Settembre è vicino, la scuola senza certezze. Intervista al vertice pugliese

lunedì 10 agosto 2020

Tutti i nodi del capitolo scuola stanno venendo al pettine. Nelle intenzioni dell'esecutivo giallorosso ci sarebbe l'idea, da tradurre in fatti, di far tornare tutti gli studenti in aula per riprendere la didattica in presenza, accantonando la didattica a distanza. Negli asili è ancora piu urgente tornare alla normalità. Nella realtà, a causa delle norme igienico-sanitarie, per alcuni istituti sarà difficilissimo garantire il normale funzionamento dell'essenziale servizio pubblico scolastico, specialmente nei casi delle scuole superiori dove spesso si tende a superare le mille unità di frequentanti in maniera fortemente inadeguata rispetto agli spazi disponibili. La regola del distanziamento sociale, almeno un metro gli uni dagli altri, non fa sconti neanche all'istruzione e di conseguenza il Ministero della Scuola è a lavoro per individuare soluzioni alternative, che possano accontentare dalla piccola istituzione scolastica di montagna fino al grande complesso scolastico di una città metropolitana.

La dottoressa Anna Cammalleri, Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, ha risposto in un'intervista ad alcune delle domande che genitori, studenti e lavoratori si stanno ponendo.

Come verranno ripartite le risorse, già individuate dal Ministero della Scuola, negli istituti pugliesi? Quali saranno i criteri principali?

"La prima cosa da dire è che, oggettivamente, per la scuola, per la ripresa di settembre, si stanno stanziando molte risorse, quasi 3 miliardi. Un dato importante per il personale, per gli studenti e per le famiglie. Per entrare nei dettagli, se parliamo di organico, per quello extra, pensato per l'emergenza, il Ministero ha distribuito i fondi disponibili al 50% sulla base del numero di alunni e al 50% sulla base delle richieste avanzate dalle scuole. Un parametro quindi che tiene anche conto delle situazioni diverse che ci sono sui territori. Se stiamo parlando di altre risorse, banchi e sedie, è stata fatta una prima ricognizione da parte dell’USR e di seguito una rilevazione da parte dello stesso Ministero per capire le necessità legate all'emergenza. Un lavoro costante che ora dovrebbe concludersi con la chiusura del bando nazionale e la consegna di quanto richiesto".

La questione del distanziamento è particolarmente pressante per gli asili e per le superiori, qual è il piano per ripartire gli alunni? Come saranno individuati i plessi alternativi in cui smistare i ragazzi?

"Intanto, con le Linee guida e i Protocolli presentati abbiamo un quadro di regole precise, fatto questo che distingue il nostro Paese dal panorama internazionale. Stiamo lavorando da mesi a tutti i livelli e con vari attori per la ripresa. A livello territoriale nello specifico ci sono una serie di interlocuzioni con le province e comuni per l’allestimento di interventi di edilizia leggera ovvero di utilizzo di spazi nuovi grazie alle risorse stanziate a livello nazionale. Si tratta di 330 milioni di cui oltre 25 sono arrivati in Puglia".

Se c’è in programma di organizzare le classi con 15 alunni, sono disponibili abbastanza aule?

"Non c'è nessun programma per organizzare classi con 15 alunni ma stiamo organizzando classi con un numero di alunni che rispetti il distanziamento statico di 1 m. Per la piena sicurezza di tutti".

La situazione negli asili è caotica, i genitori spesso non sanno come muoversi. I bambini come saranno gestiti? Ci sarà spazio per tutti?

"Se parliamo di scuola dell’infanzia, sono appena state varate linee guida. Che valgono anche per i nidi. Norme che vanno intanto lette, condivise, applicate. Non è un anno come gli altri sicuramente. Ma le scuole e tutti gli interlocutori, particolarmente i dirigenti scolastici, ai quali va il mio grande ringraziamento per un lavoro straordinario ormai di mesi, porteranno a settembre i nostri allievi, grandi e piccoli, a scuola".

Se si dovranno trovare nuovi spazi per le lezioni e la didattica, ci sarà una sinergia con i sindaci e i territori? Se sì, come sarà strutturata?

"Come già detto la sinergia con i sindaci e territori è stata tenuta da specifica interlocuzione tra i dirigenti degli uffici provinciali, gli enti locali e le scuole. E va avanti da tempo. C'è un tavolo regionale attivo da diversi mesi che vede anche la presenza dell’UPI e dell’Anci regionale. Tavolo che si riunisce con una certa frequenza per fare il punto di sintesi delle attività in corso. Lo scorso 3 agosto a tale tavolo ha partecipato la Ministra Azzolina, in presenza, presso l’ufficio scolastico regionale. Al tavolo partecipano tutte le istituzioni interessate, le organizzazioni sindacali, vari stakeholders rappresentanti di famiglie e studenti".

Le attività ricreative, come i viaggi d’istruzione, l’anno prossimo saranno sospesi oppure si svolgeranno con le dovute accortezze e le norme anti-contagio?

"Su su tale aspetto bisogna attendere lo sviluppo della situazione emergenziale da cui far derivare le conseguenti determinazioni. A livello centrale presso la Presidenza del Consiglio è insediato in maniera permanente un comitato tecnico scientifico che si interfaccia puntualmente con i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione per le valutazioni del caso".

Ci saranno delle figure preposte, sia in termini di sicurezza sia in termini di salute, all’interno delle strutture dove si svolgerà la didattica? Ovvero, il Ministero verificherà che siano rispettate le norme anti-contagio e che non ci siano situazioni tali da generare nuovi focolai?

"Il documento sulla sicurezza appena varato e sottoscritto con i sindacati prevede la costituzione presso ogni singola scuola di un tavolo permanente che si interfaccerà con quello regionale sullo specifico aspetto della sicurezza".

Quali sono, nel dettaglio, i poteri speciali attribuiti ai presidi in questa fase di preparazione al ritorno della didattica in presenza?

"I dirigenti scolastici non hanno poteri speciali. Il loro potere si riconduce all'autonomia delle istituzioni scolastiche e che si riverbera sull’aspetto organizzativo didattico e finanziario della scuola loro affidata. Indubbiamente in quest’anno del tutto speciale è affidato loro grande lavoro che quello, tra l’altro, di riorganizzare gli spazi ma anche la didattica. I miei uffici sono al loro fianco in maniera particolare. Lo sono sin dal 5 marzo scorso".

Lei ritiene sufficiente l’assunzione di circa centoventimila insegnanti, tra tempo indeterminato e determinato, per sanare la carenza di personale e riempire adeguatamente i doppi turni?

"L’assunzione in ruolo del personale riguarda la copertura del turn-over. L'organico per l'emergenza non riguarda in maniera semplicistica la questione dei doppi turni, che non sono previsti, se non nei casi necessari decisi dalle scuole, ma la riorganizzazione della didattica in considerazione degli spazi disponibili per rispettare il distanziamento previsto dalle linee guida sulla sicurezza".

Thomas Invidia

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