Nel Salento in 15 mila rischiano il posto di lavoro senza Arcelor Mittal: il 12% del pil regionale

martedì 5 novembre 2019

TARANTO - Presto si potrebbe verificare una delle più grandi catastrofi economiche e lavorative pugliesi degli ultimi 50 anni.Il venire meno dell'immunità penale sul piano ambietale, il rischio di veder spento l'altoforno 2 per motivi di sicurezza e il generale clima di ostilità sta facendo scappare la multinazionale ArcelorMittal, che ha annunciato di voler lasciare di nuovo la patata bollente nelle mani dei commissari.

“Le scelte sciagurate del Governo Conte Bis per l’ex Ilva stanno puntando dritti verso il fallimento del distretto industriale di Taranto, che porterà alla perdita di migliaia di posti di lavoro e danneggerà irrimediabilmente un territorio già in difficoltà come quello tarantino”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari pugliesi della Lega Anna Rita Tateo, Rossano Sasso, Roberto Marti con il Commissario regionale Lega in Puglia, Luigi D’Eramo. “Non ha senso - hanno aggiunto - parlare di rilancio del meridione, se poi ci si lascia guidare dalla folle ideologia della ‘decrescita felice’ per compiere scelte simili, che sono la morte del sud. Siamo convinti infatti che bisogna riuscire a far coesistere la necessità di rispettare il diritto alla salute con la scelta di favorire l’industrializzazione del nostro territorio, fondamentale per una vera crescita del sud.

Inoltre va tenuto conto che se ArcelorMittal dovesse rescindere il contratto, come ha annunciato di voler fare, a perderci non sarebbero soltanto i lavoratori ma anche tutto ciò che riguarda il piano di bonifica ambientale che si stava attuando. ArcelorMittal era sulla buona strada ma, evidentemente, per il Governo guidato dai 5 stelle e dal PD di Emiliano la Puglia deve rimanere una regione di serie B ed essere considerata il parco giochi dell'Italia” hanno concluso i rappresentanti leghisti pugliesi. “La notizia del ritiro di Arcelor Mittal dall’accordo siglato per l’acquisizione delle attività dell’Ilva S.p.A., notificato oggi ai Commissari, è la diretta conseguenza dell’operato di un governo del tutto privo di cultura industriale - spiega il capogruppo di Forza Italia in Regione, Nino Marmo -

L’eliminazione della tutela legale per coloro che operano all’interno dello stabilimento siderurgico ( inclusi i dirigenti) ha di fatto affossato il futuro di un settore strategico per Taranto e per l’intero Paese. Adesso, migliaia di lavoratori, con le loro famiglie, vanno incontro ad un domani drammatico e la disoccupazione dilagherà non solo nell’acciaieria, ma per tutto l’indotto, con ripercussioni gravissime per l’industria italiana. Una vergogna, il frutto di una carenza di visione e di sciatteria di cui la Puglia e l’intero Paese, ben oltre i confini della provincia di Taranto, ne pagheranno le conseguenze”. Stessi toni anche a sinistra da parte di Fabiano Amati e di altri personaggi del centrosinistra e del Pd: la catastrofe annunciata sta per realizzarsi.

L'INTERVENTO DEL MINISTRO FRANCESCO BOCCIA, CHE METTE SOTTO ACCUSA UNA LEGISLAZIONE OBSOLETA

"Come dimostra il caso dell'ex Ilva, nel nostro Paese serve rivedere tutta la legislazione in materia ambientale connessa alle produzioni industriali inquinanti; le vecchie norme hanno chiaramente fallito. Il diritto alla salute, al lavoro e all'ambiente devono tenersi per mano. Ma la salute viene sempre prima altrimenti, non c'è lavoro perché non c'è vita. Su Ilva, il governo italiano, non accetterà alcun ricatto. Il contratto va rispettato. Ridefinire i poteri dello Stato centrale e delle singole regioni su un tema delicato come le politiche ambientali rientra in pieno nel progetto di autonomia differenziata che ho appena illustrato anche al governatore del Maryland, Larry Hogan, noto per le sue coraggiose battaglie ambientaliste, invitando l'organizzazione che presiede nel 2020 in Italia per il 50esimo anniversario della nascita delle Regioni. È stata l'occasione per confrontarci sul modello di legge quadro sull'autonomia differenziata che stiamo ultimando e che trasmetteremo nei prossimi giorni alle regioni e alle parti sociali". Così il ministro per gli affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al termine dell'incontro ad Annapolis con Larry Hogan, governatore dello Stato del Maryland e presidente della National Governors Association, che coordina i governatori USA.

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