Diagnosticare cancro e altre malattie col respiro: sperimentazione a Brindisi

lunedì 6 luglio 2020

Di Gaetano Gorgoni 

PUGLIA - Nel nostro respiro ci sono le tracce di eventuali malattie, che ora possiamo conoscere senza esami troppi invasivi. Dai tumori alle patologie neurodegenerative, fino alla malattia “covid-19”: tutto quello che non va nel nostro organismo può essere scoperto con il respiro, attraverso i gas che emettiamo. Nel 2021 è prevista la sperimentazione a Brindisi e poi a Lecce. Il meccanismo della diagnosi respiratoria ce lo spiega in maniera semplice, per farlo comprendere a tutti, nell’intervista di oggi il professore Gianluigi De Gennaro. Soffiare dentro un tubo e sapere con certezza se si è malati di cancro al colon o meno: è questa la grande rivoluzione “Inside the breath”. L’anno scorso è nato il centro pugliese e ora si allarga la sperimentazione clinica al Salento. Esistono già delle pubblicazioni e per la diagnosi col respiro di alcuni tipi di tumori ci sono già le evidenze scientifiche.

INTERVISTA AL PROFESSORE GIANLUIGI DE GENNARO (UNIBA)

Professore, oltre ai tumori il respiro puoi svelarci persino tutta una serie di malattie neurodegenerative, vero?


“Non siamo ancora su questo fronte in Puglia, ma ci sono autorevoli studi in diversi centri di eccellenza nel mondo. È nostra intenzione, però, studiare anche la diagnosi attraverso il respiro delle malattie neurodegenerative: è stato finanziato un progetto pugliese per questo nuovo studio”.

A noi profani sembra fantascienza diagnosticare malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, attraverso il respiro...Quali tracce ce le fanno scoprire?

“Il vettore è sempre il sangue. Nel respiro quello che succede è uno scambio fra il sangue e l’ossigeno presente nell’aria: è lì che avviene tutto. Non vorrei utilizzare termini complessi, che alcuni lettori non capiscono, ma ci sono dei ‘metaboliti gassosi’ all’interno del sangue che fuoriescono dal nostro corpo e trovano vie di uscita anche attraverso la pelle. Negli alveoli polmonari avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica”.

Quindi, per semplificare, queste sostanze gassose che emergono attraverso il respiro ci svelano quello che non va nel nostro organismo…

“Per semplificare, la parte gassosa, che è nel sangue ed emerge con il respiro, ci svela molte cose. Non si tratta di una sola sostanza, ma di numerose sostanze che sono presenti all’interno del nostro sangue e che vengono rilevate attraverso il respiro”.

Si potrebbe addirittura scoprire di essere malati di Covid attraverso il respiro?


“Ci sono degli studi anche in questo senso. Più che il Covid si scoprono metaboliti gassosi che si creano in relazione alla presenza del SARS-CoV-2. Quindi, si può scoprire indirettamente di avere la malattia proprio attraverso lo studio di questi elementi che vengono fuori attraverso il respiro…Normalmente il nostro organismo produce dei gas (metaboliti gassosi): quando il nostro organismo si ammala e si verifica una patologia, questa determina una variazione di questi gas (concentrazione, quantità e qualità). Tutte le variazioni significative vengono scoperte con il respiro. È un terzo fluido che noi possiamo analizzare, come facciamo con sangue e urine”.

Quindi la parte gassosa, come il sangue, diventa determinante per la diagnosi più veloce di tutta una serie di patologie...In futuro potremmo intercettare con più facilità anche i virus attraverso il respiro?

“I virus direttamente no, ma il metabolismo che loro determinano sì: indirettamente!” A che punto siamo con la sperimentazione in Puglia per quanto riguarda la diagnosi dei tumori attraverso il respiro? “Siamo a buon punto: ci sono già due ospedali al lavoro, il Policlinico e l’oncologico Giovanni Paolo II di Bari. Ultimamente abbiamo inserito nella fase di sperimentazione anche il Moscati di Taranto. Purtroppo ci siamo dovuti fermare per i Covid: stiamo lavorando a un protocollo che garantisca tutte le persone che fanno il test e gli operatori, perché lavoriamo sul fiato, che è il veicolo di trasmissione poi pericoloso del nuovo coronavirus”.

La sperimentazione consiste nel provare la macchina del respiro su tutti i pazienti oncologici che vi aderiscono per capire se la diagnosi è precisa, vero?

“Sì, possiamo semplificare in questo modo”.

Estenderete la sperimentazione anche a Brindisi e a Lecce
?

 “Sì. Partiremo da Brindisi per sperimentare la diagnosi con respiro del cancro al colon retto. A Lecce cerchiamo di ottenere la disponibilità del Fazzi. Ci vuole disponibilità di macchine e personale: la ricerca clinica non può essere superficiale. Il Covid ha bloccato un po’ di progetti. Da un anno abbiamo costituito il centro pugliese di breath- analisi. Questo centro finanziato anche dalla Regione Puglia: è un importante passo in avanti, perché nessuna regione ha un centro così importante di analisi del respiro. Siamo molto avanti con gli studi sul mesotelioma, ma anche con il cancro del colon-retto siamo a livello delle conferme: ci sono già le pubblicazioni e siamo nella fase di sperimentazione clinica. Ci concentriamo anche sul cancro al polmone e, a breve, sulle malattie neurodegenerative. I pazienti vengono reclutati negli studi e si prova l’efficacia della diagnosi. Tutto sta andando bene, anche se più a rilento per la pandemia”. 

ggorgoni@libero.it

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