Imparare ad essere umani, la storia del giovane calciatore di Pezze di Greco malato di tumore

mercoledì 8 gennaio 2020

"La forza espressa in questi anni da Giovanni è spiazzante e il messaggio pubblicato in questi giorni ne è la prova": il presidente dell'Ordine degli Psicologi, Vincenzo Gesualdo, commenta il post dell'ex calciatore di Pezze di Greco, Giovanni Custodero. Sta commuovendo tutta l’Italia la storia del 27enne brindisino, a letto da tre anni con un sarcoma che lo sta divorando giorno dopo giorno.

«Come sempre ci tengo ad essere io a raccontarvi lo sviluppo del mio stato di salute. Negli ultimi post vi avevo accennato che la situazione non è delle migliori- scrive il giovane su facebook - Ebbene si, eccoci arrivati alla battaglia finale, siamo io e lui, uno dinanzi all’altro.. ed io lo guardo in faccia.. capisco che è forte dell’energia con la quale l’ho nutrito in questi anni, mentre io sono ormai stanco. Ho deciso di trascorrere le feste lontano dai social ma accanto alle persone per me più importanti. Peró, ora che le feste sono finite, ed insieme a loro anche l’ultimo granello di forza che mi restava, ho deciso che non posso continuare a far prevalere il dolore fisico e la sofferenza su ciò che il destino ha in serbo per me. Da domani sarò sedato e potrò alleviare il mio malessere. Spero di essere stato d’aiuto a molte persone. Per questo voglio per l’ultima volta ringraziarvi per ciò che siete stati, siete e sarete sempre: LA MIA FORZA».

“La malattia oncologica minaccia i rapporti, ci fa sguazzare nella paura di perdere qualcuno, ma al tempo stesso ci fa andare al nocciolo della realtà” - continua Gesualdo. “Offre l'opportunità di rimetterci in connessione con le sensazioni, le emozioni crude. L'esempio di Giovanni, ma anche di Nadia Toffa o di Pzez, l'insegnante di ballo di Conversano, offre a malati e ai loro cari un esempio per tornare ad “essere umani”. La cosiddetta “psicologia oncologica” si occupa non solo dei malati oncologici ma anche dei loro familiari, per i quali è indispensabile un sostegno psicologico. La figura dello specialista permette al paziente e ai suoi cari di acquisire gli strumenti necessari per gestire le ansie, le paure e la depressione, e alleviare il senso di solitudine tutte reazioni indotte dalla malattia.

“Parlare della malattia, far conoscere a tutti la propria situazione fisica e mentale rappresenta spesso una delle tappe più stressanti che ci si trova a dover affrontare, ma talvolta diventa una valvola di sfogo che può aiutare - conclude Gesualdo - La nostra missione è quella di accompagnare e supportare sia il malato che la famiglia in questo difficile percorso, come quello che Giovanni sta affrontando da tre anni, raccontando la sua battaglia contro il tumore su Facebook". Questo sfogo però non gli basta più, ha fatto la scelta più difficile decidendo di sottoporsi alla sedazione profonda, senza coscienza, per lenire il suo dolore.

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