Il Primo maggio di Rossi e Matarrelli e il “lavoro degli invisibili”

venerdì 1 maggio 2020

Il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi ricorda il lavoro degli invisibili in un giorno di festa dal retrogusto amaro: "Mai come oggi si dimostra quanto è importante e fondamentale il lavoro. Quello vero, quello che attiene ai bisogni delle persone. Non voglio cadere nella retorica degli eroi, ma senza il lavoro delle cassiere dei supermercati, di chi raccoglie i rifiuti, di chi ci porta a casa la spesa, di chi è in ospedale, di chi lavora nelle imprese di pulizia, come avremmo affrontato questa emergenza? Il lavoro degli invisibili, di chi ha buste paga di 700 euro al mese, oggi è qui forte e presente. La finanza, il denaro che crea denaro, le grandi opere per andare sulla luna, si sono sgretolate come neve al sole, ma pronte a ripartire quando tutto sarà finito. Ed invece abbiamo riscoperto che abbiamo bisogno di Sanità, Scuola, Casa. I tagli sui bilanci oggi sono incompatibili con la vita delle persone, il Presidente Conte rifinanzi gli enti locali, i Comuni perché sono i Comuni che rimettono al centro il lavoro ed i servizi. Ricordiamoci sempre da cosa dobbiamo ripartire: dal lavoro e dalle persone".

IL PENSIERO DEL SINDACO DI MESAGNE, TONI MATARRELLI

Il sindaci di Mesagne, Toni Matarrelli, incoraggia i suoi concittadini: "Carissimi mesagnesi, stiamo vivendo una situazione senza precedenti che nessuno, fino a qualche mese fa, avrebbe potuto neppure immaginare. L’emergenza sanitaria sta segnando le nostre esistenze e le nostre abitudini, incluse le modalità di celebrazione delle ricorrenze più significative: anche la Festa dei Lavoratori trascorrerà senza la possibilità di incontri, dibattiti, cortei. Quest’anno il 1° Maggio assume un valore simbolico dall’accezione ancora più intensa: l’importanza del lavoro si avverte con maggiore forza in questa fase in cui ad essere limitatanon è soltanto la possibilità di spostamento delle persone ma anche l’economica del Paese, con tante attività ferme che non sappiamo ancora bene quando - e con quali modalità - potranno riprendere. I rischi di diffusione del Coronavirus hanno bloccato cantieri, imprese, scuole ingrigendo le prospettive di futuro di tante famiglie rispetto a necessità anche elementari. L’economia della nostra città non è certo più florida di quella di altri contesti maMesagne, laboriosa e compatta, ha già dato prova di coscienziositàe coraggio nel fronteggiare i rischi di una pandemia i cui effetti non sono ancora ben definiti per nessuno. Numerose espressioni di solidarietà spontanee sono servite ad arginare bisogni essenziali e a dare conforto; altre ne serviranno.In occasione di questa data speciale, in un momento storico che non saprei paragonare ad altri, è irrinunciabile il senso di riconoscenza che sento di dover rivolgere a tutti quei lavoratori che sono in prima linea nella battaglia per curare e contenere la diffusione del virus che ha sconvolto la nostra quotidiana normalità. Dalla loro preziosa dedizione continua a dipendere, in queste settimane, anche la nostra percezione di vulnerabilità di fronte ad un nemico invisibile e tanto insidioso. Ma questa è anche la giornata che offre una duplice opportunità: quella di riflettere sulle condizioni di chi un’occupazione ce l’ha e si adopera per difenderla; quella di chi - giovane o disoccupato - un lavoro spera di trovarlo per realizzarsi. L’ottimismo che si unisce all’impegno dovrà accompagnare la certezza che la fiducia in se stessi – e un’evoluzione positiva delle insicurezze che si stanno affrontando, guidata da possibili investimenti e incentivi – saprà determinare nuove forme di riscatto e progresso. Uno sforzo ulteriore sarà richiesto a tutti noi dal 4 maggio in poi:la fase che ci apprestiamo ad affrontare non dispone di formule e soluzioni certe, l’esito di questa emergenza dipenderà in gran parte dalla nostra capacità di andare nella stessa direzione, quella che presuppone il rispetto delle regole che servono a tutelarci,preservando la nostra salute e quella dei nostri cari. La storia dei diritti dei lavoratori, e gli obiettivi che grazie a loro si sono ottenuti in ambito economico e sociale, insegnano: rimbocchiamoci le maniche, come altre volte abbiamo dimostrato di saper fare, adottando la logica del confronto accompagnato da atteggiamenti di autentica coesione. Nessuno si senta solo. Uniti siamo sempre stati capaci di invertire rotte che sembravano ineludibili: siamo una comunità che conosce il sacrificio e la perseveranza, che su valori antichi e moderne abilità ha costruito il proprio futuro. Coraggio!"

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