, per un viaggio con le compagnie della città tra generi, scelte drammaturgiche, tematiche e registiche diversi tra loro, con un intreccio tra classico e contemporaneo. Il Teatro ricomincia da Brindisi, dopo il filo spezzato della stagione più recente, il silenzio della scena, le distanze nella sala, infine il compito assegnato alla cultura di costruire un tempo e un immaginario nuovi. Dalla musica al teatro, dalla danza alla narrazione, un giro completo di scena che interpreta la riconquista di uno spazio privilegiato, rimasto per mesi a sipario chiuso: «Brindisi in Scena» nasce dalla volontà di rispondere al bisogno di comunità, dall’idea di esorcizzare la distanza e dal tentativo di lasciare un segno che liberi il protagonismo degli artisti di Brindisi. Tutti insieme, uniti, per restituire alla città il piacere della normalità. La rassegna è realizzata con la partecipazione del main sponsor Enel, del partner Eni e dei sostenitori Intesa San Paolo, Confindustria Brindisi ed Ance Brindisi. Prezzi: 10 euro; 5 euro ridotto bambini fino a 12 anni. Per la rassegna sarà impiegato unicamente il primo settore della platea e saranno fatte osservare tutte le misure dettate dalle linee guida nazionali e dai protocolli regionali antiCovid.

I biglietti per tutti gli spettacoli saranno disponibili a partire da lunedì 28 settembre soltanto presso il botteghino del Teatro, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 18.30. Nei giorni di spettacolo dalle ore 11 alle 13 e dalle 17 alle 18.30. Info 0831 562 554 e www.nuovoteatroverdi.com. La rassegna si apre sabato 17 ottobre con lo spettacolo «Moby Dick», capolavoro di Herman Melville, di Francesco Niccolini, con Luigi D’Elia. Un romanzo di cinquecento pagine ridotto a meno di quaranta. La storia corre tra i lembi del cielo e del mare, entrambi indifferenti alle ridicole scelte degli umani che si arrabattano colmi d’ansia, convinti di lasciare un segno, e che finiscono con l’essere inghiottiti e ridotti a niente. Il TeatroDellePietre torna al Nuovo Teatro Verdi, sabato 24 ottobre, con lo spettacolo «Finibusterrae», un viaggio nel qualeil mare è il colore del racconto e le parole scorrono veloci e liquide come onde. Il personaggio dà voce alle inquietudini dell’uomo moderno e racconta la propria storia nella quale il mare è il tassello che cambia il corso degli eventi. Marcantonio Gallo, accompagnato da Vincenzo Maggiore e Camillo Pace, compieun esperimento di teatro/canzone con una trama di parole, ora cantate, ora dette, che nel loro vorticare raccontano una malinconica favola dai molti rimandi autobiografici.

La danza contemporanea è protagonista la settimana successiva, domenica 1 novembre. L’Accademia delle Danze mette in scena «La luna blu», spettacolo che mette al centro le relazioni sociali in un tempo nel quale l’emergenza sanitaria limita i nostri spazi: Maria Chiara Di Giulio, che cura le coreografie, interpreta ildesiderio di socialità, la riscoperta di un mondo con meno individualismo. Nelle giornate forse più buie del nuovo millennio, la poesia si è confermata riferimento di “bellezza” ispirandodonne e uomini intorno alla vita, alle sue seduzioni, alle sue dolcezze e asperità, spesso alle sue contraddizioni. L’uomo pensava di essere imbattibile e padrone del suo destino. La pandemia ha messo a nudo tutte le sue fragilità. Ha per titolo «Stoc ddo’ - Io sto qua» ed è il nuovo lavoro della regista e interprete Sara Bevilacqua, per la drammaturgia di Osvaldo Capraro, in programma sabato 7 novembre. Michele Fazio non ha ancora compiuto sedici anni quando viene colpito per errore durante un regolamento di conti tra clan rivali.

La vita di Lella, da quella sera, muta radicalmente direzione. Giorno dopo giorno, con la sola presenza di madre ferita, punta gli occhi negli occhi di chi vuole imporle il silenzio: io non fuggo, e nemmeno chiudo la porta di casa: “Stoc ddo’”. Un dialogo, quello con suo figlio, che nessun ostacolo riuscirà mai a impedire, nemmeno la morte. Domenica 15 novembre è protagonista la musica con il concerto per due pianoforti «La danza tra fiabe e migrazioni sonore» con Stefania e Giampaolo Argentieri: lo spettacolo propone un repertorio di forte impatto emotivo, un viaggio tra suite e arie d’opera. L’arduo compito di ricreare l’atmosfera di danza e l’intera gamma sonora di voci e orchestra, sarà affidato ai due pianisti brindisini, da sempre attivi nelle sale da concerto più prestigiose del mondo e forti di un inequivocabile affiatamento musicale. Si arriva a sabato 21 novembre con una pagina di storia della città: «8 novembre 1941» è lo spettacolo di Teatro Kopò, scritto e diretto da Jenny Ribezzo, sulla storia di una comunità di brindisini scampati al bombardamento della notte tra il 7 e l’8 novembre. È la storia di una donna, Cuncetta, costretta a crescere i figli da sola e a frenare le attenzioni eccessive di un proprietario terriero troppo vicino alle camicie nere. La storia di una ragazza poco più che ventenne, nella quale, in un clima di stenti e di sofferenza, si consolida e si rafforza il valore della famiglia.

Canti popolari melodici e pieni di pathos accompagneranno gli spettatori in un appassionante viaggio in un passato pieno di vita. La rassegna riapre una finestra sulla danza domenica 29 novembre. In scena AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica con lo spettacolo «Viola(ta)», per la coreografia e la regia di Vito Alfarano. «Viola(ta)» è una performance di danza contemporanea e affronta “a viso aperto” la violenza contro le donne, argomento di forte attualità. Denunciare è il primo passo verso la libertà, la riconquista della propria dignità e soprattutto è il primo passo verso la salvezza.

L’inizio di «Viola(ta)» è al tempo stesso anche la sua fine e viceversa, come un cerchio che si ripete ciclicamente nel quale la donna non ha una sola identità ma rappresenta ogni età, estrazione sociale e razziale, sotto il peso di un abuso. Ultimo appuntamento sabato 5 dicembre: in scena la nuova produzione del Gruppo Mòtumus, «Gulliver e di altri viaggi. Giganti. Lillipuziani. E viceversa», spettacolo scritto da Anna Piscopo per la regia di Maurizio Ciccolella, anche in scena, che prende spunto dalla favola di Jonathan Swift tracciando le traiettorie di un periglioso viaggio insieme autentico, feroce, ironico e psicologico. L’opera si misura con la immaginaria costruzione di un ponte, tra il mare delle emozioni e le sperdute isole dei sentimenti. Un percorso del ciclo di vita che si declina nei suoi rapporti con gli altri, col mondo e con se stessi, passando per il senso di colpa, il ricatto, le imperfezioni, le fragilità. Perché siamo un popolo di giganti, di lillipuziani e viceversa. Tutti gli appuntamenti hanno inizio alle ore 18.30.

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