“Le istituzioni facciano la loro parte: aiuti concreti per le aziende, non debiti”

domenica 26 aprile 2020

Pietro Guadalupi, ex Presidente del Consiglio Comunale di Brindisi, chiede alle istituzioni concretezza, prima che l'economia affondi: "Proprio in queste ore è all’esame del Governo nazionale la possibilità di anticipare la ripresa di alcune attività, a partire dal comparto edilizio. Per molte altre categorie di lavoratori occorrerà aspettare il 4 maggio per poter pensare di riavviare le rispettive imprese. Sarà difficile per tutti, non ci sono dubbi, tanto più perché le necessità di distanziamento sociale e di approvvigionamenti di presidi sanitari determineranno costi aggiuntivi per le imprese che, al momento, nessuno ha pensato di risarcire. Ma la situazione è decisamente più grave per tutti coloro che hanno attività di ristorazione, bar, agriturismi, pasticcerie, alberghi e b&b. La ripresa è ancora lontana e se anche si dovesse decidere di far riavviare le attività, ci saranno certamente regole stringenti che consentiranno di essere operativi solo al 30% delle effettive potenzialità. Tutto questo, mentre le tasse vengono solo rinviate e non annullate e soprattutto senza che siano state individuate forme reali di sostegno. Ed allora, se non vogliamo perdere un patrimonio di professionalità che fanno del turismo e delle ricettività un punto di forza dell’economia pugliese, ognuno dovrà fare la sua parte.

Il Governo dovrà studiare forme di aiuti economici e dovrà promuovere – con una storica campagna di marketing internazionale - la effettiva ripartenza del settore, che non potrà che coincidere con l’estate del 2021. La Regione Puglia, invece, dovrà mettere a disposizione tutto ciò che occorre per superare un anno di gravissime difficoltà e dovrà farlo anche rimodulando le politiche di promozione e di intervento di Puglia Promozione, indirizzandole verso un turismo “interno”, se non addirittura regionale. Ai Comuni, invece, spetta il compito di varare provvedimenti straordinari, concedendo gratuitamente (come sta già avvenendo in altre zone del paese) aree esterne aggiuntive a quelle già autorizzate, in maniera tale da poter conservare un numero accettabile di posti a sedere, sulla base di quanto sarà previsto per le regole di distanziamento sociale. Solo così - tutti insieme – potremo uscire dal periodo più difficile del nostro paese, dal dopoguerra ad oggi”.

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