Epidemia di morbillo nel Salento, i Sisp delle Asl lanciano l'appello: "Vaccinatevi, danni gravi"

domenica 26 gennaio 2020
Ancora una volta esplodono i casi di morbillo, tra piccoli e adulti: a gennaio 2020 sono già saliti a quota 35 i casi nella sola area del nord leccese, ma se ne registrano altri nel Brindisino e nel Tarantino. Non c’è nessuna terapia: con il morbillo 4 bambini su mille muoiono! Poi, bisogna contare tutti i casi non denunciati, perché non implicano ricoveri o richiesta di aiuto ai medici. È un boom che la pediatra, Patrizia Di Tonno, in alcuni casi, attribuisce all’ignoranza di genitori “no-vax”. “Ci mettono in gravi difficoltà, perché l’organismo di un bambino viene messo a dura prova da questa malattia, che si può unire all’influenza aprendo la strada a tutta una serie di complicazioni”. Il responsabile Sisp, Area Nord, Alberto Fedele, spiega che in questa nuova ondata sono stati colpiti molti adulti non vaccinati: “Perfino in alcuni paesi sottosviluppati sono riusciti a debellare il morbillo, che in alcuni casi porta alla morte, ma in Italia no”.

di Gaetano Gorgoni

Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica delle Asl salentine è in stato di allerta: tra dicembre e gennaio c’è stato un boom di casi di morbillo che, unito al momento del picco influenzale, sta destando non poche preoccupazioni. Il problema è che il morbillo, insieme a un’influenza che porta febbri molto alte (tra 39 e 40 gradi), rischia di diventare un colpo micidiale per la salute di bambini e anziani. Il responsabile SISP Area Nord, dottor Alberto Fedele, conferma l’escalation, ma spiega che si tratta per lo più di adulti che negli anni scorsi non si sono vaccinati: “Quei pochi bambini colpiti in alcuni casi non sono ancora in età da vaccino (erano troppo piccoli per essere vaccinati, ma una metà, almeno un paio di casi, sono  figli di genitori ‘no Vax’.  Gli adulti colpiti non si sono potuti vaccinare da piccoli perché all’epoca non veniva offerta una vaccinazione attiva: chi voleva lo faceva. Ci aspettavamo questo boom, perché ci sono troppi adulti non vaccinati. Purtroppo non siamo riusciti a eliminare il morbillo dal nostro paese, come hanno fatto persino alcuni paesi sottosviluppati. Siamo indietro nella lotta al morbillo. Potremmo riuscire a eliminare definitivamente questa malattia, che in alcuni casi porta a complicanze gravissime”. Tutte le persone che non ricordano di aver fatto il morbillo o di essere state vaccinate devono fare il vaccino: “È gratuito a qualunque età e contribuisce a coprire sempre di più il territorio in modo da eradicare la malattia e proteggere bambini e anziani che hanno un sistema immunitario più fragile”. 

L’ALLARME DEI PEDIATRI

Molti pediatri in queste ore stanno lanciando l’SOS: bisogna vaccinare i piccoli per metterli al riparo da un cocktail pericolosissimo, che è quello del virus influenzale unito al morbillo. Vaccinandosi dal morbillo ci si mette al riparo da eventuali complicazioni. L’ultima influenza produce solo febbri alte, ma nel giro di pochi giorni passa, se non ci si predispone a complicazioni. “Stiamo cercando di vaccinare tutti i bambini, proprio per fermare questo boom di casi di morbillo - spiega la pediatra Patrizia Di Tonno (che presta servizio anche nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce)  - Non c’è nessuna terapia: gli studi scientifici e statistici ci dicono che 4 bambini su mille muoiono una volta contratto il morbillo. Bisogna far capire ai genitori che il vaccino è sicuro e che la cattiva informazione può rovinare l’esistenza delle loro famiglie. Stiamo chiamando, uno per uno, tutti i genitori dei piccoli non vaccinati. È una lotta importante contro l’ignoranza”. 

PERCHÉ IL MORBILLO È PERICOLOSO? 

Il morbillo è pericoloso perché ha la capacità di mettere fuori gioco il sistema immunitario. In altre parole, chi lo contrae è maggiormente vulnerabile agli attacchi successivi, soprattutto quelli influenzali, e subisce una cancellazione della memoria dell’apparato difensivo. Il virus del morbillo e potenzialmente mortale, ma è anche capace di resettare il nostro sistema immunitario. Se l’apparato difensivo ha sviluppato delle difese contro altre malattie infettive, il morbillo è in grado di eliminarle cancellando la “memoria difensiva”. Alcuni studi pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali “Science” e “Science Immunology” hanno ben descritto l’ “effetto reset” del morbillo. Quindi possiamo affermare che il morbillo azzera il sistema immunitario. Il risultato emerge da tutta una serie di studi fatti sui bambini: il morbillo annulla tutte le difese che aveva costruito precedentemente il nostro organismo. È proprio questa situazione di immunosoppressione che apre la pista ad altre infezioni batteriche e alle polmoniti molto pericolose in tenera età. La vaccinazione ha consentito in questi anni di abbattere l’80% di casi di morbillo nel mondo, a partire dal 2000: sono state salvate oltre 2 milioni di vite umane. In Italia, però, il fenomeno dei no Vax ha portato a un nuovo boom di casi negli ultimi due anni. C’è da dire che le campagne di vaccinazione stanno aiutando moltissimo a far diminuire il numero di pazienti colpiti dal morbillo in tutta Europa. Questa malattia infettiva esantematica contagiosa, causata dal Paramyxovirus del genere morbillivirus, provoca eruzioni cutanee simili alla rosolia: in molti casi si risolve spontaneamente, ma in diversi casi può avere complicanze gravissime, come perdita della vista, dell’udito e danni cerebrali permanenti. I segni e sintomi iniziali sono febbre, spesso superiore ai 40°, tosse, naso che cola e occhi rossi. Poi compaiono piccole macchie bianche nella bocca e il rush cutaneo rosso, che di solito inizia sul viso e si diffonde nel resto del corpo. Questa malattia è responsabile di un numero di morti fino a 100 ogni 100mila infetti. Il morbillo si diffonde facilmente per via aerea, soprattutto attraverso i colpi di tosse e gli starnuti delle persone infette. Può essere diffuso attraverso il contatto con la saliva o le secrezioni nasali. Il vaccino è l’unica strada per debellare definitivamente il morbillo dal Salento e dall’Italia: cerchiamo di farlo diventare un brutto ricordo del passato, è una questione di civiltà. 

ggorgoni@libero.it

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