Il presidente nazionale CIA: nel Salento il vino cresce, il resto è in crisi nera

mercoledì 19 febbraio 2020

La situazione agricola, anche a livello economico, non è uniforme per tutta la Penisola: ne abbiamo parlato recentemente con il Sindaco di Cellino San Marco per quanto riguarda la produzione del vino, che nel brindisino sembra stia vivendo una nuova espansione, ma ci sono settori che sono in profonda crisi. Dall'allevamento alla produzione olivicola, fino all'indotto collegato ed il sistema dei frantoi oleari. Il Presidente Nazionale della Confederazione Italiana Agricoltura, Secondino Scanavino, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito alla crisi della produzione agricola, segnata da un -13% (2010-2019, dati: Unioncamere): "Quest'anno, il settore olivicolo nel leccese e nel brindisino è stato in ripresa. Tuttavia, la bassa incidenza di pioggia e il lungo periodo di siccità mettono a dura prova la possibilità di un buon mercato per i prossimi mesi. Confidiamo nella bontà della Primavera anche per il settore vitivinicolo, che è ancora fermo ma partirà a breve sempre nel periodo primaverile.

La crisi del settore è dovuta principalmente alla situazione del mercato, i prezzi altri dei nostri prodotti sono dovuti principalmente alla qualità e alla manodopera di alto livello che produce, il commercio per sostenere il sistema dell'agricoltura italiana deve acquistare: altrimenti l'intero meccanismo si blocca. Credo che dovremo abituarci anche ai cambiamenti climatici, questo alternarsi di nubifragi e siccità, senza vie di mezzo, che pone in serio pericolo le raccolte dei nostri prodotti. Con questa incertezza, aggiungendo la crisi economica generale e anche quella di settore, mantenere i livelli occupazionali risulta difficile".

Il Presidente CIA Salento, Benedetto Accogli, ha aggiunto:
"Le anomalie meteo-climatiche, sempre più frequenti, hanno influito, in certi casi pesantemente e negativamente, su alcune importanti filiere. Ma anche la diffusione di parassiti o batteri di vario genere ha ridotto, in termini di volumi, le produzioni agricole. Riguardo alla produzione, si devono tenere in considerazione fattori climatici (durata della stagione, temperatura, umidità, radiazione solare e acqua); fattori biotici (insetti, malerbe, patogeni, uccelli); fattori legati al suolo (lavorazioni, umidità, fertilità, variabilità, struttura e temperatura); fattori gestionali (scelta della varietà della coltura, tempestività della semina e della raccolta, trattamenti, meccanizzazione). Alcuni fattori sono stabili, come la fertilità del suolo (o pH), la presenza di malerbe permanenti e i problemi legati al drenaggio; altri, invece, sono più erratici, come il meteo e la diffusione di patogeni".

Thomas Invidia

Altri articoli di "Economia e lavoro"
Economia e lavoro
22/07/2020
La fitopatia da Xylella Fastidiosa è arrivata ufficialmente nell'agro di Fasano, ...
Economia e lavoro
20/07/2020
Il Segretario nazionale SaP francesco Pulli chiede alle istituzioni un intervento ...
Economia e lavoro
15/07/2020
Soddisfazione di Raffaele Carrabba (CIA Puglia): ...
Economia e lavoro
14/07/2020
Era in malattia per un problema agli occhi che si ...
«No Bomb, Yes Love» è il concerto di Eugenio Finardi, Bungaro, Raffaele Casarano e Mirko Signorile ...