“Il vaccino antinfluenzale allena le nostre difese immunitarie contro il covid”

martedì 29 settembre 2020

di Gaetano Gorgoni 

Il vaccino allena alle nostre difese immunitarie ad affrontare tutti i virus. Vaccinarsi, insomma, sarebbe meglio di qualsiasi cura preventiva per rinforzare il sistema immunitario. Il Professor Alberto Mantovani, Direttore scientifico dell’Humanitas, tra i più importanti ricercatori europei, ha scritto un articolo in cui spiega che col vaccino alleniamo le nostre difese. L’immunità “innata” può essere addestrata, perché il sistema immunitario, che si manifesta con gli anticorpi, è dotato di memoria. Il direttore del SISP-Area Nord, Alberto Fedele, che oggi intervistiamo, ritiene fondata questa ipotesi e ci informa che a metà ottobre partiranno le vaccinazioni, allargate a una platea molto più ampia. Ci sono diversi studi e che mettono in luce la capacità dei vaccini, soprattutto di quello antitubercolotico, di rendere più forte il nostro sistema immunitario. Alcuni studi hanno dimostrato come i vaccini antinfluenzali e quello contro il morbillo creino protezione contro altre infezioni. Il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl leccese, dottor Alberto Fedele, oggi ci spiega perché il vaccino potrebbe diventare uno scudo contro il SARS-CoV-2
.

Ogni anno dobbiamo affrontare 200 tipi di virus: quello influenzale è anche “intelligente” perché sa camuffarsi in modo tale da sfuggire al controllo degli anticorpi. Ma un sistema immunitario “allenato”, secondo i dati che emergono da recenti studi, riesce a non farsi ingannare e a riconoscere anche altri tipi di coronavirus. Lo studio più recente arriva dal Centro cardiologico Monzino di Milano ed è stato appena pubblicato sulla rivista internazionale "Vaccines". I protagonisti di questa ricerca hanno dimostrato che nei mesi del lockdown le regioni italiane con un più alto tasso di copertura vaccinale nella fascia degli over 65 hanno registrato meno contagi, meno ricoveri e meno morti per il covid-19. 

INTERVISTA AL DIRETTORE ALBERTO FEDELE, RESPONSABILE SISP-ASL-LE, AREA NORD

Direttore, i dati che emergono dai recenti studi, sulla capacità dei vaccini antinfluenzali di allenare il sistema immunitario anche contro il covid, sono credibili?
 

"Si tratta di uno studio, non di una semplice teoria: hanno verificato che c’è un’incidenza ridotta del covid nelle regioni a maggiore copertura vaccinale. Là dove i 65enni si sono vaccinati di più il SARS-CoV-2 ha colpito di meno. Come hanno ribadito gli autori di questi studi, tutto questo può essere dovuto a un rinforzo indiretto della risposta specifica non solo contro l’influenza, ma anche contro tutti i virus. È una deduzione che deriva dalla valutazione delle coperture vaccinali”. Dunque, ha ragione Mantovani nel dire che è un allenamento per il sistema immunitario? “Esatto, questo spiega perché i bambini così piccoli siano maggiormente immuni rispetto al covid. Tutti i vaccini che vengono somministrati in età infantile ‘allenano’ le loro difese, che si fanno trovare pronte anche durante l’attacco di altri virus. Con i vaccini sollecitiamo più volte il sistema immunitario, che diventa meno pigro, più reattivo e capace di rispondere agli insulti dei microrganismi patogeni”.

L’Asl leccese è pronta per allargare le coperture vaccinali antinfluenzali quest’anno?

“I dettagli saranno definiti in mattinata. La Regione Puglia si è già aggiudicata quasi il triplo dei vaccini rispetto all’anno scorso. La gara è stata già espletata prima dell’estate. Le forniture si dettagliano in queste ore. Prima della metà di ottobre dovremmo essere pronti”.

Il consiglio, per chi può, è di vaccinarsi, vero?

“La circolare ministeriale e quella regionale hanno allargato considerevolmente le possibilità: la fascia d’età è scesa dai 65 ai 60 anni. Abbiamo cinque classi d’età in più. Dobbiamo sforzarci di migliorare le coperture nei confronti dei soggetti cronici, che l’anno scorso si sono vaccinati molto poco. Siamo pronti a offrire la vaccinazione gratuita a tutti i pazienti cronici di qualsiasi età. È consentita una vaccinazione un po’ più ampia, rivolta anche ai bambini, che sono più suscettibili all’influenza. In una seconda fase, qualora dovessero residuare dei vaccini, possiamo offrirli alle categorie non incluse in queste fasce”. Sarà possibile acquistare il vaccino antinfluenzale in farmacia? “Non sarà facile quest’anno trovarlo in farmacia perché tutte le Asl hanno aumentato le dosi. Si stanno stabilendo dei margini da sottrarre alle gare regionali, che mi pare siano intorno al 2%, che non cambiano la vita a nessuno, visto che il sistema pubblico ha triplicato le dosi. Saranno pochi i vaccini antinfluenzali disponibili in farmacia”.

Intanto questo vaccino ci aiuterà a distinguere l’influenza dalla malattia covid-19, vero?

“Certamente! Inoltre, ci aiuterà a evitare che ci siano delle coinfezioni. Se ho un’influenza, ho un sistema immunitario debilitato: il covid diventa il colpo di grazia su un soggetto fragile. È come se aprissi una porta a un’ulteriore infezione. È come sovrapporre due malattie. Avere più infezioni virali può essere drammatico per un organismo già debilitato”.

Come sta andando la vostra battaglia contro il COVID-19: mi sembra che i focolai principali siano stati bloccati vero?
 

"Per fortuna siamo riusciti a circoscrivere tutto quello che c’era senza ricorrere a lockdown comunali. Stiamo tirando un sospiro di sollievo, sperando che duri questa situazione più tranquilla rispetto ad altri territori...”.

ggorgoni@libero.it

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