Calcolosi renale in età pediatrica, i casi in aumento: intervista al nefrologo

martedì 12 novembre 2019
ALa dieta sbagliata dei più piccoli accelera la calcolosi renale. “Troppa coca-cola, troppo calcio, merendine e cioccolato stanno colpendo un numero sempre maggiore di bambini” - avvisa il nefrologo Alessandro D’Amelio. Nell’Ospedale di Gallipoli, il 16 novembre si terrà un convegno per spiegare l’approccio multidisciplinare al problema della calcolosi renale. Nefrologia del nosocomio gallipolino insieme all’Urologia di Casarano hanno unito le forze per un’importante giornata dedicata all’informazione e alla prevenzione. Un calcolo che occlude l’uretere può creare complicanze e infezioni. Attenzione alla familiarità. 

di Gaetano Gorgoni

La calcolosi renale è uno dei disturbi più diffusi nella popolazione caratterizzato dalla formazione di calcoli renali. Tra le notizie da discutere nell’incontro, a cui parteciperanno nefrologi e urologi degli ospedali di Gallipoli e Casarano, c’è il dato dell’aumento del disturbo nei più giovani a causa di un’alimentazione sempre più scorretta: molti tra i più piccoli bevono poco e mangiano male. I calcoli sono agglomerati di sali minerali che si formano all’interno del tratto urinario e precisamente nei reni. Tutta una serie di sostanze come ossalati, acido urico, calcio, fosfati e altro, che sono contenuti nell’urina, si trasformano in piccoli “sassolini”. Uno stile di vita sedentario, l’alimentazione non equilibrata e la predisposizione genetica sono le principali cause di questo disturbo. I sassolini che si creano all’interno dei reni possono creare, a lungo andare, dolorosissime ostruzioni. Bisogna dire, però, che non tutti i casi di calcolosi si manifestano con le coliche. Esame delle urine ed ecografia ai reni sono indispensabili a una corretta diagnosi. La terapia prevede l’assunzione di antidolorifici, se c’è dolore, farmaci diuretici, assunzione di liquidi, dieta sana ed equilibrata e riposo. L’operazione è necessaria solo nei casi più gravi, quando i calcoli renali si manifestano in forma particolarmente violenta e invasiva. I calcoli possono essere frantumati con onde d’urto, oppure con la litotripsia percutanea (con un’incisione cutanea viene inserita una sonda nel rene che frantuma il calcolo). Quando si manifestano dei sintomi legati alla presenza di calcoli renali, è necessario eliminare dalla propria alimentazione tutti cibi fritti, ricchi di grassi come burro o olio, dolci, cioccolato, alimenti particolarmente salati e speziati, carne e alcune tipologie di pesce, alcolici, bibite gasate e zuccherate. 

INTERVISTA AL DOTTOR ALESSANDRO D’AMELIO, RESPONSABILE UNITÀ OPERATIVA NEFROLOGIA GALLIPOLI 

Dottore, nel titolo del convegno già si spiega che la calcolosi renale è un disturbo diffuso ma troppo sottovalutato: perché, secondo lei? 

“Si tratta di una patologia diffusissima, ma sottostimata, perché viene scoperta spesso in occasione di una colica renale. Finché il problema non diventa serio non ci si accorge di nulla. Il calcolo può esserci da molto tempo, ma in genere i pazienti lo ignorano. L’unico modo per intercettare precocemente la presenza di un calcolo che si può muovere dal rene è fare un’ecografia. È chiaro che se uno sta bene non fa lo screening, a meno che non ci sia familiarità: in quest’ultimo caso diventa importantissimo il controllo periodico. Quando una predisposizione familiare alla formazione di calcoli, che consiste nell’avere in famiglia uno o più genitori con tale patologia deve essere già una fonte di preallarme a mettere in atto tutta una serie di esami di screening e comportamenti alimentari e/o stili di vita adeguati.

La maggior parte dei calcoli si presenta costituita da una percentuale elevata di calcio (ossalati di calcio, carbonato di calcio), altre volte invece troviamo l’acido urico ad esserne il maggior componente oppure un mix di vari minerali a formare quei calcoli detti di fosfati ammonio magnesiaco spesso associati ad infezioni delle vie urinarie.

Ad ogni modo, al di là della parte minerale presente in un calcolo, ogni volta che nelle urine si ritrovano elevate concentrazioni di questi minerali unitamente a una maggiore concentrazione urinaria derivante da scarsa assunzione di liquidi, tali sali presenti in cristalli si aggregano tra loro dando la formazione dei calcoli”. 

Quindi lei dice che è molto sottovalutato perché spesso si attende che esploda la colica e ci si rivolge direttamente al pronto soccorso...

“Esattamente. Molte persone si accorgono di avere la calcolosi renale solo quando per i dolori finiscono in pronto soccorso. La colica renale ha un forte impatto sociale: non si può andare a lavorare e si blocca ogni attività familiare”. 

Nel convegno del 16 ci sarà anche una parte dedicata al urologia: si parlerà degli interventi da fare per eliminare i calcoli renali.

“È fondamentale l’approccio multidisciplinare: i nefrologo deve capire per quale motivo si formano i calcoli e l’urologo interviene per la rimozione dei calcoli. Per questo abbiamo coinvolto l’Urologia di Casarano e la Nefrologia di Gallipoli. L’urologo può rimuovere il calcolo con le onde d’urto”. 

Ci possono essere delle complicanze se non si interviene subito? 

“Certamente ci possono essere diverse complicanze se si occlude l’uretere: soprattutto infezioni. Se il calcolo resta bloccato ci possono essere danni renali anche permanenti. Per questo bisogna intervenire subito, oppure controllarsi se c’è familiarità”.

La calcolosi è sempre più diffusa in età pediatrica, secondo la sua relazione, vero? 

“È sempre più diffusa in età pediatrica perché si mangia sempre peggio. Spesso si esagera con latte, calcio merendine cioccolato e tanto altro cibo grasso e zuccherato mangiato in quantità eccessive. I ragazzi mangiano troppo cibo spazzatura, in quantità insostenibili. I ragazzini che si abbuffano in questo modo e bevono poco, preferendo sostituire la coca-cola all’acqua, rischiano inevitabilmente la calcolosi renale. Chi è già predisposto dovrebbe fare Maggiore attenzione”. 

Quando si è in presenza di calcoli bisogna sempre operarsi?

Esistono vari approcci terapeutici di pertinenza urologica, dal trattamento con le onde d’urto (ESWL, il cosiddetto “bombardamento”) alla litotrissia percutanea o endoscopica. Tutte tecniche ampiamente efficaci ed attuabili a seconda i casi, la localizzazione dei calcoli, le loro dimensioni. Tecniche di intervento anche ripetibili e ben tollerate dal paziente. Ovviamente si parla sempre di interventi da attuare nei casi di calcoli di certe dimensioni (maggiori di 10 mm a livello renale oppure completamente ostruenti a livello ureterale e non eliminabili con terapie mediche espulsive). In questi casi una stretta collaborazione nefrologo-urologo riveste un ruolo fondamentale sia nel pretrattamento che successivamente. Il nefrologo dovrà fare in modo da ridurre e/o eliminare la possibilità di formazione dei calcoli (quindi un lavoro a monte di prevenzione) attuando lo studio metabolico della calcolosi ovvero la ricerca nel sangue e nelle urine di tutti quei fattori favorenti ovvero inibenti la formazione dei calcoli.

Ci dà qualche consiglio per tenere alla larga i calcoli?

Se mi permette, giusto per lasciare un messaggio chiaro da…portare a casa lo farei in maniera schematica:

1. Una visita nefrologica per eseguire lo studio metabolico della calcolosi ovvero la ricerca nel sangue e urine di alcune sostanze in eccesso o in deficit che possono favorire/ridurre la formazione dei calcoli

2. Una semplice e banale ecografia dell’apparato urinario in grado di identificare anche calcoli di piccole dimensioni e perfettamente “silenti”. Ricordo nuovamente che una persona scopre di avere i calcoli solo in occasione di uno spiacevole episodio di colica renale: ma se avesse eseguito una ecografia renale in precedenza probabilmente avrebbe già trovato la sorpresa di uno o più calcoli, potenzialmente pronti a muoversi per dare la colica.

3. Bere adeguatamente soprattutto in estate, in presenza di caldo, evitando bibite gassate (estremamente dure), coca-cola in eccesso (provate a fare una ricerca su internet mettendo le parole chiave “calcoli renali, coca-cola” e vedrete le sorprese…).

4. Seguire abitudini alimentari adeguate senza eccedere in diete ricche di cioccolato e nutella, merendine in quantità industriali abituando i nostri ragazzi fin da piccoli a una corretta alimentazione.

5. Ricordiamoci che se in famiglia abbiamo uno o più soggetti con storia di calcolosi a maggior ragione è imperativo eseguire indagini di prevenzione e un corretto follow up.

L’argomento della calcolosi renale è complesso e richiederebbe uno spazio maggiore di trattazione: ho cercato sinteticamente di darvi qualche dritta e soprattutto di aprirvi gli occhi. Non aspettiamo di avere una colica renale: prevenire oggi si può e si deve“. 

ggorgoni@libero.it

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