Fondi alle scuole paritarie, ma per le statali troppa incertezza sulle classi pollaio

domenica 5 luglio 2020

È stato raggiunto, nelle scorse ore, un accordo tra forze di maggioranza e opposizione per inserire nel Decreto Rilancio un emendamento che assegna 300 milioni di euro alle scuole paritarie: 150 milioni di euro per le scuole primarie e secondarie paritarie, 100 milioni per gli istituti con alunni fino a sei anni e 50 milioni per le rette delle secondarie. La responsabile scuola del Partito Democratico, Camilla Sgambato, in un'intervista a Orizzonte Scuola ha esultato per la scelte delle opposizioni e per l'aiuto che si fornisce ad una componente essenziale dello sviluppo del Paese, aggiungendo tra i motivi più urgenti che bisognava sostenere quel settore della scuola perché altrimenti gli studenti si sarebbero riversati nelle scuole pubbliche e ci sarebbero state decine di migliaia di lavoratori disoccupati. Allo stesso tempo, mentre l'esecutivo si appresta a concedere l'ennesimo aiuto alle scuole private, i dirigenti scolastici delle scuole pubbliche lamentano che le linee guida per la riapertura, arrivate a giugno, siano arrivate troppo tardi e che farsi trovare pronti per Settembre sarà un'impresa.

La questione, già affrontata dal nostro giornale, vede i presidi impegnati in una battaglia contro la burocrazia per consentire agli studenti di riprendere le lezioni in presenza, rispettando le prescrizioni del comitato tecnico-scientifico allegate alle linee guida, tra cui ricorre sovente quella di mantenere la distanza di sicurezza. Vi sono scuole, specialmente, superiori, con oltre 1000 studenti, e questo non succede soltanto nei capoluoghi di provincia. Senza risorse e con difficoltà crescenti, i dirigenti scolastici in virtù dell'autonomia scolastica sono chiamati a gestire questa nuova emergenza educativa nel più totale abbandono. Una delle soluzioni proposte dal Ministero dell'Istruzione è quella di consentire ai ragazzi di fare lezione in parchi, teatri, cinema, archivi, rigorosamente distanziati. In un momento in cui l'emergenza Covid-19 sembra stia dando un momento di tregua all'Italia, la riflessione sui soldi pubblici dati a privati e negati alle scuole statali si riflette anche sullo stato di abbandono in cui versa l'edilizia scolastica, su realtà sociali in cui la scuola non sta riuscendo ad essere presidio di legalità e sicurezza, su situazioni di disagio familiare e giovanile e per i quali la scuole dovrebbe essere un mezzo per superare le avversità.

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