Il Consiglio regionale della Puglia sostiene la clownterapia, un primo passo

lunedì 2 dicembre 2019
 
Ci siamo: ora anmche le istituzioni danno una mano. Consiglio Regionale è passato un emendamento all’assestamento di bilancio per destinare un cifra simbolica alla clown terapia. Si tratta di un gesto di attenzione verso i volontari che portano avanti una disciplina “in grado di studiare e applicare l’effetto benefico del ridere e delle emozioni positive, riuscendo così a migliorare le aspettative e le motivazioni dei pazienti e del personale che li cura”. Nei reparti pediatrici i “dispensatori di sorrisi” sono importanti e le istituzioni stanno cercando di agevolare il lavoro delle associazioni con piccoli contributi.

di Gaetano Gorgoni

La terapia del sorriso si sta affermando con l’affermarsi dell’umanizzazione della medicina anche nel Salento, non senza resistenze. L’applicazione di tecniche di clownerie negli ospedali e nei presidi sanitari, allo scopo di migliorare l'umore dei pazienti, familiari e accompagnatori migliora la predisposizione a guarire. I benefici sul piano psicofisico, soprattutto per i piccoli pazienti, sono tanti. Le tecniche utilizzate sono quelle del circo e del teatro da strada: la clownterapia è una vera e propria arte portata avanti da “missionari della gioia”. C’è uno studio da fare, una formazione e un percorso prima di diventare volontari della clownterapia. I primi clown dottori sono nati intorno agli anni ‘80. Si narra che nel 1979 il giornalista Norman Cousins abbia cercato sollievo dai dolori inferti da una grave malattia attraverso il buon umore e delle potenzialità antinfiammatorie della vitamina C. Unì diverse ore di film comici e 25 grammi al giorno di vitamina C e migliorò. Chi fece nascere ufficialmente la clownterapia, però, fu Patch Adams, che puntò sull’allegria e serenità da donare ai bambini ricoverati negli ospedali: amore e sorrisi divennero indispensabili al miglioramento della medicina. Il motto su cui si basa questa terapia è chiaro: “Quando si cura la malattia si può vincere o perdere, quando si cura la persona si vince sempre!”. Sono diverse le associazioni di clownterapia anche in Puglia e, dopo anni di attività negli ospedali, le istituzioni provano a sostenerle. Medici, addetti ai lavori e operatori sanitari spendono tante ore al servizio di bambini e famiglie: la loro opera è utilissima in ambienti ospedalieri, lontani dalla propria casa e dal proprio rifugio familiare. 

LA DECISIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA

Il Consiglio regionale della Puglia, nei giorni scorsi, ha voluto dare un segnale di attenzione alle associazioni che si occupano della “terapia del sorriso”. È passato all’unanimità un emendamento per il sostegno dei volontari.

“La clowterapia è un trattamento umanizzante che sostiene e integra le cure erogate dalle strutture sanitarie - ha spiegato Nino Marmo nella sua relazione a favore del sostegno della clownterapia - Per questo, ringrazio i colleghi consiglieri per aver approvato l’emendamento all’assestamento di bilancio che ho proposto per destinare 20mila euro per tale attività. Non solo: nell’emendamento, ora parte integrante del provvedimento, si stabilisce la pubblicazione annuale di un bando rivolto alle associazioni di volontariato che svolgono la clowterapia. Si tratta di un gesto di attenzione e sensibilità per alleviare il percorso di cura dei più piccoli. Spero che la riformulazione non trovi ulteriori ostacoli, all’epoca legittimamente sollevati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’eccezione, infatti, fu sollevata perché si istituivano nuovi profili professionali che non erano di competenza regionale. Sarò soddisfatto se non si verificheranno altri intoppi e, soprattutto, se la Giunta Regionale sarà celere nell’adottare la delibera che disciplina le attività di clownterapia”. L’emendamento è passato, ma c’é ancora molto da fare per sostenere queste attività in tutti i presidi sanitari pediatrici della Puglia.

ggorgoni@libero.it

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