RSU Versalis: “Chiusura immotivata alla luce dei dati ARPA delle ultime ore”

venerdì 29 maggio 2020

L'RSU Versalis interviene per difendere l'onore dei sindacati e per stigmatizzare l'atteggiamento del sindaco Rossi: "Come se non bastasse il tremendo periodo del Coronavirus, i lavoratori, le lavoratrici, le famiglie ed una consistente parte della cittadinanza prossima al mondo industriale, sono irresponsabilmente sottoposti al tormento di un folle piano di disarmamento dell’unica vera fonte certa di reddito del territorio. Dalle scriteriate ordinanze sindacali emesse negli ultimi giorni, la cui insussistenza ci costringe a credere ancora oggi si possa trattare, tutto questo, di un burlesco e ridicolo scherzo, prendiamo amaramente atto dello scellerato disegno futuribile che il primo cittadino di Brindisi, in evidenti difficoltà di consensi e secondo un preciso quanto vecchio schema di opportunismo politico, vorrebbe riservare al petrolchimico. Il Sindacato, i Sindacalisti, definiti venduti e conniventi con l’azienda, ed i lavoratori, prima ancora cittadini, avrebbero a chiedere al Sindaco di Brindisi, vista la sua affiliazione politica, a tutela di questi ultimi, quali ulteriori iniziative stia intraprendendo dinanzi ai dati delle centraline ARPA delle ultime ore.

Sta emettendo un’ordinanza per bloccare tutta la zona industriale???O le navi nel Porto? Risulta, tra gli altri ad esempio, che il tanto menzionato Benzene, la cui emissione principale ricordiamo derivare dai gas esausti dei veicoli a motore, abbia raggiunto, nella giornata di ieri (sito ARPA Puglia), picchi addirittura superiori a quelli dei giorni evidenziati nel rapporto preliminare ARPA che tanto hanno allarmato gli pseudo ambientalisti. Rilevare benzene per 30 volte in più rispetto al lockdown con l’impianto P1CR fermo da molti giorni, non li sveglia? O ancora attendono la relazione dell’ARPA??? Ci pare evidente, dopo le inopinabili risultanze degli enti preposti e alla luce di questa discordia di valori ed eventi, come sia lampante che il pretesto delle molestie olfattive, siano un pietoso inganno e che, se non fossimo abbastanza maturi da valutarne l’inappropriatezza, ci aspetteremmo una terza clamorosa ordinanza, magari basata sul principio del “più probabile che non”, con destinatario da identificare a posteriori… In conclusione, seriamente preoccupati dal clima cittadino e dai risvolti di questa ingiusta e minatoria situazione, i cui effetti potrebbero essere dannosi per tutti da qui a breve, auspichiamo un onesto e serio ravvedimento e recupero, laddove la deriva ambientalista non si concretizzi in nefando ecoterrorismo.

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