La dieta chetogenica è farmaco-nutrizione per pazienti pediatrici con diverse malattie

martedì 12 novembre 2019
 Si possono ottenere grandi risultati (compresa la perdita di peso) con un regime alimentare che prevede la riduzione drastica dei carboidrati. Al Bambino Gesù i piccoli pazienti pediatrici possono superare la monotonia puntando su una dieta che esalta il gusto. Ecco perché è stato ideato nella Città del Gusto di Roma un corso per i pazienti metabolici e neurologici e per le loro famiglie. Tutti i trucchi del mestiere, con l’aiuto dei cuochi del Gambero Rosso, per mangiare persino tanti tipi di dolci senza fare danni alla salute.

Riducendo pesantemente i carboidrati, il corpo può ricavare dal glucosio una quantità di energia minima, che non è più sufficiente al sostentamento. L’organismo cercherà l’alternativa bruciando i grassi è mettendo in moto la cosiddetta chetosi. È questo il meccanismo su cui punta la dieta chetogenica: un processo che molti sportivi attivano per perdere peso. Un regime alimentare di questo tipo permette all’organismo di essere nella condizione più favorevole per costruire i muscoli e ridurre la massa grassa. Ma non sono solo gli sportivi o chi ha problemi di peso a poter puntare sulla dieta chetogenica. “Da molti anni la dieta chetogena ha assunto il ruolo di farmaco-nutrizionee rappresenta un aspetto rilevante nel percorso assistenziale dei pazienti colpiti da patologie metaboliche o da forme di epilessia farmaco-resistente- spiegano gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -  È basata sull’assunzione di un’alta percentuale di grassi (90%) a scapito di carboidrati e proteine. I comuni regimi alimentari sono invece costituiti da una percentuale di circa il 50% di carboidrati, 30% di grassi e 20% di proteine”. Questo tipo di dieta non significa limitare al massimo il cibo, come molti pensano erroneamente: al contrario è possibile godere di grassi e proteine. Il corpo imparerà lentamente a utilizzare i grassi come fonte di energia: tra l’altro la salsiccia grigliata o la fonduta di formaggio non rappresentano un problema. È la quantità che bisogna tenere sotto controllo. Per il resto si può mangiare di tutto.

UNA DIETA CHE PUÒ REGALARE GIOIE A TANTI PICCOLI PAZIENTI CON EPILESSIA E MALATTIE METABOLICHE 

È arrivato il tempo delle piccole gioie culinarie quotidiane per i piccoli affetti da tutta una serie di problemi. “Le malattie metaboliche– un gruppo di patologie genetiche causate da difetti biochimici - rappresentano circa il 10% delle malattie classificate come rare. Spesso chi è affetto da una malattia metabolica ha bisogno di seguire scrupolosamente per tutta la vita un programma alimentare ristretto a causa dell’incapacità del proprio organismo di innescare le reazioni chimiche necessarie a trasformare alcuni nutrienti (zuccheri, proteine, grassi) in energia. La loro assunzione ha effetti ‘tossici’ e spesso il primo a subirne le conseguenze è il sistema nervoso.

 L'epilessia è una malattia neurologica dovuta sia ad una predisposizione genetica, sia a lesioni cerebrali. Si manifesta con crisi di vario tipo e colpisce l'1% della popolazione. Un terzo dei pazienti epilettici è resistente al trattamento farmacologico. Purtroppo solo il 10-15% dei pazienti farmacoresistenti può essere trattato chirurgicamente. In questi pazienti, la dieta chetogena è risultata efficace nel ridurre, nel 60% dei casi, le convulsioni.

Studi e scoperte recenti, hanno portato la comunità scientifica a proporre la dieta chetogena a scopo terapeutico anche a pazienti affetti da altre patologie” - concludono gli esperti di uno dei più noti ospedali pediatrici del mondo.

IL PROGETTO DELL’OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESÙ 

Il progetto del Bambino Gesù ha utilizzato 30 postazioni, 15 famiglie e gli chef del gambero Rosso. Sono gli ingredienti che hanno animato Ketocooking, il corso di cucina chetogena rivolto ai pazienti e alle loro famiglie per spezzare con gusto la monotonia e le difficoltà di una dieta obbligata. L’incontro, organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, si è tenuto a Roma nei giorni scorsi, presso la Città del Gusto del Gambero Rosso, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Glut 1 e di Fondazione Telethon. Il corso era rivolto a bambini e ragazzi affetti da patologie metaboliche o neurologiche, che li costringono a forti restrizioni alimentari e a seguire un regime poco appetitoso.

KETOCOOKING, UNA QUESTIONE DI GUSTO E DI “SPESA”

Il corso di cucina proposto dai medici del Bambino Gesù in collaborazione con i cuochi della Città del Gusto del Gambero Rosso aveva un duplice scopo: da un lato insegnare a preparare piatti più gustosi all'interno di una dieta obbligata, spesso monotona e poco appetitosa, dall’altro abbattere i costi legati a questo regime alimentare, che purtroppo spesso sono a carico della famiglia.

La dieta chetogena diventa più facile da seguire quando vengono utilizzati dei prodotti speciali creati ad hoc dalle industrie (latte, farine, budini) ma sono prodotti con un costo elevato per le famiglie dei pazienti che non rientrano nel novero delle malattie rare e pertanto non rimborsabile dal SSN.

Durante il corso, i bambini e le loro famiglie hanno imparato a realizzare dei preparati base per torte, biscotti e pane, utilizzando prodotti comuni e abbattendo così una parte dei costi.

ggorgoni@libero.it
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