Sono 1500 i casi di tumori pediatrici ogni anno: l’80% guarisce

sabato 15 febbraio 2020

Di Gaetano Gorgoni 

Ogni anno vengono diagnosticati circa 1500 casi di tumore in Italia, che interessano bambini in età pediatrica tra 0 e 14 anni. Mille di questi tumori rilevati sono “solidi”. Le novità diagnostiche e terapeutiche, però, permettono di vincere la battaglia nella maggior parte dei casi, anche se per i tumori cerebrali, neuroblastomi e per i sarcomi le percentuali di guarigione restano ancora basse. La Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica Onlus (FIAGOP) ricorda a tutti che il 15 febbraio e la data scelta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per le celebrazioni della Giornata Mondiale contro il cancro infantile (International Childhood Cancer Day). In un convegno nazionale a Salerno si è discusso dei dati e dei progressi fatti.

C’è una percentuale di guarigione che oscilla tra il 75 e l’80 per cento nel caso di tumori pediatrici, ma anche per quelli che colpiscono in adolescenza, nella fascia d’età tra i 14 e i 18 anni (per quanto riguarda gli adolescenti, si stima che in Italia ci siano 900 diagnosi di tumore all’anno). La Federazione italiana associazioni genitori Oncoematologia Pediatrica fornisce un dato molto confortante di guarigioni: 50 mila bambini ce l’hanno fatta a guarire definitivamente. Il cancro, però, rappresenta ancora la prima causa di mortalità dei piccoli dopo il primo anno di vita. I tumori pediatrici vengono definiti rari perché ne esistono oltre 60 tipi e sottotipi. Le associazioni di genitori chiedono che la ricerca proceda ancora più speditamente e che si possa puntare su farmaci che abbiano sempre meno effetti collaterali. In campo c’è anche l’immunoterapia, che sta facendo passi da gigante negli ultimi tempi. Per ricordare tutti i piccoli che hanno vinto la loro battaglia oggi i volontari della FIAGOP hanno piantato diverse piante di melograno presso ospedali, case d’accoglienza, scuole e giardini pubblici. Un nastrino dorato sulla giacca o sulle magliette simboleggia la grande battaglia contro i tumori pediatrici. Il frutto del melograno è stato scelto per le sue grandi proprietà anticancro e antitumorali. Alcuni studi hanno dimostrato che il succo e gli estratti provenienti dalla melagrana sono potenti inibitori della crescita cellulare: in altre parole contribuiscono a inibire la proliferazione delle cellule tumorali. L’iniziativa “Diamo radici alla speranza” della FIAGOP punta a informare e a dare coraggio a tutte quelle famiglie che devono combattere contro il “grande male”.

LA GRANDE SFIDA AL FIANCO DEI BAMBINI

L’International Childhood Cancer Day ci ricorda che ogni tre minuti un bambino muore di cancro nel mondo: ci sono paesi sottosviluppati in cui le nuove cure non sono arrivate. Dopo le malattie infettive, il tumore continua ad essere una delle principali cause di morte nei pazienti pediatrici. È sempre possibile guarire, ma la prevenzione è fondamentale affinché possa essere garantita una diagnosi tempestiva e una terapia celere che blocchi la proliferazione delle cellule tumorali. Certo, i dati palesano gli enormi passi in avanti: 50 anni fa si salvavano solo il 40 per cento dei piccoli, ora l’80 per cento. I risultati sono diversi, a seconda del tipo di tumore, e anche le cure sono personalizzate, a seconda del tipo di paziente. Destano ancora molta preoccupazione i tumori solidi (oggi, a Salerno, i più importanti esperti ne hanno discusso): sono ancora basse le percentuali di guarigione che riguardano tumori cerebrali neuroblastoma e sarcomi. Sono, invece, altissime le percentuali di guarigione per leucemie e linfomi. Ecco perché le associazioni dei genitori chiedono un enorme sforzo alla ricerca. Siamo già sulla strada giusta con immunoterapia, medicina di precisione e grandi tecnologie: bisogna mettere ancora più risorse e più impegno in questa grande guerra contro i tumori in età pediatrica.

I TUMORI SOLIDI E LA NECESSITÀ DI ACCELERARE SULLA RICERCA

I tumori cerebrali, con più di 300 nuovi casi ogni anno sono, dopo le leucemie, il gruppo di tumori solidi più frequente, seguiti dal neuroblastoma - circa 120 nuovi casi all’anno - e dai sarcomi ossei o dei tessuti molli - circa 160 nuovi casi per i due tipi di tumore. “La ricerca in ambito oncologico pediatrico non procede ancora alla velocità che vorremmo. La ricerca accademica indipendente, portata avanti dagli Ospedali e dalle Università, richiede risorse estremamente elevate e reperibili con estrema fatica. Parallelamente, la ricerca condotta dalle industrie farmaceutiche in ambito pediatrico, seppur migliorata nel corso degli ultimi anni grazie anche agli incentivi da parte delle autorità regolatorie europee (Pediatric Investigation Plan della European Medicines Agency) non è ancora paragonabile a quella contro i big killers della popolazione adulta. Infine, ancora oggi, molti farmaci utilizzati per combattere i tumori pediatrici non sono autorizzati per l’impiego nel bambino e non possono essere impiegati oppure vengono utilizzati in modalità off label, al di fuori delle indicazioni previste in scheda tecnica” – dichiarano i responsabili FIAGOP e AIEOP.

GLI EFFETTI COLLATERALI SU CHI GUARISCE

Oggi in Italia le persone guarite da tumore pediatrico sono circa 50.000, con un’età media di 29 anni. Se da un lato gli straordinari successi ottenuti negli ultimi decenni in oncologia pediatrica hanno permesso ad un numero sempre più alto di bambini e di adolescenti di superare con successo la diagnosi di tumore maligno, occorre anche tenere in conto il fatto che, in conseguenza dei trattamenti subiti potrebbero sviluppare effetti collaterali tardivi, anche gravi, che variano in base al tipo di trattamento ricevuto. Le necessarie attività di follow-up alle quali devono sottoporsi sono contenute in uno speciale documento, il Passaporto del guarito, sviluppato grazie ad un progetto europeo coordinato da Riccardo Haupt, Responsabile del Servizio di Epidemiologia e Biostatistica e dell’ambulatorio “DOPO” acronimo di Diagnosi Osservazione e Prevenzione dopo terapia Oncologica, Direzione Scientifica dell’IRCSS Istituto Gaslini, Genova. “Molti dei guariti sono già entrati o stanno per entrare nell’età adulta. Questo momento di transizione dal mondo pediatrico è particolarmente critico e delicato. A volte succede che i lungo- sopravviventi fanno fatica a trovare un referente che li possa seguire più avanti negli anni. Si stima che in Italia un cittadino su 1300 sia un guarito da tumore pediatrico e che quindi, vista la relativa rarità di questa condizione, non tutti i medici siano informati sulle possibili complicazioni a distanza delle terapie antitumorali ricevute in età pediatrica. Il Passaporto, adottato già in molti centri AIEOP e presto disponibile per tutti, oltre ai dati sulla storia di malattia di ogni persona, contiene una serie di raccomandazioni per il monitoraggio a lungo termine degli organi o appartai potenzialmente a rischio. Le raccomandazioni sono specifiche per ogni soggetto e sono basate su linee guida internazionali approvate. Pensiamo che lo strumento del Passaporto possa responsabilizzare gli stessi lungo-sopravviventi e aiutarli a pianificare assieme ai loro medici il piano di follow-up a lungo termine per loro più indicato” – dice Riccardo Haupt.

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