400 miliardi per le imprese italiane? Sì, ma è un prestito, nessun fondo perduto

martedì 7 aprile 2020

ROMA - I soldi per ripartire ci saranno, ma sono in prestito. Il premier Giuseppe Conte nella videoconferenza di ieri ha annunciato un decreto per dare liquidità immediata alle imprese italiane per 400 miliardi di euro: 200 miliardi per il mercato interno e 200 per potenziare l’export. Stessa strategia della sospensione delle bollette: non le annullano, quel mese in cui non hai pagato lo dovrai recuperare (lo Stato non ti risparmia nemmeno l’IVA). In Germania, invece, una parte dei soldi stanziati per l'emergenza covid-19 sono a fondo perduto. “È una cifra enorme che non è mai stata stanziata per le nostre imprese” – spiega il capo del governo.

La maggior parte dei soldi si risolvono in garanzie verso le banche: in pratica, se qualcuno sprofonda nei debiti, sarà lo Stato garante a pagare la banca che ha messo fuori il denaro (che è anche quella che ci guadagna di più). Invece resta incerto il periodo di allentamento delle misure che vietano gli spostamenti.“Non c’è possibilità di capire ancora quando si verificheranno le misure di allentamento della fase più restrittiva” – spiega il numero uno dell’esecutivo. Il premier sottolinea, però, che i protocolli di sicurezza resteranno: la vita cambierà per un bel po’. Bisognerà attendere il 13 aprile, lo studio dei dati e poi discutere con gli esperti per capire quali misure prendere. Gualtieri illustra le norme del decreto che si unisce a quello precedente, “cura Italia” (che metteva in campo 4,3 miliardi e 400 mila milioni): ci saranno 200 miliardi di garanzie per imprese di tutti i tipi, senza limiti di fatturato.

Conte assicura che farà di tutto per far arrivare i soldi prima del 15 aprile. C’è il tempo, durante la videoconferenza di questa sera (6 aprile 2020), per una frecciatina all’Europa: “Il Mes è uno strumento inadeguato per l’emergenza che stiamo vivendo – spiega Giuseppe Conte – L’unica soluzione sono gli eurobond”. Intanto, l’Italia va avanti da sola con garanzie erogate con un sistema semplice e diretto, a condizioni chiare e semplici. Le società che accederanno a questi prestiti non potranno erogare dividendi. Il governo ha voluto dare liquidità al sistema produttivo.

Per le imprese con meno di 500 dipendenti si rafforza il fondo centrale di garanzia: prestiti garantiti dello stato fino al 90 per cento (fino a 5 milioni). Lo Stato garantisce i prestiti anche con garanzia al 100% entro una cifra stabilita nel decreto. Nessun provvedimento specifico per il settore turistico, che rappresenta il 13% del pil e muove un giro d’affari di più di 230 miliardi. Il turismo ha il 15% degli occupati: è un settore più importante di quello automobilistico, che movimenta circa 30 miliardi di meno.

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