Dedicarsi alla pittura al tempo del covid-19, Michele Presta ci suggerisce come

domenica 29 marzo 2020

In questi tempi inquieti e incerti, in cui tra le raccomandazioni delle autorità per passare il tempo in casa c'è anche quella di disegnare e "darsi alla pittura", c'è che del disegno ne ha fatto una vocazione. Non è comune avere la passione per il disegno, per la pittura o per la scultura, ma ciò non significa che chiunque non possa imparare: il segreto è l'applicazione e lo studio. Ce lo spiega Michele Presta, pittore nordsalentino, che abbiamo intervistato oggi. -

Quando hai iniziato a dipingere e, se ce ne sono, usi altre tecniche? 

"Ho iniziato a dipingere dalle scuole elementari, dove il maestro di Artistica ha voluto spronarmi molto efficacemente vedendo la mia passione per il disegno a matita. La pittura è una forma di espressione e direi che non uso tecniche specifiche, essendo autodidatta, potrei sbagliarmi. Penso di usare più che altro varie espressioni differenti, che possono dimostrarsi con il disegno a matita, il suonare una canzone od il cucinare un piatto. Le tecniche le imparerò pian piano leggendo al riguardo".  

Per i tuoi lavori, ti inserisci in una corrente artistica contemporanea?

"Ho una vita che si discosta molto dalla vita di un pittore, in realtà per vivere faccio il cuoco, se ci fosse una corrente artistica chiamata 'cuochi iperattivi' vi farei parte. Credo personalmente che devo ancora capire a fondo quale sia il mio stile ed il mio percorso, provando di tutto e non fermarsi ad una sola idea di un qualsiasi movimento artistico. In più non mi informo sulle correnti attuali non avendo l’argomento nelle priorità di studio. -

Personalmente, ho molto apprezzato 'Alba dal porto di Tricase'".
Quando lo hai realizzato e perché?

"Grazie molte per il complimento. Questo quadro l’ho realizzato nel Novembre del 2018, in Olanda. Un’esperienza lavorativa mi ha portato molto lontano da casa, ed è iniziato un periodo di 'Nostalgia Salentina' che mi ha spinto a fare questo ed altri quadri che raffigurano scenari salentini".

Nella tua produzione, si contano molti dipinti di paesaggi. Ti dedichi essenzialmente allo studio della natura oppure anche di altri soggetti? 

"Direi che i miei quadri sono sempre un risultato di uno studio mentale e non pratico, non sono mai riuscito ad andare in campagna per disegnare ed appuntare i piccoli dettagli della natura. Vorrei tanto essere più informato. Vado in campagna giusto il tempo per cogliere le sensazioni indispensabili da inserire nel quadro. Inoltre, come stiamo ben capendo, la natura domina il mondo, dovremmo essere noi ad adattarci alla natura e non viceversa. Io venero la natura nei miei quadri, in quanto odio quello che noi 'umani' le facciamo in continuazione. Tornando alla domanda ho ritratto altri soggetti che per me (o per chi mi ha commissionato un ritratto) meritano di essere ritratti esteticamente oppure mentalmente, non mi fermo solo alla natura in ogni caso".

Per un neofita, esiste un manuale o un'opportunità di imparare a dipingere e, prima ancora, a disegnare? 

"Per un neofita l’unica cosa che può fermare l’apprendimento è la pazienza. Bisogna sapere che 10 disegni sbagliati e 'brutti' sono molto utili. Un artista affermato, uno studente delle belle arti, un liceale artistico potranno confermarvi che per imparare a disegnare ci vuole PRATICA, studio poco alla volta e tanta pratica. Esistono centinaia di libri e di video su YouTube per apprendere il disegno, qualsiasi approfondimento vogliate fare, c’è; Personalmente posseggo qualche libro sull’acrilico, pittura ad olio, anatomia ma nessuno è stato letto interamente perché sto ancora approfondendo i punti interessanti che ho incontrato. Un neofita può iniziare da tantissimi fogli bianchi a disposizione e tanta voglia di ricopiare più realisticamente tutto ciò che incontra".

Qual è il tuo segreto? 

"Il mio segreto? Non ho segreti, se qualcuno chiedesse risponderei senza problemi. Io penso solo di avere il vantaggio di non aver mai smesso di esercitarmi, dalla matita a 5 anni fino al pennello attualmente. Mi sento un neofita tutt’ora e non smetterò mai di esserlo. Il mio segreto è sapere che c’è ancora un mondo di cose da imparare, e rimango sempre curioso nei suoi confronti".

I tuoi lavori sono meravigliosamente suggestivi, è un effetto voluto dall'autore? 

"I miei soggetti sono colti da momenti suggestivi della mia vita, posti o persino alberi che mi hanno trasmesso tanto, cerco semplicemente di esporre al meglio ciò che ho provato io pensando ad ogni elemento del quadro. Un vigneto, il muretto a secco, l’Ulivo millenario sono l’essenza di un posto meraviglioso, tradizioni antichissime e cose che attualmente per tutti hanno perso il loro valore".

Puoi darci un'anticipazione sulla prossima opera che realizzerai? 

"Bella domanda. Ogni volta che un quadro finisce sul cavalletto inizia uno scontro nella mia testa. Spero che la prossima opera esprima questo scontro di idee che la influenzano. Probabilmente sarà sempre riguardante la natura, ma spero anche che qualcuno mi commissioni qualche nuova sfida, mi piace un sacco immedesimarmi nel messaggio che qualcuno vuole regalare al proprio caro. L’arte è un regalo che mi faccio e che posso fare a tutti". 

Thomas Invidia 

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