Intervista a Raffaele Fitto: le ragioni della sua candidatura e la sfida con Emiliano

sabato 25 luglio 2020

La competizione elettorale per le elezioni di fine settembre si sta facendo sempre più serrata: i candidati hanno iniziato i comizi e le conferenze stampa, i giochi ormai sono fatti. Continuano le nostre interviste ai protagonisti delle elezioni regionali che si terranno il 20 e il 21 settembre. I favoriti per la vittoria finale sembrano essere sostanzialmente due: Michele Emiliano, che rappresenta il centrosinistra con 15 liste, e Raffaele Fitto, con 7 liste al suo sostegno. Ma il Movimento 5 Stelle non crede ai sondaggi senza che ci siano ancora le liste in campo e crede nella vittoria. Nelle rilevazioni uscite in questi mesi è più distaccata la candidata del Movimento 5 Stelle, Antonella Laricchia. Pierfranco Bruni, Mario Conca, Ivan Scalfarotto, che rappresentano rispettivamente la spaccatura del Centrodestra, i delusi del Movimento 5 Stelle e gli strenui oppositori delle politiche di Emiliano potrebbero avere un effetto "ago della bilancia" importante. 

Raffaele Fitto, già Vicepresidente (1995-1998) e Presidente della Regione Puglia (2000-2005) e attuale candidato per riconsegnare il potere al Centrodestra, ha rilasciato un'intervista al nostro giornale. Con l'europarlamentare, già Ministro per le Regioni nei governi Berlusconi III e IV, si è discusso di Europa e priorità programmatiche per la Puglia. Ricordiamo, inoltre, che Fitto (Fratelli d'Italia) è Co-Presidente del gruppo parlamentare europeo "Conservatori e riformisti europei", insieme al polacco Ryszard Legutko, esponente di Diritto e Giustizia.

Onorevole, quali sono le priorità per l'Italia durante il semestre di presidenza della Germania?

“La Germania assume la Presidenza di turno nel momento più difficile nella storia del nostro continente dal secondo dopoguerra ad oggi e purtroppo, fino ad ora, la risposta dell’Ue è stata lenta, limitata nella sua efficacia e priva di un vero spirito di solidarietà tra gli Stati Membri. La Germania, in questo semestre, ha una grandissima responsabilità, deve mettere da parte l'egoismo e recuperare lo spirito originario della Ue, evitando gli errori del passato. Quindi basta con l’austerità e la condizionalità, occorre dare nuova linfa all’economia sostenendo le imprese e i settori maggiormente colpiti attuando politiche commerciali favorevoli e rilanciando il mercato interno".

In Puglia, Raffaele Fitto, secondo Raffaele Fitto, quante possibilità ha di vincere e di cambiare passo rispetto al periodo Emiliano?

"Penso che i pugliesi sappiano valutare se gli ultimi cinque anni siano stati positivi per la loro regione oppure no e il sentiment che sto raccogliendo è di grave malcontento. Un punto centrale per cambiare passo è la capacità si sfruttare al meglio le opportunità che già esistono, come la disponibilità dei fondi europei che possono sostenere il rilancio di attività e settori economici. La Puglia ha da spendere ancora 5,2 miliardi di euro per il Fondo Europeo di Sviluppo regionale – stiamo parlando di investimenti ad imprese, ricerca, ambiente, energia e infrastrutture – ed ha rendicontato solo il 27,1 di spesa del Fondo sociale europeo. E stiamo parlando dei fondi 2014-2020, quindi siamo nell’ultimo anno di programmazione. Mentre a Bruxelles si sta già parlando della futura programmazione 2021-2027. Non bisogna perdere altro tempo: servono progetti credibili e attuabili che guardino al medio e al lungo periodo e per questo occorre competenza e conoscenza del territorio. Due aspetti che mi sento di poter garantire. Gli interventi da fare sono numerosi e vanno dalla sanità, che necessita di trovare una soluzione strutturale alle interminabili liste di attesa, alle infrastrutture. Infine i giovani, che sono stati dimenticati ma che rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro di questa terra. Supportarli con formazione adeguata che intercetti le reali necessità del territorio, prevedere programmi si accompagnamento all’imprenditoria per sostenerli nella realizzazione dei loro progetti in modo che possano avere ricadute in termini di generazione del valore e dell’occupazione. Questi sono solo alcuni progetti su cui stiamo lavorando concretamente".


Quali sono le cinque priorità di programma elettorale per il centrodestra?

"La sanità, che ha urgenza di una riorganizzazione dei presidi sanitari, con il rafforzamento dei dipartimenti di prevenzione, della medicina territoriale, della riabilitazione e con la valorizzare della medicina di base. A questo si aggiunge il tema di carenza di personale qualificato e questo punto deve essere affrontato in modo strategico, come leva di occupazione per i nostri giovani, per esempio. Investire sulla professionalizzazione del personale sanitario a tutti i livelli garantisce una migliore qualità di vita e di cura e questa sarà un’opportunità straordinaria di sviluppo nei prossimi anni. Negli ultimi anni mentre c’è qualcuno che si vanta fintamente di aver scalato la classifica dei LEA la mobilità passiva nella Sanità è aumentata come mai prima: 30 milioni all’anno. La tutela dell’ambiente come risorsa economica per la nostra regione, dalla mobilità green, al ciclo completo die rifiuti, alla salvaguardia delle coste. La sostenibilità ambientale, inoltre, è uno dei pilastri fondamentali dei programmi dell’Unione Europea, che lo considererà elemento di valutazione per le erogazioni di fondi per i Paesi membri e per le regioni più attenti e virtuosi. L’agricoltura con il gravissimo problema della Xylella. I nostri ulivi sono un patrimonio inestimabile non solo dal punto di vista agricolo, ma anche per l’immagine della Puglia nel mondo, con ricadute dirette e indirette su tutti i settori dell’economia, soprattutto sul Turismo. A questo si aggiunge che  in Puglia L’agricoltura, inoltre, è oggi un settore altamente tecnologico, che richiede competenze specifiche e forti investimenti. Dobbiamo formare una nuova generazione di giovani con competenze avanzate in questo settore, che possano guidare le aziende sempre più in un percorso di sviluppo tecnologico che le renda competitive sul piano globale. Le infrastrutture che sono indispensabili per agevolare la mobilità interna alla regione ma anche i collegamenti nazionali e internazionali, a sostegno dell’industria, del commercio e soprattutto dell’occupazione. Alta velocità senza dubbio, ma anche collegamenti interni e un serio ammodernamento della rete stradale, in chiave di sicurezza ed efficienza. Ultimo, ma non ultimo, il grande tema del lavoro, che cito alla fine solo perché sottende a tutti gli altri aspetti di cui ho già parlato. Non si può pensare di generare lavoro con misure assistenzialiste, che possono generare un benessere apparente e momentaneo ma che non risolvono il problema in modo strutturale. Serve intervenire a sostegno delle realtà capaci di generare lavoro, immettendo fondi e risorse su progetti solidi e concreti e non a pioggia, selezionando le aree di intervento per priorità in un piano complessivo che tenga conto delle intersezioni e delle relazioni tra i settori produttivi, per esempio. Anche su questo stiamo lavorando già da tempo e presenteremo un progetto concreto ai cittadini".

Quali sono i rapporti che intercorrono tra centrodestra e UDC?
Si vocifera che al centrodestra sarà affibbiato solo un contenitore vuoto, senza i grandi di quel partito...

"I rapporti sono positivi e improntati alla consapevolezza che abbiamo un obiettivo comune da raggiungere: il bene della Puglia. Su questo stiamo lavorando con un forte spirito di collaborazione, nel rispetto delle differenze che caratterizzano i partiti di riferimento. Non ho dubbi sul risultato positivo di questa intesa".

Qual è la posizione ufficiale del centrodestra in merito alla doppia preferenza di genere per la legge elettorale regionale? Siete disponibili a riformare subito la legge?

"In realtà stiamo aspettando da cinque anni che questa modifica venga approvata dalla maggioranza, che aveva e ha tuttora i numeri per farlo anche senza il sostegno del centrodestra. Evidentemente nemmeno loro credono che questa sia una soluzione al problema della rappresentanza di genere a livello istituzionale, nonostante fosse il primo punto del programma politico presentato alle regionali di cinque anni fa. Dovremmo ragionare meno di slogan e più di fatti. E di competenze".

Qual è la posizione di Raffaele Fitto in merito alla vicenda Ex Ilva?

"I cittadini tarantini aspettano da anni una risposta definitiva dalle istituzioni L’Ilva è una ferita aperta nel cuore di tutti i pugliesi, non solo dei tarantini. Non c’è solo il problema dell’inquinamento che è enorme, ma anche quello dell’occupazione e non da ultimo della riqualificazione di un impianto che ha un enorme impatto sulla città. Il problema va affrontato nel suo complesso e con intelligenza. Credo che non si possa ragionare solo in chiave ideologica, ma con concretezza. E la concretezza suggerisce che si debba trovare una soluzione per una riconversione che metta al sicuro le persone sia dal punto di vista della salute, aspetto di assoluta importanza, sia dal punto di vista occupazionale, tema altrettanto rilevante. Stiamo lavorando a una proposta di progetto di riconversione".

Thomas Invidia

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