Tombe e monete del basso Medioevo a Mesagne, entusiasmo degli esperti

sabato 1 febbraio 2020

MESAGNE - Il nostro passato, oltre ad essere un valido insegnante, può essere utile a soddisfare anche la sete inesauribile di conoscenza insita nell'animo umano. Maria Piccarreta, Soprintendente per i beni archeologici, ha confermato e commentato il ritrovamento di cinque tombe medievali nel centro storico di Mesagne. A quanto pare, è confermata con la stratigrafia la presenza di una civiltà medioevale nella città messapica. Forse il cimitero di una chiesa, forse delle tombe isolate e andate disperse, forse un ritrovamento che nulla ha a che vedere con istituzioni del Medioevo: una madre supina sul fianco destro che abbraccia un bambino, simbolo assoluto della fecondità e del bene essenziale della vita, una donna che si tocca gli orecchini, un autentico omaggio alla femminilità, e due uomini con in mano delle monete, sarà pur vero che il denaro è l'anima del commercio. Questi uomini erano ladri o mercanti, notabili o reietti? I risvolti della nostra storia possono riservarci delle inaspettate sorprese, da un punto di vista etnico-culturale è un ritrovamento fondamentale.

Si stima che le tombe appartengano al periodo del Basso Medioevo, dunque una fascia che può variare dall'anno mille alla caduta dell'Impero Romano d'Oriente (1453, assedio musulmano di Costantinopoli). “Questo è un ritrovamento dei tanti che hanno interessato la città di Mesagne durante lavori", - ha commentato la soprintendente Maria Piccarreta - "L’aspetto più interessante è la lettura della stratigrafia risalente al Basso Medioevo che aiuta a capire com’è stato costruito il centro storico di Mesagne”. La meravigliosa scoperta è stata realizzata durante i lavori dell'Acquedotto Pugliese. Maria Piccarreta, che ha ricevuto da Italia Nostra il Premio "Zanotti Bianco", ha aggiunto che i reperti non saranno accantonati, ma saranno al centro di un'accurata operazione di recupero e classificazione:

“Ora dobbiamo studiare, vivisezionare e analizzare tutto ciò che è stato rinvenuto, dalle tombe ai reperti in bronzo, in argento e le monete, per giustificare lo spostamento delle utenze che non devono interferire con i ritrovamenti”. Adele Barbieri, archeologa dello Studio consulenza archeologica di Ugento, ha bloccato i lavori della ditta "Spinosa" ed ha permesso il recupero in Piazza Sant'Anna dei Greci dei reperti umani con le loro tombe. Il Primo Cittadino di Mesagne, Antonio Matarrelli, ex Deputato nella XVII legislatura, ha commentato entusiasticamente il ritrovamento: "Siamo contenti ed orgogliosi della nostra storia e di questo ritrovamento, intendiamo valorizzarlo in accordo con la Soprintendenza dei beni archeologici di Lecce, Brindisi e Taranto, guidata da una grande professionista che è Maria Piccarreta. Particolarmente toccanti sono stati gli istanti in cui è stata rinvenuta "la tomba dell'abbraccio", in cui una madre ed un bambino si tenevano stretti protetti dalla barriera impenetrabile del tempo.

Thomas Invidia 

TAG: Medioevo
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