Associazioni e movimenti da tutta la Puglia in piazza contro il 5G

domenica 21 giugno 2020

LECCE - Tante associazioni sono scese in piazza per dire no al 5G in questa calda domenica, 21 giugno 2020. Il sindaco Carlo Salvemini è stato uno dei pochi a dare la disponibilità all'installazione delle nuove tecnologie in città: tanti altri, come Minerva a Gallipoli, hanno detto no. Presente anche il capogruppo di Fratelli d'Italia, Roberto Giordano Anguilla, per chiedere rassicurazioni e rispetto del principio di precauzione prima di adottare questa nuova tecnologia. In piazza anche Veronica Giannone, deputata del gruppo misto. L'impegno è corale: tanti movimenti della società civile hanno partecipato al Flash-Mob in piazza Sant’Oronzo, che ha avuto inizio alle ore 10. Giancarlo Vincitorio di Vox Italia saluta con entusiasmo la presenza del Codacons tra i partecipanti, cioè il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, con il  presidente, avvocato Cristian Marchello, e il responsabile dell’ufficio legale, avvocato Pietro Mongelli. Poi Allenanza italiana Stop 5G, #stop5G, Acrep (Association for Citizens Rights and Environmental Protection) e altri non meno importanti come ad esempio Vox Italia. "Il flash-mob contro il 5G svolto in piazza Sant’Oronzo a Lecce è servito a stringere un’alleanza di intenti tra i cittadini e associazioni espressione della società civile, dell’impegno ecologista e del bisogno di tutelare la salute pubblica - spiegano gli organizzatori -

Tutti insieme per dire ##NOLECCE5G. Insomma, in contrasto al sindaco Carlo Salvemini, che il 5G a Lecce lo vuole, cresce nel Salento diffidenza e rifiuto al 5G e alle antenne ad alta frequenza per diffondere le onde elettromagnetiche indispensabili a questo nuovo tipo di tecnologia. Tra gli organizzatori più attivi di questa iniziativa c’è Giancarlo Vincitorio, esponente regionale di Vox Italia, il quale evidenzia come il problema del 5G sia avvertito con preoccupazione dai cittadini: “impossibile dare loro torto. Sindaco e assessori a Lecce vogliono fare installare, oltre all’esistente, altre antenne e più di 350 hotspot nelle strade cittadine. Con il flashmob rappresentanti della società civile hanno testimoniato, in modo paritetico, la contrarietà a quel progetto che di fatto attua una pericolosa sperimentazione.” Presente, tra gli altri, Giuseppina Marazia, presidente dell’associazione malati ambientali. Un’organizzazione che offre consulenza ai pazienti affetti da elettrosensibilità e da sensibilità chimica multipla. Il 5G sta avendo un numero crescente di contrari.

Ad esempio Antonio Macchia, segretario generale CGIL di Brindisi, che comunque non ha partecipato alla manifestazione in piazza Sant’Oronzo, aveva detto qualche settimana addietro che gli enti locali debbono bloccare l'installazione di impianti con tecnologia 5G in attesa che ci siano rassicurazioni sugli effetti da essi causati. Veronica Giannone, deputata del gruppo Misto, che alla manifestazione ha invece partecipato, ha dichiarato che il sindaco di Lecce dovrebbe prendere esempio da altri suoi colleghi salentini che, “applicando il principio di precauzione, hanno deliberato di impedire l’installazione di antenne 5G in quei Comuni”. Vincitorio, durante la manifestazione in piazza, ha dichiarato di essere a conoscenza che una parte dei 350 hotspot e altre antenne 5G saranno installati in Piazza Sant’Oronzo, via F. D’Aragona, piazza Duomo, Porta Rudiae, Porta San Biagio, via Libertini, via dei Perroni, le zone di via Trinchese e piazza G. Mazzini. Vincitorio però vuole sapere dal sindaco Salvemini la situazione dettagliata prevista in progetto per queste e le altre aree cittadine, molte appartenenti ai quartieri periferici”.

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