Allarme covid-19 a Carovigno: 6 morti e 21 contagiati. Interrogazione di Marti

domenica 29 marzo 2020

Il Comune di Carovigno è stato colpito duramente dal nemico invisibile, il SARS-CoV-2. La situazione è diventata drammatica a causa di due focolai di covid-19 individuati in città. Dopo 6 morti e un numero non specificato di contagiati, il senatore della Lega Salvini Premier Roberto Marti, coordinatore politico per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, ha deposita un’interrogazione urgente per chiedere al governo l’invio immediato di uomini e mezzi delle Forze Armate presso il Comune di Carovigno, al fine di rafforzare la presenza dello Stato sul territorio e la costituzione urgente di un cordone sanitario per evitare il diffondersi incontrollato del virus. È inevitabile che il governo intervenga: la situazione è fuori controllo, come ha già fatto notare il consigliere di minoranza di Carovigno ed ex parlamentare Vittorio Zizza, che nei giorni scorsi ha chiesti chiarimenti al prefetto e al sindaco.

I numeri sono pesanti per una piccola comunità come Carovigno, calcolando che i tamponi da verificare sono tantissimi, ci sono decine di persone in quarantena, 6 decessi e 21 positivi. Non è difficile intuire che i numeri si gonfieranno sempre di più a causa della capacità di moltiplicazione dei contagi che hanno gli asintomatici. Da informazioni raccolte sul territorio, risulta che sono numerosissime le persone rinchiuse in casa con sintomi riconducibili a quelli del coronavirus ed in attesa di tamponi. La situazione sta evidentemente sfuggendo di mano. Il Comune di Carovigno conta 17 mila abitanti ed ha una superficie di 106 Km quadrati circa. Per il controllo di un territorio così vasto, il Comune ha a disposizione un numero esiguo di agenti di polizia locale; un numero irrisorio evidentemente già per la normale attività di vigilanza. Anche il locale Comando dei Carabinieri, seppur efficace nell’azione e nell’impegno di controllo del territorio, risulta carente di uomini per fronteggiare una simile emergenza.

Le dichiarazioni rese dal Sindaco circa l’atteggiamento non sempre collaborativo dei cittadini di Carovigno e la mancanza di sufficienti posti ospedalieri adeguati alla cura del Covid-19, in aggiunta al fatto che il fenotipo di malattia riscontrata nei pazienti è contraddistinto, oltre che da una grave e rapida progressione, anche da un elevata diffusibilità, conducono a ritenere che il rischio di rapida diffusione nell’area del Comune di Carovigno sia gravissimo. Già il 19 marzo scorso, quando ancora la situazione sanitaria non risultava così grave, non essendosi verificati i primi decessi, il Sindaco di Carovigno, con una nota indirizzata al Presidente della Regione Puglia, al Prefetto di Brindisi e la Direttore Generale della ASL di Brindisi, comunicava lo stato di emergenza sanitaria in cui versava il territorio carovignese. Il Sindaco, al fine di realizzare una compiuta azione di prevenzione, chiedeva ai destinatari della missiva “l’assunzione immediata di ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica, individuando idonee precauzioni ed indirizzi operativi univoci per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività”.

Lo stesso giorno, alcuni Consiglieri Comunali appartenenti a gruppi politici diversi, chiedevano al Sindaco ed al Prefetto di voler adottare con estrema urgenza le misure straordinarie necessarie per arginare, con maggior decisione, la diffusione del virus. In particolare, si chiedeva l’attuazione di un piano di pattugliamento e controllo dell’intero territorio del Comune di Carovigno, a mezzo delle Forze di Polizia e, ove necessario, l’intervento dell’Esercito, al fine di garantire un maggior rispetto delle prescrizioni attualmente esistenti e scongiurare che soggetti, ancora ignari della situazione di pericolo, possano disattendere le normative in vigore ponendo in pericolo la salute e l’incolumità di tutti i cittadini. Entrambe le richieste sono cadute nel vuoto. Nessuna risposta.

Il 24 marzo scorso, le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica ospedaliera e dei medici di medicina generale della Provincia di Brindisi, con una nota indirizzata al Presidente della Regione Puglia, al Direttore della ASL di Brindisi, al Prefetto di Brindisi e al Procuratore della Repubblica c/o il Tribunale di Brindisi lamentavano intollerabili ritardi nella refertazione dei tamponi Covif-19 (fino a 4/5 giorni di attesa) inadeguate forniture dei DPI, l’inosservanza delle “Linee di indirizzo regionali in tema di Strategia di depistaggio e di diagnosi di Covid-19”. La situazione emergenziale in cui versa il territorio di Carovigno è stata anche oggetto nei giorni scorsi di numerosi articoli di stampa, che riferiscono di un focolaio presente nel comune di Carovigno e, ad ogni notizia di un nuovo decesso, parla di un “bollettino di guerra”.

Nella giornata del 26 marzo scorso, anche i sindaci della provincia di Brindisi hanno chiesto a gran forza di essere aggiornati sull’effettiva portata della situazione del contagio al fine di portare le migliori soluzioni possibili per i cittadini dell’intero territorio. Si apprende dalle agenzie di stampa che dal 28 marzo è in corso l’impiego dei militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure” per gestire l’emergenza sanitaria nel contrasto e contenimento al Covid-19 nel solo capoluogo brindisino, nonostante la richiesta presentata dalle autorità del Comune di Carovigno. È venuta l’ora di fare un passo in avanti anche per Carovigno. Una comunità colpita così duramente non può essere abbandonata a se stessa.

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