Sale, bodybuilding con farmaci e fumo: i 3 nemici del cuore. L'intervista al cardiologo

mercoledì 16 ottobre 2019
 Molti non sanno che il sale messo sulla pizza copre il fabbisogno di tutta la giornata: eccedere ci espone all’ipertensione e alle malattie cardiovascolari. I cardiologi puntano il dito anche sul culturismo esasperato: quello che porta a un accumulo di massa (spesso con sostanze chimiche) che determinate strutture ossee e determinati cuori non possono reggere. Sul banco degli imputati, come prima insidia cardiologica, c’è il fumo: uno studio californiano ha stabilito che persino quello passivo, subito da piccoli, può creare rischi cardiaci molti anni dopo. Ne abbiamo discusso col cardiologo di lungo corso Rolando Mangia. 

di Gaetano Gorgoni

Per prevenire l'insorgenza dell'ipertensione bisogna ridurre drasticamente l'uso di sale discrezionale (inserito nelle pietanze per insaporire) e quello di alimenti artefatti contenenti sale da cucina. Troppi italiani soffrono di ipertensione: si parla di percentuali altissime. Oggi parliamo di tre spietati nemici del cuore: il sale, la chimica utilizzata per aumentare la massa muscolare e il fumo. Abbiamo già affrontato la tematica del bodybuilding spinto, ma non dal punto di vista dei danni al sistema cardiovascolare. Inoltre, come sempre, il fumo è il grande imputato delle malattie che riguardano il funzionamento del cuore. Oggi sappiamo anche che respirare fumo passivo da piccoli, secondo alcuni studiosi, può provocare nel soggetto, da adulto, problemi cardiovascolari. Le sigarette fumate dai genitori possono scatenare un'aritmia cardiaca anche 30 anni dopo: il cuore batte in modo irregolare. Questa amara realtà è stata scoperta dallo studio guidato da Christopher A. Groh della University of California di San Francisco, e recentemente pubblicato sulla rivista Journal of American College of Cardiology.

Oggi abbiamo incontrato un cardiochirurgo di lungo corso, specializzato in cardiologia pediatrica, il dottor Rolando Mangia, che dopo decenni di lavoro negli ospedali pubblici e in particolare nel “Panico” di Tricase, svolge la sua attività nel Poliambulatorio cavallinese di Maria Luisa e Ruggiero Calabrese. 

INTERVISTA A ROLANDO MANGIA, MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN CARDIOLOGIA

Dottore, l’ipertensione è un problema molto serio che può essere scatenato dall’eccesso di sale, vero? 

“Certamente! Soprattutto non si considera che la quantità di sale consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da tutte le società scientifiche, inclusa la Società Europea di Cardiologia, per quanto riguarda tutta la parte relativa alla prevenzione cardiovascolare, è di 5 grammi al giorno. Quando si supera questa dose giornaliera, che è l’equivalente del sale contenuto in una piccola pizza, si rischia di fare danni. Per avere un’immagine facile da memorizzare, pensiamo a un cucchiaino da tè pieno di sale da cucina: oltre quello non si può andare!”. 

Quindi anche andare troppo spesso al ristorante diventa un pericolo? A meno che non si tratti di un locale di fiducia, che gestisce i piatti in base alla nostra esigenza...

“Certo perché non sappiamo quanto sale finisce nel nostro piatto. In alcuni locali si usa troppo sale nelle pietanze: meglio usare più spezie e meno sale, se proprio si deve insaporire il piatto”. 

Altrimenti c’è il sale iodato che risolve tutti i problemi…

“È preferibile il sale iodato rispetto al classico sale da cucina, che è pieno di cloruro di sodio. Meglio il sale più ricco di cloruro di potassio: si evitano tanti problemi”. 

Quali valori devono essere riscontrati per definire un soggetto iperteso?

“Quando vengono superati i seguenti parametri: pressione alta (meglio definita sistolica) maggiore di 140; pressione minima (definita tecnicamente diastolica) maggiore di 90 millimetri di mercurio. 

In alcuni sottogruppi della popolazione, tipo i diabetici o pazienti che hanno avuto precedenti di natura cardiovascolare (ictus, infarto del miocardio e altro), i valori di pressione consigliati sono più bassi. Si ritiene, per questo tipo di soggetti, che sia il caso di mantenere i valori di pressione di massima sotto i 130 millimetri di mercurio”. 

Quindi misurarsi la pressione è un gesto di prevenzione, vero?

“Certamente, non bisogna misurarla in modo ossessivo, ma nella giusta misura. Per misurare la pressione ci vogliono due o tre minuti, meglio a digiuno la mattina e la sera prima di cena, per chi non assume farmaci e non ha problemi di ipertensione. Per chi ha problemi di ipertensione è necessario fare il controllo la mattina, prima di assumere la terapia, e la sera prima di cena”. 

Che cosa si rischia quando si trascura l’ipertensione?

“L’ipertensione è uno dei più potenti fattori di rischio cardiovascolare: aumenta il rischio di sviluppare infarto o scompenso cardiaco. Spesso il cuore risponde all’ipertensione trascurata con un ispessimento delle pareti (ipertrofia) e, successivamente, il cuore tende a cedere. Le cavità aumentano di diametro e questo comporta il rischio di scompenso cardiaco. L’ipertensione, indipendentemente da questo danno che può produrre sul muscolo cardiaco, anche indirettamente, può provocare un altro danno: quello alle coronarie. Infarto, angina e malattie cerebrovascolari possono essere provocate dall’ipertensione. Si può verificare anche un restringimento dei vasi nobili che portano il sangue a livello cerebrale (carotidi)”. 

Spesso vediamo ragazzi piuttosto magri e poco robusti trasformarsi, con l’aiuto della chimica, in piccoli “Hulk” rigonfi di un’ impressionante massa muscolare. Anche il bodybuilding spinto può essere un nemico del cuore? 

“Quel tipo di attività, che porta allo sviluppo di un’enorme massa muscolare, fa male già a livello ortopedico per alcuni soggetti, perché la loro struttura scheletrica non è fatta per reggere quel peso e non ha uno sviluppo parallelo alla massa muscolare. Questa attività non è in grado di sviluppare, parallelamente all’aumento del muscolo, un sistema vascolare adeguato all’irrorazione di questo muscolo ipertrofico. Quindi, si può creare una discrepanza tra l’enorme massa muscolare e la non idonea rete vascolare che possa garantire irrorazione e nutrimento della massa muscolare”. 

La conseguenza è che si rischia l’infarto? 

“Si rischiano gli infarti perché non si fa solo attività fisica per dare un’ipertrofia delle masse muscolari, ma spesso si assumono farmaci pericolosi per l’organismo”.

Dunque, lo sport fa bene, quando non si esagera e non si massacra il fegato con sostanze pericolose...

“Sport sano con oculatezza e con saggezza”. 

Il fumo è il nemico numero uno del cuore? Anche quello passivo? 

“Bisogna distinguere fra fumo passivo all’interno di ambienti chiusi e fumo passivo all’esterno: in tutt’e due i casi i rischi per il cuore sono seri”. 

Uno studio californiano ha verificato che il fumo passivo può creare danni cardiaci sui bambini che lo subiscono anche a distanza di anni...

“Ci sono molti studi in corso che cercano di svelare tutti i danni che può fare il fumo, incluso quello delle sigarette elettroniche. Il fumo crea più danni sul sistema cardiovascolare che su quello respiratorio”. 

Quando bisogna rivolgersi a un cardiologo? 

“Quando ci sono determinati sintomi (cardiopalmo, accelerazione del battito strana, svenimenti, facile affaticabilità, affanno per sforzi minimi), è necessaria la consulenza cardiologica, come pure nei casi di familiarità con determinate patologie”. 


ggorgoni@libero.it


 
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