L’ulcera colpisce 2 milioni d’italiani: come curarla. Inefficaci i rimedi naturali

mercoledì 12 febbraio 2020

Di Gaetano Gorgoni 


L’ulcera si manifesta con la presenza di una lesione a livello dello stomaco e del primo tratto intestinale: si tratta di un disturbo gastrico che tormenta due milioni di italiani. Il presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi, invita ad essere prudenti con i rimedi naturali e le automedicazioni: infatti, se l’ulcera dipende da reflusso, assumere aglio, come suggeriscono alcuni naturopati, può solo peggiorare le cose. Anche in questo caso si parla di una patologia causata dallo stress, da uno stile di vita non sano, da un uso eccessivo di farmaci antinfiammatori e da un’alimentazione acida, che causa infiammazioni in quantità eccessiva. Per gli attacchi di ulcera gravi, contro il dolore sono necessari gli oppioidi.


In Italia due milioni di persone soffrono di ulcera: nel 70 per cento dei casi dipende da un batterio. Nell'ulcera gastrica i sintomi sono rappresentati da dolore epigastrico profondo, sordo, che finisce per interessare, a volte, anche il dorso. Può verificarsi inappetenza, senso di ripienezza, anemia, nausea. Nello stomaco si forma una lesione sulla mucosa che può avere diversi tipi di profondità. Il principale fattore scatenante è l’acidità: i fattori aggressivi sono la pepsina e l'acido cloridrico, normalmente presenti in quantità e proporzioni variabili nel succo gastrico. I nemici della salute più pericolosi in questo caso sono il fumo, lo stress e l’eccessivo utilizzo di antinfiammatori. Questo tipo di problema non può essere sottovalutato: le complicanze da evitare sono emorragie, perforazioni, anemie dovute alla perdita di sangue e restringimento del duodeno. L’ulcera peptica interessa diversi tratti dell’intestino e consiste nella lesione della parete interna del canale digestivo (la parola deriva dal greco peptikòs) del suo rivestimento interno. Quando l’Helicobacter Pylori è assente si parla di ulcera negativa.

LA CURA

I farmaci antisecretori, che bloccano la produzione di acido gastrico, sono stati sostituiti dai più nuovi ed efficienti inibitori della pompa protonica IPP (lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e altro). Se c’è l’Helicobacter Pylori è necessario unire anche un antibiotico per eradicare il batterio. In molti suggeriscono rimedi naturali per combattere questo tipo di malattia: fieno greco, radici di liquirizia, succo di carote e cavolo, latte di mandorle, tisana alla passiflora, artiglio del diavolo, aglio, banane, tisana al tiglio, fiori d’arancio e yoga. Quando si soffre di ulcera bisogna invece evitare tutta una serie di alimenti acidi: dall’alcol agli agrumi, dal cioccolato al pomodoro. L’acido prodotto in eccesso nello stomaco si riversa nel duodeno scatenando questa fastidiosa patologia. Le pareti dello stomaco e del duodeno sono protette dall’attacco dei succhi acidi grazie a uno strato di muco che riveste la mucosa.

INTERVISTA ALLO SPECIALISTA DELL’APPARATO DIGERENTE, DOTTOR DONATO DE GIORGI, PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI

Presidente, quanto serve la naturopatia contro ulcera e dolori da ulcera? Quanto sono efficaci i metodi naturali?

“Innanzitutto con questo tipo di problemi, che sono molto seri, non si può fare pressappochismo e automedicazione: ci vuole una diagnosi certa, anche nei casi di dolore acuto. Non si può dare per scontato che il dolore dipenda dall’ulcera. Poi bisogna capire di che tipo di ulcera si tratta: ce ne sono alcuni tipi che vanno a infiltrare degli strati profondi. Quando l’ulcera va in profondità, il dolore è particolarmente importante, grave e difficile da controllare. In questi casi bisogna somministrare degli analgesici più efficaci, come gli oppioidi. Ma l’azione principale e quella di contrastare i fattori che scatenano l’ulcera: quindi combattere l’acidità e favorire la cicatrizzazione”.

Come si favorisce la cicatrizzazione?


“Nell’antichità le ulcere venivano trattate con il muco delle lumache: questo intervento aveva una sua ratio all’epoca. Oggi abbiamo a disposizione tutta una serie di farmaci innovativi e di principi attivi che possono permettere la cicatrizzazione. L’ulcera, del resto, può manifestarsi per due motivi: o perché sono diminuiti i fattori protettivi oppure perché sono aumentati quelli aggressivi. I fattori aggressivi consistono in una maggiore produzione di acido, nella presenza di Helicobacter Pylori, in un aumento dello stress (che aumenta la secrezione gastrica), oppure in un aumento del reflusso biliare che distrugge lo strato mucoso, ma ci sono anche fattori come fumo, cortisone, antinfiammatori e altro che indeboliscono le difese e creano un aumento dell’acidità: in tutti questi casi l’ulcera è inevitabile”.

Il dolore è uno dei sintomi dell’ulcera che però non basta a fare la diagnosi...

“Quando c’è il dolore vuol dire che la malattia ulcerosa ha coinvolto i nervi. Ma ribadisco che è molto importante una diagnosi seria, anche perché il dolore può dipendere, in alcuni gravi casi, da neoplasia ulcerosa”.

Quando il dolore è insostenibile non si può fare a meno di utilizzare gli oppioidi, vero?

“Quando il dolore è veramente forte, contemporaneamente agli inibitori della pompa protonica (protettori gastrici), è importante somministrare gli oppioidi”.

Contro l’ulcera i sostenitori dei metodi naturali e promuovono banane, aglio succo di carote e chi più ne ha più ne metta: possono davvero funzionare?

“Alcuni di questi prodotti naturali hanno una logica e fanno bene all’organismo, ma non illudiamoci che possano sconfiggere il dolore dell’ulcera o risolvere questo problema. Alcuni prodotti naturali possono alcalinizzare il contenuto gastrico: non vi aspettate miracoli. Non è il fruttivendolo che può risolvere i problemi di salute, ma il medico e il farmacista insieme. Determinati tipi di frutta hanno una funzione antiacida e quindi possono far bene, ma quando si manifesta una malattia bisogna curarla con i farmaci".

C’è chi sposa la causa dell’aglio per combattere l’ulcera: può funzionare?

“L’aglio contiene l’aglina, che può essere importante per il suo effetto antinfiammatorio, ma non antiacido. In realtà l’aglio rischia di peggiorare le cose perché favorisce il reflusso, se uno ne soffre. Le erbe, che venivano utilizzate moltissimo quando non c’erano i medicinali, in alcuni casi hanno una base: possiedono delle sostanze attive che possono migliorare la situazione, ma si tratta di elementi presenti nei farmaci nelle dosi giuste, garantite e verificate”.

ggorgoni@libero.it

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