Almeno 10 nuovi Oss contagiati. Tamponi in ritardo e DPI scarsi: la protesta

martedì 24 marzo 2020

BRINDISI - Crescono i contagi tra gli operatori in prima linea: tra Brindisi e Lecce sono già una decina. "Sono a rischio contagio diversi oss nel Brindisino, molti sono anche della provincia di Lecce che hanno infettato inconsapevolmente i propri familiari - spiega l'avvocata Maria Greco al telefono - Ora ho saputo che anche familiari delle mie assistite sono in attesa di tampone e presentano già purtroppo dei sintomi. Un'emergenza sanitaria già annunciata nel gennaio 2020 e per cui l'ASL non non si era organizzata in alcun modo. Ma oltre al danno la beffa poiché l'ASL di Brindisi ha rinnovato il contratto agli operatori socio sanitari solo sino a luglio 2020. Contrariamente ad altre Asl pugliesi che hanno provveduto al rinnovo sino a gennaio 2021. Intanto anche la graduatoria pubblicata in via provvisoria inerente il ricorso indetto dagli Ospedali Riuniti di Foggia è gravata da una valanga di ricorsi che sicuramente laddove non accolti in via di autotutela comporteranno la presentazione di ricorsi con evidente aggravio di spese anche nei confronti dell'Asl di Brindisi I lavoratori in prima linea vengono mandati allo sbaraglio a contrastare i contagi da covid-19 senza dispositivi di protezione individuale adeguati e sufficienti e da precari. Rischiano la vita con un contratto che scade a breve".

L'Asl di Brindisi sta provando a correre ai ripari, ma per ora la situazione resta drammatica perché in troppi si infettano. Intanto i medici brindisini hanno scritto al presidente della Regione Puglia e al Dipartimento Salute: i tamponi vanno troppo a rilento e invece c'è bisogno di risposte celeri per bloccare i contagi, risalire a tutti i contatti e isolarli. L'Ordine dei Medici brindisino e le associazioni sindacali hanno intenzione di interessare anche la procura: i referti sono lentissimi e non vanno bene nemmeno i percorsi per effettuare i tamponi (le persone che attendono insieme in una stanza, com'è avvenuto anche nell'ospedale di Copertino, rischiano di contagiarsi se c'è anche un solo positivo al coronavirus). I medici denunciano mancanza di posti, cattiva organizzazione, mancanza di aree e percorsi distinti per i pazienti con un sospetto contagio e tante altre criticità che non hanno avuto risposte fino ad oggi da parte dei vertici sanitari. La sanità pugliese si scopre fragile e disorganizzata, forse per colpa di 25 anni di tagli e piani di rientro, ma sicuramente poco idonea ad affrontare in queste condizioni una pandemia di queste proporzioni.

TAG: Oss, Covid-19
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