Va a caccia mentre è in malattia: annullato il licenziamento e reintegrato

martedì 14 luglio 2020

Era in malattia per un problema agli occhi che si incancrenisce con lo stress, ma è andato a caccia ed è stato licenziato. Il Tribunale di Bari, in funzione di Giudice del lavoro, ha annullato il licenziamento irrogato in data 29.11.2019 dall’’AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA – PROVINCIA DI BARI nei confronti un dipendente pubblico, condannando la parte convenuta alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto corrispondente al periodo dal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettiva reintegrazione, in misura non superiore alle ventiquattro mensilità. La parte convenuta, per il medesimo periodo, è stata condannata al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Le spese processuali sono compensare tra le parti.

La difesa lamentava il mancato rispetto dei diritti del lavoratore nel difendersi, la mancata considerazione delle giustificazioni rese nel corso del procedimento disciplinare, ma anche l’assenza di giusta causa del licenziamento, perché il dipendente si è dedicato alla caccia, così come pure consigliato a livello medico, in un giorno non lavorativo (sabato 5.10.2019), quando non erano comunque possibili le visite ambulatoriali per le quali egli aveva certificato la propria assenza in malattia. L'Ambito Territoriale con il suo amministratore ha difeso la scelta del licenziamento, attesa l’incompatibilità tra lo stato di malattia e l’attività posta in essere dal dipendente. A questo proposito, richiamando i doveri di fedeltà previsti nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato, l’ATC evidenziava che il dipendente fosse tenuto ad evitare tutto ciò che avrebbe potuto ritardare la guarigione. Inoltre, contestava “ogni preteso atteggiamento e/o comportamento intimidatorio e persecutorio da parte del Commissario Straordinario nei confronti del lavoratore”.

In questa prospettiva, precisava che la mancata applicazione del C.C.N.L. Enti pubblici non economici era dipesa dall'impossibilità del versamento dei contributi previdenziali. Il datore di lavoro ha sostenuto in giudizio che la richiesta di reintegrazione nel posto di lavoro non potesse essere accolta, per non aver il dipendente in questione mai partecipato a regolari procedure concorsuali finalizzate all’accesso presso una pubblica amministrazione. Ma il giudice della Sezione lavoro dott. Vincenzo Maria Tedesco ha deciso che non ricorre la giusta causa del licenziamento in quanto la “circostanza che il lavoratore si sia recato, nel giorno indicato, a caccia presso l’Agro di Foggia, non veniva negata in sede stragiudiziale né è stata specificamente contestata in occasione dell’instaurazione della lite o nel corso del suo svolgimento”.

In altre parole, andare a caccia non implica sicuramente un rischio per il “sospetto distacco di retina con ipovisione occhio destro” per cui il lavoratore era in malattia. Il dipende, infatti, è risultato affetto da “Corioretinopatia sierosa centrale cronicizzata”, patologia causata da situazioni di “forte STRESS”, prolungate nel tempo e potenzialmente causa di cecità. Il medico aveva suggerito al paziente una pausa lavorativa, unitamente ad attività fisica e mentale volta a ridurre i livelli di cortisone: si ribadiva che il dipendente non necessitava di effettuare visite ambulatoriali giornaliere, essendogli sufficiente restare a riposo dal lavoro. Anche se l'attività della caccia e lo sparare con un fucile non è così salubre per chi è in queste condizioni, secondo alcuni medici. Per il giudice, però, c’è la buona fede del lavoratore e il fatto che questa attività extra in un giorno non lavorativo non può portare a una sanzione sproporzionata. Inoltre, la reintegrazione nel posto di lavoro è legittima perche  “occorre osservare come dalla documentazione attorea, prodotta a seguito dell’eccezione dell’ATC Bari, possa evincersi che il dipendente abbia partecipato al concorso per titoli ed esami indetto dal Concorso di Bonifica Apulo Lucano, finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di 1 laureato in scienze forestali”.

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