Centomila diagnosi di tumore in Puglia, 21 mila all'anno, ma si guarisce di più

mercoledì 22 gennaio 2020
I numeri dell'oncologia pugliese in una rilevazione IPSOS: si guarisce di più, ma i casi diagnosticati aumentano. Chi si è curato per problemi oncologici in Puglia ha maggiore fiducia rispetto al cittadino medio. “Non basta curare: dobbiamo rimuovere le cause che scatenano il tumore - afferma l’oncologo Seravezza - Tutti gli sforzi fatti per far guarire tanti malati, ora che siamo riusciti a garantire un numero sempre crescente di guarigioni, vengono vanificati dal numero enorme di nuovi casi”. 

Una nuova indagine sui tumori ci consegna un quadro piuttosto chiaro per quanto riguarda la Puglia: lo studio di Ipsos (su iniziativa "Donna Salute onlus”) ha un titolo che prende in considerazione il punto di vista del paziente "La Puglia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini". L’indagine è stata presentata nelle scorse ore alla Fiera del Levante a Bari, dalla referente dell'associazione, Annamaria Mancuso, alla presenza del governatore Michele Emiliano, del presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo e di responsabili medici. In Puglia oltre 100mila persone convivono con una diagnosi di tumore, i nuovi casi sono 21mila ogni anno, ma il trend di mortalità è in calo: sono questi i dati più importanti per tirare le somme. I numeri che riguardano le nuove diagnosi sono ancora troppo alti. Emergono anche alcuni aspetti interessanti nell’indagine Ipsos: i pazienti che vivono in prima persona l'esperienza della malattia e delle cure hanno un parere positivo sul sistema sanitario regionale con circa il 75% dei giudizi positivi. I numeri che esprimono fiducia nel sistema sanitario pugliese sono molto più bassi, invece, quando si vanno a intervistare i pazienti non oncologici: solo il 49% apprezza la sanità della propria Regione. Ancora in troppi hanno un senso di sfiducia che li spinge a curarsi al nord. È proprio sul tema dei viaggi della speranza che la Puglia deve lavorare per una nuova strategia, anche comunicativa, che migliori la fiducia dei pugliesi. 

IL COMMENTO DEGLI ONCOLOGI SALENTINI 

“Innanzitutto, anche questo dato (che non conosco, perché faccio solo riferimento ai dati del Ministero) conferma che la mortalità è in calo (esattamente come spiegano i dati ufficiali), per quanto riguarda l’oncologia pugliese - commenta al telefono l’oncologa Silvana Leo, responsabile CORO - È migliore la tecnologia, le nuove terapie, la diagnosi sempre più precoce, gli screening, l’alimentazione e gli stili di vita sono più sani, ma anche gli interventi chirurgici sono migliori: ecco perché si vive di più”. 

Anche l’oncologo della Lilt, Giuseppe Serravezza, si basa solo sui dati del Ministero, di cui vi abbiamo parlato in un precedente servizio, quindi, conferma che il trend di guarigioni è in aumento, ma anche quello delle nuove diagnosi oncologiche. “È indubbio che si guarisca di più grazie allo sviluppo delle terapie, ma il problema gravissimo è che i nostri risultati, raggiunti con sacrifici enormi, anche di carattere economico, vengono letteralmente azzerati dall’esplosione dell’incidenza del cancro sulla popolazione pugliese. Il numero dei nuovi malati e smisuratamente maggiore rispetto a quelli che noi riusciamo a guarire. Oggi riusciamo a guarire un bel po’ di pazienti in più grazie alle nuove terapie e alla diagnosi precoce, ma dobbiamo capire che bisogna agire prima: lo dico sempre che si agisce quando stiamo bene! Altrimenti i successi delle cure verranno vanificati sempre. La strategia globale deve cambiare: non può essere improntata solo sulle cure per far piacere al mercato, che ha bisogno di malati. In Francia e in Inghilterra i dati dell’aumento vengono presentati con crudezza, senza edulcorarli con le guarigioni: l’emergenza è lì, nell’aumento dei nuovi casi, che si possono limitare, se solo si agisse prima, con interventi seri e decisi contro inquinamento e materiali pericolosi per la salute”. 

ggorgoni@libero.it

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