Abuso di antibiotici, le conseguenze possono essere fatali: la Giornata della consapevolezza

giovedì 21 novembre 2019
 Domani, 22 novembre 2019, il Ministero della Salute dedicherà un’intera giornata alla farmaco-resistenza e a un uso più prudente dell’antibiotico. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce, Donato De Giorgi, lancia l’allarme: “C’è un uso scriteriato degli antibiotici nel Salento che crea resistenze ai farmaci pericolosissime: ci troviamo di fronte a tanti casi molto gravi nelle Rianimazioni ospedaliere. Gli antibiotici sono farmaci importantissimi, che hanno cambiato la storia dell’uomo in positivo, ma devono essere utilizzati con intelligenza, senza esagerare, e dopo uno scrupoloso controllo medico. Non vanno bene le prescrizioni telefoniche, le autoprescrizioni o il consiglio del farmacista”. 

Di Gaetano Gorgoni

Grazie a una serie di campagne di sensibilizzazione in molti hanno acquisito una maggiore consapevolezza sui rischi di un uso sbagliato degli antibiotici. Il Ministero della Salute ci informa che “in Italia, nel 2018, le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli otto patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono più alte rispetto alla media europea, pur nell’ambito di un trend in calo rispetto agli anni precedenti”. “C’è un utilizzo sconsiderato e pericoloso - si indigna il presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi - Ci si trova di fronte a pazienti gravemente danneggiati. Nelle rianimazioni ci troviamo davanti a germi che prima non erano aggressivi e che ora sono pluriresistenti. Gli antibiotici sono sempre meno efficaci perché usati ‘a tappeto’. Molto spesso si usano combinazioni di antibiotici oppure antibiotici più moderni e meno efficaci di quelli che erano già sul mercato”. Nel 2018 sono stato diagnosticati 2mila casi (anche questo è un dato costante, secondo i numeri in possesso del Ministero) di infezioni nel sangue causate da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE), ovvero di enzimi che distruggono i carbapenemi (una classe di antibiotici ad ampio spettro) evidenziano la larga diffusione nel nostro Paese di tali batteriemie. Sono questi i dati aggiornati, pubblicati dall’Istituto superiore di sanità in occasione della European Antibiotic Awareness Day (18 novembre 2019) e della World Antibiotic Awareness Week (18–24 novembre 2019), della Sorveglianza Nazionale dell’antibiotico-resistenza (AR-ISS) e della Sorveglianza delle CPE, coordinate dall’Istituto Superiore di Sanità.

ILLOGICITÀ, PRESUNZIONE, IPOCONDRIA E SUPERFICIALITÀ DIETRO GLI ABUSI 

In Italia siamo tra i più irrazionali d’Europa nell’abusare degli antibiotici perfino per curare un semplice raffreddore. L’ignoranza spinge a considerare l’antibiotico un toccasana per tutto. C’è spesso anche la pretesa di sostituirsi al medico. 

“Scarsa logica e pretesa di autoprescriversi medicine - spiega il presidente De Giorgi - Nelle malattie virali ci si autoprescrive antibiotici: un utilizzo non motivato che rende alcuni batteri più forti. Si sviluppano colonie resistenti che poi noi medici dobbiamo affrontare con armi molto più deboli. I medici di base devono essere i primi guardiani per evitare questi abusi. Prescrivere l’antibiotico al telefono non va bene. Anche la somministrazione suggerita dal farmacista è un abuso. L’antibiotico, lo dice la stessa parola, è “contro la vita”, se preso in modo sbagliato: si deve prescrivere dopo esami attenti. Se c’è un’infezione urinaria, si deve prima vedere di cosa si tratta e poi somministrare l’antibiotico. Bisogna utilizzare l’antibiotico giusto: quello che fa effetto davvero. Ci sono alcuni antibiotici che possono bloccare lo sviluppo di un bambino e creare resistenza. Non bisogna giocare col fuoco. Gli antibiotici sono cose da utilizzare solo quando il medico, dopo aver fatto gli esami, ritiene che sia necessario. L’antibiotico non è mai una sostanza innocua: bisogna ragionare anche sulla capacità del rene di eliminarlo. Creiamo degli squilibri del microbiota, un organo fondamentale composto da batteri, che viene pesantemente alterato. Naturalmente in medio stat virtus: bisogna ragionare, gli antibiotici sono utilissimi, ma bisogna assumerli consapevolmente. È sbagliato anche l’atteggiamento di chi rifiuta a prescindere di utilizzare questo farmaco. L’antibiotico ha cambiato la vita dell’uomo, salvando tante vite umane, ma ora stiamo esagerando: qualsiasi cosa usata male finisce per creare danni. L’uso scriteriato dell’antibiotico-terapia o della profilassi tramite antibiotico nella chirurgia fa danni: ogni cosa dev’essere commisurata al reale problema”. 

LA RIFLESSIONE DELLA RESPONSABILE SORVEGLIANZA AR-ISS, ANNALISA PANTOSTI 

“Purtroppo, il nostro Paese detiene il triste primato, nel contesto europeo, della mortalità per antibiotico-resistenza – dichiara Annalisa Pantosti, Responsabile della Sorveglianza AR-ISS  – Infatti, dei 33mila decessi che avvengono in Europa ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, oltre 10mila succedono in Italia”.

“Gli ultimi dati disponibili – continua l’esperta – mostrano che i livelli di antibiotico-resistenza e di multi-resistenza delle specie batteriche sotto sorveglianza sono ancora molto alti, nonostante gli sforzi notevoli messi in campo finora, come la promozione di un uso appropriato degli antibiotici e di interventi per il controllo delle infezioni nelle strutture di assistenza sanitaria”.

“Il nostro Paese sta attuando il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, che affronta il problema con una strategia ‘One Health’ con azioni di monitoraggio, sorveglianza e contrasto del fenomeno dell’antibiotico-resistenza a nel settore umano sia veterinario, in linea con i piani delle agenzie internazionali.

Tutti possono contribuire a contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza attraverso un uso responsabile di questi farmaci fondamentali” - concludono gli esperti del Ministero della Salute. 

ggorgoni@libero.it

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