La festa colorata del Gaypride sbarca a Brindisi: polemiche dei cattolici

sabato 16 novembre 2019
BRINDISI - Oggi verrà stipulato un accordo tra il primo cittadino di Brindisi e l’organizzazione del Gay Pride. Il 20 giugno prossimo si terrà il primo di questi eventi colorati e festanti contro l’omofobia. I preparativi per questo grande evento che attraverserà le strade del centro incominciano già domenica. Ma le associazioni cattoliche cominciano già a polemizzare definendo il patrocinio del Comune “un gesto sacrilego”. Il Circolo Vox Brindisi, pensa che “il programma politico della organizzazione Gaypride cancellerà, con delle richieste di impegno da copione, qualsiasi sforzo fatto dagli educatori cattolici sulle odierne e future generazioni”. I censori si sbizzarriscono: l’evento sarebbe anticomunitario “perché questo accordo intacca, volutamente, l'esistenza stessa della famiglia naturale”. “Parliamo di copione perché le informazioni ed il programma politico anticlericale itinerante è sempre lo stesso, basta andare a vedere le informazioni su siti tipo www.toscanapride.eu o altri - spiegano i cattolici - È facile farsi abbindolare da concetti come uguaglianza e parità dei diritti, argomenti che sono stati sanciti dalla carta dei diritti dell'uomo e che troviamo anche nella nostra bellissima Costituzione, ma non si può parlare dell'Uomo senza dover parlare della struttura comunitaria che ad esso serve per condurre una vita felice. Insomma, non si puo' dare diritti ad un essere umano se è chiuso in isolamento, in una gabbia senza finestre, senza che la luce del giorno lo possa riscaldare.

Lo si farebbe vivere nel paradosso di una vita senza alcun valore. La Comunità, ovvero un insieme di anime che condividono, è necessaria alla vita stessa ed alla realizzazione dell'individuo. Lo stesso Stato altro non è che la comunione di tante comunità che condividono lingua, cultura e territorio. Alla base di ogni comunità c'è sempre la famiglia, la prima e più semplice forma di aggregazione che crea, guida e forgia il carattere di ogni essere umano. Negare questo concetto o pretendere di ridefinire lo stesso altro non è che voler minare seriamente l'appartenenza alla propria identità. La base cosmopolita del Gaypride è negazione assoluta del concetto di famiglia, confusione dei rapporti naturali e caos propiziatorio alla schiavitù. Per comprendere il vero scopo di questa manifestazione e svelare la propeudecita' degli obiettivi reali, basta fare una piccola ricerca. Si scoprirà che la quasi totalità degli sponsor sono multinazionali riconducibili a gruppi di speculazione internazionale finanziaria. Quale interesse si cela dunque in un carrozzone come il gay pride? Per quale motivo si vuole distruggere la comunità familiare?”. Poi, l’esortazione al vescovo: “Eccellenza, rivolgiamo a Lei la preghiera di voler tenere fede agli insegnamenti cristiani ed a tutta la cittadinanza l’invito ad unirsi alla nostra protesta contraria alla manifestazione nella nostra città”. Ma i cattolici in questione non fermeranno il gay pride, che è un incentivo a superare i retaggi e i pregiudizi del passato.
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