Sbarca una nuova Ong nel Salento con 403 migranti a bordo

martedì 28 gennaio 2020

Nuovo capitolo sul fronte migranti per il governo italiano: l'esecutivo, guidato da Giuseppe Conte, ha autorizzato lo sbarco di 403 migranti, recuperati in cinque operazioni diverse tra il 24 e il 27 Gennaio, presso il porto italiano di Taranto. Le operazioni di sbarco sono previste per la mattina di martedì 29, Sos Mediterranee ha divulgato la notizia che a bordo ci sono 216 uomini, 149 bambini e 38 donne. Una volta sbarcati, è prevista l'identificazione e, collegialmente con altre autorità nazionali europee, si potrà ricollocare una parte dei richiedenti asilo. Per il governo giallorosso si profila un'altra sfida impegnativa, a poche ore dalla vittoria in Emilia-Romagna. Il tema "immigrazione" da mesi ha già diviso il Parlamento, con l'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che potrebbe essere mandato a processo, previa autorizzazione dell'aula parlamentare, per sequestro di persona nel caso Gregoretti.

Quest'ultimo, stamattina ha fatto sapere di voler presentare un esposto contro il Governo, in particolare contro il Presidente del Consiglio ed il titolare del Viminale (rispettivamente, Giuseppe Conte e Luciana Lamorgese) per "aver tenuto quattro giorni sospesa la questione dello sbarco, dunque per sequestro di persona". La nave da cui sbarcheranno è la Ocean Viking, battente bandiera norvegese. È utilizzata come nave di ricerca e soccorso da parte di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, che l'hanno noleggiata l'anno scorso per condurre autonomamente ricerche di migranti nel "Mare Nostrum". Queste due sigle sono ONG, organizzazioni non governative, e pertanto operano indipendentemente dalle autorità nazionali competenti nei rispettivi tratti di mare; in particolare, queste navi spesso hanno operato in zone SAR (zone di ricerca e soccorso) libiche, italiane e maltesi, sottraendo alla giurisdizione di questi stati il compito del pattugliamento marino. Ricordiamo che, secondo il Trattato di Dublino III, firmato dall'Italia, i migranti devono essere identificati e accolti nel Paese di primo approdo, senza ricollocamento automatico.

Il ricollocamento automatico negli Stati UE è osteggiato dai Paesi del Gruppo V4, noto come Gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), che vorrebbero un approccio molto più duro in materia di politica migratoria comunitaria. L'Italia, ed in generale gli stati del Sud Europa, da tempo chiedono modifiche a questo meccanismo. Nella seconda metà del 2019, a fine Settembre, è stato firmato un accordo, in un vertice a La Valletta (Malta), tra Italia, Francia, Germania, Finalndia e Malta per avviare un meccanismo di redistribuzione automatica dei migranti arrivati, con l'identificazione nel Paese di primo approdo e la partenza poi entro un mese.

Thomas Invidia

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