Il caso Capristo, un clamoroso scandalo nella Procura che inquieta la Puglia

mercoledì 20 maggio 2020

Ancora un altro scandalo in una procura, dopo quello che è avvenuto a Lecce. Carlo Maria Capristo, procuratore di Taranto, è da ieri agli arresti domiciliari. L'inchiesta arriva da Potenza e riguarda episodi inerenti i rapporti mantenuti con la procura di Trani, guidata prima dell'incarico a Taranto. Avrebbe fatto pressioni su una pm per orientare un'indagine per usura, secondo l'accusa. Arrestati anche tre imprenditori baresi ed un poliziotto. Sotto indagine anche Antonino Di Maio, ex procuratore di Trani. Capristo e il poliziotto rispondono anche di truffa legata ai rimborsi. Secondo il Gip, che ha disposto la misura cautelare, Capristo è "il maestro" di una rete di "fedelissimi" a Trani. L'inchiesta della procura di Potenza si poggia sulle accuse della pm che avrebbe subito pressioni da Capristo, un poliziotto e tre imprenditori. La contestazione a loro carico è "tentata induzione indebita", mentre Capristo e il poliziotto sono accusati anche per una presunta truffa legata a rimborsi.

La pm Silvia Curione è la titolare del fascicolo inerente i tre imprenditori di Bitonto, e questi si sarebbero rivolti al procuratore "amico" per orientare l'indagine. La pm, però, ha denunciato il fatto e nella questione è stato coinvolto anche Antonino Di Maio, l'ex procuratore di Trani, indagato per abuso di ufficio e favoreggiamento personale. Il caso risale al 2018 e nasce dalla denuncia di imprenditori verso un creditore che avrebbe praticato usura, tutto questo disegno per ottenere le tutele riservate alle vittime di questo fenomeno, potendo contare su Capristo. La pm ha scelto di non piegarsi alla volontà del "maestro" e lei voleva archiviare il caso di usare e, anzi, avviare un'indagine per calunnia nei confronti degli imprenditori.

Di Maio, che avrebbe fatto richiesta di archiviazione di un procedimento sul conto del poliziotto, avrebbe dovuto spedire gli incartamenti del rapporto e del seguito alla procura di Potenza, e nonostante le iniziative del procuratore il fascicolo è finito lo stesso a Potenza. Il gip di Trani ha respinto la richiesta di archiviazione e la procura di Bari ha avocato l'indagine. Ha spedito ovvero tutto alla procura di Potenza. La Guardia di Finanza ieri ha notificato i provvedimenti. Il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, ha respinto decisamente ogni accusa, come afferma il suo legale, avv. Angela Pignatari.

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