Mario Conca: “Io candidato antisistema: M5S ha perso credibilità, dal 33 al 14%”

giovedì 16 luglio 2020

PUGLIA - Il 25 Giugno è stata presentata la lista "Cittadini pugliesi - Conca presidente", guidata dal consigliere regionale, ex Movimento 5 Stelle, Mario Conca, estromesso dalle consultazioni online per selezionare i candidati M5S, senza preavviso, dopo aver sfidato Laricchia per la candidatura alla presidenza. La lista è sostenuta da Antonio Tasso, deputato del Gruppo Misto. Oggi abbiamo intervistato il candidato governatore, Mario Conca, che ci ha confessato in un'intervista al vetriolo alcuni dei "mali" che sarebbero presenti, secondo lui, nel Movimento 5 Stelle. Ci ha confermato di essere stato oggetto di corteggiamento da parte del Centrodestra e del Centrosinistra, ma dice di aver resistito perché è l'unico candidato "antisistema".

Consigliere, quali sono i mali che affliggono il Movimento 5 Stelle e da che cosa è stata determinata la rottura?

"La rottura è stata determinata da fatto che mi è stato impedito di ricandidarmi al Consiglio Regionale, dopo che un mese prima ero risultato idoneo alla carica di Presidente. La motivazione non c'è, se non quella che la mia collega Laricchia temeva, giustamente, di rimanere a casa perché sapeva che l'avrei doppiata nelle preferenze. Siccome, con questo stato di cose, il Movimento ne avrebbe eletto solo uno in Provincia di Bari, lei ha pensato 'bene' con il 'cerchio magico' di estromettermi dalle liste. Il Movimento è vittima di sé stesso: ipocrisia, inconcludenza, voltafaccia continui su tutti i temi. Il Movimento ha perso la credibilità della gente; se passi dal 33% al 14%, è perché non sei più percepito come antisistema. Si è omologato al sistema, la gente non riconosce più l'alternativa politica e quindi vota l'originale o non va più a votare".

La gestione verticistica, che molti imputano al Movimento, è reale, vera, non c'è democrazia all'interno?

"Sì, non c'è assolutamente democrazia. È diventato un soviet: dove ti epurato, sparandoti alle spalle, metaforicamente parlando, se non sei schierato e assoldato. Si sono macchiati della delazione in contumacia, perché le bordate non bastavano più. Quando neanche il dossieraggio è bastato, si sono spinti all'omicidio politico, epurando centinaia di persone in Puglia e migliaia in tutta Italia".

Prima di creare una sua lista, "Cittadini pugliesi", insieme al deputato Antonio Tasso, ha ricevuto proposte da altri per una candidatura?

"Sì, mi hanno chiamato tutti: Emiliano e i suoi accoliti, da Fitto in giù, l'intero arco costituzionale. Io ho combattuto il sistema in questi anni, non posso rendermi complice di un sistema che ha una gestione privatistica. Ho deciso, per legittima difesa, di correre da solo con delle civiche a supporto, forte dell'esperienza maturata in questi anni e del supporto che in giro per la Puglia è copioso".

Su quale tipo di elettorato intende maggiormente puntare?

"La lista si chiama 'Cittadini pugliesi' e quindi rappresenta la società civile: agricoltori, diversamente abili, famiglie, imprenditori, soprattutto quelle persone che non intendono rendersi complici di un sistema che fa i propri interessi. La mia è una scelta per mettere a riparo i cittadini pugliesi da una gestione scriteriata, che oggi è anche oggetto di indagini da parte della Procura, della Corte dei Conti, della Guardia di Finanza. Finalmente, stanno cominciando a capire qual è il modus operandi. Un occhio particolare è rivolto a quel 50% dei pugliesi che, nel 2015, a votare non è andato perché stufo, perché non ha capito che non votare è rendersi complice del sistema".

La sua lista è slegata da destra e sinistra?

Sono tutti uguali i partiti, all'interno delle coalizioni ci sono estrema sinistra ed estrema destra: Emiliano fa convivere Democrazia Cristiana e Alternativa Comunista, passando dal benessere animale a liste civiche improbabili che servono per nascondere candidature di personaggi politici navigati. La differenza dei contenitori la fa il contenuto e la moralità di chi riempie questi contenitori".

Ci può illustrare il suo programma?

"Il programma è stato scritto in questi anni, partendo dalle segnalazioni dei cittadini che attanagliano i diversi settori. La sanità, che è la prima voce di spesa della Puglia (84% della spesa, 36.5 miliardi di euro in una legislatura), dove la percezione diffusa è appena sufficiente o mediocre. Con la mobilità passiva si è arrivati ad un miliardo e seicento milioni a legislatura, quindi 320 milioni l'anno, purtroppo molta gente ha rinunciato a curarsi oppure a pagarsi in intramoenia, che è un'altra stortura del sistema. Il problema delle liste d'attesa è rimasto irrisolto, anzi esacerbato. Non viene rispettata la legge 124/1998 che obbligherebbe le aziende sanitarie a garantire la prestazione a pagamento, dietro la corresponsione del ticket, allorquando non sono in grado di rispettare i tempi. La sanità va completamente stravolta. Il 118, dopo vent'anni, doveva traghettare nell'Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (Areu), ma stanno facendo un passaggio di fatto in Sanità Service, che dovrebbero essere abolite e tutto il personale internalizzato nelle ASL. Le Sanità Service sono obbrobri giuridici, amministrativi che andrebbero abrogati per legge. Per l'acqua pubblica, nel mio programma è previsto l'azionariato popolare: ogni pugliese dovrà essere proprietario di una delle quote di acquedotto pugliese, con l'obiettivo non più dell'utile di esercizio ma del pareggio di bilancio. Dobbiamo portare i singoli contatori negli appartamenti, non il contatore unico che non consente di individuare l'eventuale moroso. In campagna, poi, ancora nel 2020 l'acqua spesso non arriva e c'è bisogno dei camion che portino acqua potabile. La questione delle case popolari che non corrispondono al fabbisogno abitativo: si dilapidano risorse in appalti annacquati. Nel nostro programma è prevista la casa popolare di proprietà: vendendo ognuna a ventiseimila euro, in media, con cinquantamila case si guadagnerebbero oltre un miliardo e trecento milioni. L'ente pubblico, essendo gli inquilini diventati proprietari, non dovrà più assicurare la manutenzione o occuparsi direttamente della gestione. I nuovi proprietari, eventualmente, potrebbero rimettere in moto l'economia dell'edilizia, creando opportunità di lavoro per ristrutturare casa, per creare nuovi alloggi. Bisogna fare immediatamente la gara del trasporto pubblico su gomma, che conta 523 milioni a bilancio ed è la seconda voce di spesa, che ormai si trascina da sei anni e mezzo di proroga, ulteriormente aumentata di due. Ogni anno si sprecano venti milioni di euro, perché paghiamo tre euro e sessanta chilometro per le Ferrovie del Sud Est e la sua gestione scriteriata. La gestione dei rifiuti è rimasta così com'era cinque anni fa, non si è chiuso il ciclo dei rifiuti, non si sono aperti gli impianti di biostabilizzazione, i compostaggi sono diventati industriali invece di servire all'Ambito di Raccolta Ottimale (ARO). Le Tari non accennano a diminuire e le nostre campagne si riempiono di rifiuti. Bisogna chiudere il ciclo dei rifiuti, diminuire le tasse per i cittadini e rendere i rifiuti delle risorse. La formazione professionale va stravolta: le politiche attive di Vendola sono diventate politiche passive poiché, complici le indennità, sono diventate dei corsifici. Il collocamento nel mondo del lavoro, poi, è inesistente. Garanzia Giovani è un esempio; Mi formo e lavoro, nella linea b, è rimasto inevaso e inapplicato. Bisogna abolire le commissioni d'invalidità delle ASL, con protocollo d'Intesa dell'INPS che è l'unico Ente legalmente deputato ad accertare l'invalidità. Le mense ospedaliere vanno messe all'interno degli ospedali, perché è assurdo mangiare pietanze divenute immangiabili. La legge sulle eccedenze alimentare c'è, ma buttiamo 2/3 dei pranzi e delle cene degli ospedali. Il welfare comunale va stravolto, l'assistenza domiciliare è azzerata, la gestione con le cooperative per l'affido dei minori è diventata un problema sociale. Le agenzie partecipate, come Aeroporti di Puglia, Arpa, Ager ecc..., sono gestite in maniera clientelare, facendo contratti tramite le agenzie di lavoro interinali a ridosso delle elezioni. C'è da fare una rivoluzione copernicana. Noi dobbiamo dare una possibilità ai pugliesi, di salvarsi e di salvare le casse pugliesi. Il nostro progetto civico è una vera alternativa. Gli altri sono speculari, sono sistema".

Che cosa dirà lei ai cittadini di Taranto, quando parlerà loro di ex Ilva?

"La mia posizione è netta: la gestione di Taranto va chiusa, non c'è alternativa. Non c'è motivazione di lavoro che possa sovrastare la salute e il rischio di avvelenarsi e ammalarsi. Il Movimento ha tradito anche in questo, perché aveva detto di chiudere progressivamente le fonti inquinanti, di nazionalizzare Ilva e di bonificare e riconvertire. Invece, hanno cambiato solo il nome e l'Ilva l'ha chiusa il mercato. L'asset dell'acciaio non è più strategico, perché con due milioni contro novecento della Cina sei fuori dal mercato. Arcelor Mittal è venuta in Italia per far chiudere Ilva, per rubare il portafoglio clienti, la tecnologia e andarsene altrove. Taranto deve essere liberata e lo Stato deve ripagare la terra jonica per il futuro che le ha rubato. Bisogna investire in archeologia, la città dei due mari, nel turismo, nell'enogastronomia, nel mare, nell'agricoltura, quest'ultima esclusa dai fondi europei perché in una zona inquinata".

Chi ci sarà nella lista?

"Il simbolo e il progetto sono stati presentati il 25 giugno, fino al 24 Luglio sarà possibile presentare la propria candidatura. Sono arrivate più di 120 risposte. Ci sono altri gruppi e movimenti che ci stanno sostenendo. Noi non abbiamo big di partito, con noi ci saranno medici, architetti, avvocati, imprenditori, insegnanti, disoccupati, diversamente abili, la società civile tutta".

Thomas Invidia

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