Il rebus scuole, aperte dal 14 settembre ma nei guai con gli spazi e la sicurezza

sabato 27 giugno 2020

Il Ministero dell'istruzione, guidato da Lucia Azzolina, ha diramato ieri le linee guida ufficiali per la riapertura delle scuole e la ripresa della didattica in presenza nel prossimo anno scolastico. Insieme al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ieri è stato presentato il nuovo piano contenente le linee guida, approvato da Enti locali e Regioni, che sarà immediatamente trasmesso alle istituzioni scolastiche nei territori. Sono tante le novità confermate: è stato destinato un miliardo di euro per il mondo della scuola (le polemiche sono iniziate già da qui, il Ministro in un'intervista a La Stampa aveva detto: "Io avevo chiesto due miliardi, e ne abbiamo ottenuto uno. Non c'è un solo Ministro del Tesoro che dia volentieri soldi alla scuola..."); ci saranno nuove assunzioni per evitare il sovraffollamento delle classi ("Non tolleriamo più le classi pollaio", ha dichiarato il Presidente del Consiglio).

La stima dei nuovi assunti, tra docenti e collaboratori scolastici, è di cinquantamila unità. Il Ministero dell'istruzione, inoltre, ha previsto una cabina di regia nazionale con compiti di coordinamento e tavoli regionali, insediati presso gli Uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione, che guideranno le scuole verso la ripresa. Ai gruppi di lavoro parteciperanno i rappresentanti degli Enti locali. La scuola non riaprirà per tutti dal 14 Settembre, aprirà dal 1 Settembre per i ragazzi che non hanno raggiunto la sufficienza nelle materie (e per gli altri ragazzi coinvolti dal corpo docente) che hanno ugualmente strappato la promozione a causa dell'emergenza sanitaria. Sono stati stanziati 331 milioni per dotare gli istituti scolastici di tutti i mezzi per assicurare massima pulizia e sicurezza. È stato elaborato un sistema informatico che incrocerà il numero di studenti con il numero di aule e spazi disponibili per il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, come previsto dalle indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico che coadiuva le decisione governative in materia. Si è stimato che vi siano circa tremila plessi scolastici dismessi e recuperabili, oltre alla possibilità di siglare patti con enti locali per consentire agli studenti di fare lezione in parchi, musei, teatri, archivi, biblioteche, cinema.

L'opposizione, in particolare la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, ha tacciato la titolare di Viale Trastevere di incompetenza. Sono assolutamente bocciate le proposte di separare gli studenti ("In base a quale criterio il 15% dei nostri ragazzi dovrà essere separato dagli altri?", ha detto Matteo Salvini) e la mossa, non troppo velata, di scaricare le responsabilità gestionali per la ripartenza ai dirigenti scolastici. Tra poco più di due mesi la scuola italiana dovrà ripartire, ma non ci sono ancora le modalità sicure e l'organizzazione necessaria per garantire questa riapertura e questo spostamento quotidiano di milioni di persone. Chi deciderà quali studenti dovranno "separarsi" dai compagni per fare lezione? Appurato che gli spazi non bastano, si sceglierà su base volontaria oppure deciderà un computer? Chi si dovrà occupare dell'eventuale messa a disposizione di spazi pubblici, come parchi, musei e teatri, per le lezioni? Il comitato tecnico-scientifico, nelle sue raccomandazioni, ha già chiaramente specificato che nelle linee guida ci sono le indicazioni inerenti le modalità di prevenzione e di salvaguardia della salute e che l'obbligo di mascherina, adesso caduto, potrebbe tornare in auge in qualsiasi momento se la condizione epidemiologica dovesse aggravarsi.

Thomas Invidia

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