I maturandi della classe '19/'20 e la didattica della discordia

venerdì 27 marzo 2020

BRINDISI - La classe 2019/2020 difficilmente dimenticherà la sua tanto agognata "maturità". Gli Esami di Stato, che hanno assunto questa denominazione alla fine degli anni novanta, saranno ricordati nella storia della legislazione scolastica, e non solo, per via della loro eccezionalità. Il titolare di Viale Trastevere, Lucia Azzolina, ha annunciato ieri al Senato della Repubblica che l'esame conclusivo del ciclo di istruzione secondario superiore si terrà con i membri della commissione totalmente interni e soltanto con il Presidente della commissione esterno. Un cambio di passo auspicato da più attori nel mondo della scuola, dagli studenti alle organizzazioni studentesche come Uds fino al forum degli studenti.

La novità attesa nei prossimi giorni è la data precisa della proroga inerente la sospensione delle attività didattiche, attualmente vigente fino al 3 Aprile. Oggi il Ministro ha chiaramente confermato che la proroga ci sarà e che nei prossimi giorni saranno comunicate maggiori notizie. Passando in rassegna come questo esame sarebbe potuto cambiare, certamente salta all'occhio il precedente del 1943. In quel frangente, piena Seconda Guerra Mondiale, gli studenti furono esonerati dall'esame e furono valutati con il solo scrutinio. Promossi o bocciati in base al reale rendimento e non in funzione di un singolo compito e di una singola occasione. Questo precedente è sfruttato dai tanti, molti attori del mondo della scuola che chiedono a gran voce l'abolizione dell'Esame di Stato.

Su piattaforme come Change.org
, d'altronde, nelle scorse settimane circolava una petizione che chiedeva l'annullamento dell'esame: sintomo che questo sentimento non è mai del tutto sopito. Il Ministro ha divulgato i dati concernenti la didattica a distanza, sulla base di un monitoraggio ministeriale di concerto con le scuole, e questi sono i risultati: "’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità; l’84% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con Dsa; il 68% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con BES non certificati; il 48% delle scuole ha svolto riunioni degli organi collegiali a distanza". Sul collegamento scuola-famiglia-studente a Palazzo Madama e, in questi tempi di permanenza a casa collettiva, sui social network è esplosa un'aspra polemica tra i sostenitori della didattica a distanza e i critici. Tante le motivazioni alla base, dalla mancanza di possibilità economiche per l'accesso a internet e piattaforme digitali, alla necessità di condividere con altri elementi del nucleo familiare i dispositivi, fino alla possibilità, paventata da Italia Viva, di riformare il Bonus Cultura di matrice renziana per poter permettere di comprare computer e attrezzature con fondi pubblici.

Beninteso che il Ministro Azzolina ha già chiarito che il governo ha stanziato decine di milioni di euro per il miglioramento di queste situazioni e per offrire supporto alla popolazione scolastica. Nella didattica della discordia, che ruolo hanno i maturandi? Certamente sono i più in ansia, senza ricorrere a sondaggi. Gli insegnanti chiedono da settimane al Ministero di sapere come svolgere i programmi e se, oltre alla commissione tutta interna, ci sarà anche una revisione delle prove scritte e un taglio dei programmi. Nel frattempo, abbiamo intervistato due maturandi, che hanno scelto di rimanere anonimi. Hanno risposto a domande di carattere generale sulla situazione attuale.

Come stai vivendo questo momento di sospensione e incertezza, lontano dalle istituzioni scolastiche?

"Con tanta noia e incertezza su quello che arriverà".

Le videolezioni e la didattica a distanza, se dovessi dare un giudizio, quanto stanno rendendo?


- "Stanno rendendo abbastanza bene ma la mole dei compiti è esagerata in quanto dopo ore davanti ad un computer non si può pretendere di far passare i pomeriggi sui libri. La vista ne sta risentendo molto e l'umore altrettanto".

I professori come si stanno comportando con voi studenti, più comprensivi e disponibili in vista di questo momento delicato?

"Molti professori si stanno dimostrando disponibilissimi alle nostre esigenze e disagi, hanno diminuito per tutti i professori le lezioni fino a 45 minuti e a tutte le materie hanno tolto almeno un'ora. Altri professori invece spingono per avere delle valutazioni, anche se inutili, il prima possibile".


Che cosa si potrebbe migliorare nella didattica digitale?


- "Credo che si stia facendo tutto ciò che si può, non ho critiche a riguardo. - Il Ministro dell'istruzione ha annunciato ieri novità importanti, come il cambio della commissione agli Esami di Stato e, forse e in base a quando e se si rientrarà tra i banchi, un taglio dei programmi".

Ti ritieni soddisfatta di questa misura? Suggeriresti ulteriori passi in avanti?

- Sono delle misure giuste e necessarie ma in caso di un ritorno a scuola verso maggio o inesistente sarebbe meglio annullare l'esame di stato per poter far uscire gli studenti con il risultato del loro percorso scolastico e con la loro media. Pensare di fare un esame di stato in estate o a settembre è inaccettabile visto che coinciderebbe con i test d'ingresso dell'università e non darebbe la possibilità agli studenti di preparsi in vista di quest'ultimi". 


Come stai vivendo questo momento di sospensione e incertezza, lontano dalle istituzioni scolastiche? (domanda rivolta a un secondo alunno ndr)

"Devo dire di aver sempre considerato scontata l'importanza della scuola nella mia vita, non solo dal punto di vista didattico ma come modo di avere contatto umano giornalmente ed interagire con gli altri ragazzi".

Le videolezioni e la didattica a distanza, se dovessi dare un giudizio, quanto stanno rendendo?

"Stanno rendendo abbastanza, anche se ovviamente non sono comparabili a quelle fatte a scuola, perché le cose in comune a parte quelle essenziali sono davvero poche".

Che cosa si potrebbe migliorare nella didattica digitale?

"Una maggiore collaborazione tra il corpo docenti e gli studenti sarebbe ideale, anche perché passare una giornata intera davanti ad uno schermo rende il lavoro doppiamente più pesante".    

I professori come si stanno comportando con voi studenti, più comprensivi e disponibili in vista di questo momento delicato?

"I professori sono disponibili e comprensivi, anche perché stiamo attraversando questo momento insieme e proprio per questo la collaborazione è importante da entrambe le parti".

Il Ministro dell'istruzione ha annunciato ieri novità importanti, come il cambio della commissione agli Esami di Stato e, forse e in base a quando e se si rientrarà tra i banchi, un taglio dei programmi. Ti ritieni soddisfatta di questa misura? Suggeriresti ulteriori passi in avanti?

"Sì, purtroppo è stato un avvenimento inaspettato e che non avremmo mai potuto prevedere. Per ora mi ritengo abbastanza soddisfatta, in particolar modo con la scelta dei commissari interni ma in merito ai suggerimenti mi trattengo dal darne (al momento), almeno finché non verranno presi provvedimenti definitivi.

Thomas Invidia

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