Auto a costo zero, “Spot&Go” non si arrende: “Faremo ricorso al TAR”

domenica 24 novembre 2019

Dopo il terremoto scatenato dal Garante del Mercato, che ha sanzionato le società che assicuravano il pagamento delle rate di una macchina nuova in cambio della pubblicità sulla fiancata, si sono scatenati avvocati e associazioni di consumatori. La pubblicità sulle auto è illegale e i vigili urbani si sono scatenati con le multe. Ma tanti acquirenti non erano stati informati correttamente: la pubblicità era ingannevole e ora cominciano a saltare le rate. Adusbef promette una class action. Ma i titolari di “Spot&Go” sottolineano la loro diversità. La sanzione pecuniaria irrogata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è motivata da profili di ingannevolezza pubblicitaria, collegati con una valutazione del piano di sviluppo imprenditoriale non pertinente. È questa, in sintesi, la posizione con cui Pubblicamente srl, titolare del marchio Spot&Go, farà ricorso al TAR avverso al provvedimento con cui l’Authority ha disposto il pagamento di 200mila euro per condotta commerciale scorretta. “Intanto occorre precisare – spiega la società che si occupa di pubblicità – che quanto disposto dall’Antitrust non impedisce al programma promozionale Spot&Go di continuare la propria operatività, né sotto il profilo amministrativo né sotto quello imprenditoriale.

Con gli ultimi pronunciamenti, infatti, l’Authority ha chiuso definitivamente l’attività di tutti gli altri operatori del settore, ma non di Spot&Go, evidentemente non ritenendola assimilabile per modus operandi agli altri soggetti considerati. Dal punto di vista imprenditoriale, inoltre, Pubblicamente conferma l’investimento di risorse previsto per lo sviluppo del piano di crescita del programma promozionale che – lo ribadiamo – riguarda la costruzione di un sistema di sharing economy, basato su una community attiva sia sui social network sia nella condivisione di un gruppo di acquisto, esclusivo destinatario di sconti, promozioni e altri benefit messi a disposizione dagli inserzionisti. L’AGCM ha deliberato la sanzione per aver considerato il nostro vecchio claim ‘auto a costo zero’ ingannevole rispetto alla sostenibilità della promessa entro i cinque anni di contratto. Di fatto l’Authority ha espresso così una valutazione di previsione sui tassi di crescita dei nostri introiti pubblicitari, che invece ha a che fare con il libero esercizio dell’attività d’impresa. Tanto più che tali introiti risultano in progressiva crescita, anche negli anni di esercizio ricaduti all’attenzione dell’Antitrust, e che il raggiungimento del punto di pareggio di ogni contratto deve essere valutato entro il compimento dei cinque anni di durata e non prima”. Dopo essere entrata nel merito del provvedimento dell’AGCM, Pubblicamente fornisce ulteriori precisazioni circa l’attuale momento storico di Spot&Go: «La deliberazione dell’Authority non ha nulla a che vedere con la questione degli ambassador inadempienti, ai quali non corrispondiamo più il contributo di collaborazione. La loro posizione è materia di contraddittorio civile, poiché nasce dalla contestazione che Pubblicamente muove nei loro confronti a causa di una condotta contrattuale non conforme agli obblighi assunti.

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