Ippoterapia, la cura del cavallo contro stress, problemi neurologici e psicologici

sabato 2 novembre 2019

Andare a cavallo non è solo uno sport o un hobby, può essere una vera e propria terapia per migliorare il proprio equilibrio psicofisico e le relazioni. La terapia equestre è utilissima per migliorare la postura ed esercitarsi e accrescere empatia ed emozioni positive. Quella delle scampagnate a cavallo è una ricetta anche contro lo stress. L’ippoterapia si aggiunge alle terapie classiche nel trattamento di tanti disturbi neurologici, midollari e ortopedici. 

L'ippoterapia è una cura sempre più in voga che, come spiega la parola di origine greca composta da iππος (cavallo) e therapeia (cura), consiste in una serie di tecniche mediche che utilizzano il cavallo per migliorare lo stato di salute di un paziente. Alcuni studi autorevoli hanno dimostrato dei miglioramenti per diverse patologie pediatriche neurologiche, midollari, ortopediche e per tutta una serie di altre sindromi. Il cavallo ha una funzione di “mediatore terapeutico”. Il Ministero della Sanità ha spiegato che la terapia assistita con questo amatissimo animale “rappresenta un intervento a valenza terapeutica finalizzato alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale, rivolto a soggetti con patologie fisiche, psichiche, sensoriali o plurime, di qualunque origine. Anche la scienza approva, perché il cavallo permette di sperimentare su tutto il corpo un movimento simmetrico, continuo ma variabile. Migliora la propriocezione, l’abilità di localizzare una parte del corpo nello spazio, senza la necessità del controllo visivo; la dimensione vestibolare, che permette di osservare e percepire un corpo in movimento nello spazio o un corpo fisso, mentre il corpo si muove. Tra i vantaggi c’è anche quello dell’equilibrio del tronco: la muscolatura si attiva per restare in assetto corretto allineato e rilassato. Anche la postura assunta sul cavallo migliora quello che potremmo definire “allineamento fisico” (capo, tronco e bacino). Andare a cavallo stimola l’empatia e le sensazioni positive di armonia con l’ambiente circostante: un toccasana per l’umore e per l’equilibrio psicofisico. Una soluzione importante per chi è stressato. Il disabile può avere grande giovamento da una “cavalcata”: il movimento viene stimolato e lo si mette in pratica in maniera coordinata. Il rapporto che si instaura tra il cavallo e il bambino è terapeutico anche perché il piccolo migliora le sue capacità relazionali prendendosi cura di un essere vivente che deve essere sfamato e pulito.

AIUTARE CHI È IN DIFFICOLTÀ CON IL CAVALLO L’ippoterapia è un mondo meraviglioso dove tanti ragazzi in difficoltà migliorano a vista d’occhio, ma il cavallo dev’essere adeguato a questo tipo di terapia: il passo dev’essere lento. Il quadrupede dev’essere già addestrato per queste attività. La frequenza dev’essere bassissima, per non far subire troppo al paziente il movimento del cavallo. Gli esperti chiariscono che la sensazione dev’essere msimile alla camminata umana. Un buon cavallo da ippoterapia stabilisce un rapporto col paziente tale da correggere eventuali movimenti sbagliati (riesce a farlo capire a chi cavalca con delle piccole reazioni di stizza). Inoltre gli animali vengono preparati a non spaventarsi e a non reagire per delle reazioni di entusiasmo che possono avere i bambini. Praticare l’ippoterapia è una cosa molto seria e richiede un cavallo addestrato molto bene. I ragazzi che praticano questa terapia imparano anche a relazionarsi con una creatura a cui bisogna approcciarsi rispettando regole imprescindibili. Gli obiettivi dell’ippoterapia sono di tipo educativo, ricreativo e terapeutico (TAA). L’educatore, il medico o il fisioterapista devono essere presenti sul campo, se si tratta di terapia da applicare a soggetti con determinate disabilità. Le TAA puntano a migliorare le funzioni fisiche, sociali, emotive e cognitive. Esistono delle schede di valutazione: tutti gli incontri devono essere documentati perché bisogna misurare i miglioramenti. Per il paziente sarà una bellissima esperienza sensoriale ed emotiva. Gaetano Gorgoni
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