La Pasqua per una rinascita al tempo della pandemia

domenica 12 aprile 2020

La Pasqua per continuare a credere nel futuro in questa domenica, 12 Aprile 2020: si può cogliere anche il senso laico della rinascita, in sintonia con il sole primaverile. Un cambiamento stagionale che si fa sentire e che lascia sperare che tutto migliori. Le strade quest'anno, per la prima volta non si riempiranno di penitenti scalzi e di turisti. Ovunque dominerà il silenzio. Le forze dell'ordine sono in campo e vigilano anche con i droni. La resurrezione di Cristo, secondo la liturgia cristiana: molto più modestamente, un momento di convivialità e condivisione anche per chi non crede nel cattolicesimo romano. Un momento di raccoglimento, di riflessione, veracemente inasprito da un male diffuso nel mondo. Un problema della contemporaneità, del progresso deregolamentato, direbbero alcuni. La Pasqua di quest'anno porta con sé un momento dell'attualità di grande apprensione e paura, il globo è ostaggio di un virus che non accenna a fermarsi e che probabilmente attanaglierà i cuori e le menti della popolazione mondiale anche nei prossimi mesi.

Il messaggio di speranza di questa festività è di continuare ad avere fiducia nel futuro, anche nell'ora più buia è possibile riaccendere la luce. L'Italia, nel corso della sua lunga storia come penisola, ma anche nel più breve percorso come stato unitario, ha affrontato nemici e sfide importanti e impegnativi: il brigantaggio, le guerre mondiali, gli anni di piombo, i tentati o presunti colpi di stato, le stragi mafiose, ed oggi una pandemia. Tante storie, tanti drammi che il nostro Paese non ha ancora metabolizzato, e come potrebbe? Dopo cento anni, una nuova pandemia tiene sotto scacco l'umanità, ma oggi possiamo vincere più facilmente e più velocemente rispetto alla spagnola del 1918-1920. 

Alcuni sono stati sconfitti, altri sono combattuti ancora oggi ogni giorno, ma la Patria della bellezza, dell'arte, dell'ingegno, della creatività, della civiltà, ha superato tanti momenti duri e anche stavolta ne uscirà vittoriosa. È sicuramente la Pasqua più difficile dal secondo dopoguerra, un'occasione di festa contingentata da un evento più grande, una battaglia che sfugge all'umano controllo e che non conosce tregua. I nostri soldati sono al fronte anche oggi, combattono anche oggi con le poche e malandate armi a disposizione. Alzare bandiera bianca, seppur in segno di pace, non è possibile. Noi lo capiremmo, ma l'alto senso del dovere e la missione affidata ai nostri soldati impedisce loro di abbandonare il campo, di lasciare i compagni caduti, di affidare alla sorte crudele i tanti che hanno bisogno di loro nel momento più difficile.

La Pasqua della speranza, della fiducia nel futuro, è dedicata al nostro esercito, all'esercito che opera al servizio dell'umanità e non al servizio di una bandiera, alle armate che operano senza armi, alle truppe che agiscono per salvare vite umane e non per togliere, alle milizie che pattugliano le nostre strade per la sicurezza di chi trasgredisce, non per intimidire. Alla data del 10 Aprile 2020, 109 medici sono periti nell'esercizio del dovere, nell'adempimento della sacra missione di salvaguardare la vita e dispensare conforto. La resurrezione di Cristo, oggi, è la rinascita di una cultura civica e solidale.

Thomas Invidia

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