Contro il blackout dei genitori, il seggiolino antiabbandono diventa obbligatorio

martedì 8 ottobre 2019
Dopo il recente caso di cronaca avvenuto a Catania, dove un genitore ha dimenticato il figlio in auto per 5 ore, il seggiolino anti-abbandono diventa obbligatorio. Sono ricorrenti queste dimenticanze che provocano la morte di bambini piccolissimi nell’auto incandescente. Un anno fa l’esperto ci spiegò che le cause possono essere di “carattere stressogeno” o dovute a malattie neurologiche che stanno maturando all’insaputa del genitore. 

di Gaetano Gorgoni

A Catania, tre giorni fa, un bambino di soli due anni è morto chiuso in nell’auto esposta al sole per cinque lunghissime e tragiche ore. Il padre è indagato per omicidio colposo: invece di accompagnare il piccolo all’asilo lo ha lasciato nel parcheggio del suo posto di lavoro. Solo la chiamata allarmata della madre gli ha risvegliato la memoria: aveva saltato un passaggio nella routine mattutina. Aveva dimenticato di lasciare il bambino al “nido” e lo aveva abbandonato in macchina. Un caso raro? No, ne accadono solo in Italia almeno dieci all’anno, di quelli denunciati. Nella maggior parte dei casi le notizie non vengono diffuse, perché non finiscono in tragedia. Episodi di questo tipo avvengono molto spesso nel mondo. È per questo che il seggiolino anti-abbandono oggi diventa obbligatorio. L’obbligatorietà era contemplata dal provvedimento d'iniziativa parlamentare  che era passato l’anno scorso (prima firmataria Giorgia Meloni, che oggi esulta): si attendeva solo la norma attuativa. Adesso  la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato il decreto attuativo dell'articolo 172 del Nuovo codice della strada per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli. 

Questo dispositivo è ormai obbligatorio per tutti i bambini di età inferiore ai 4 anni. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il provvedimento della ministra: da quel giorno, ogni famiglia con un figlio che ha meno di 4 anni dovrà provvedere a installare nella propria auto un seggiolino omologato anti-abbandono. 

Il seggiolino è munito di un sistema di allarme che, connesso allo smartphone, ricorderà al guidatore tramite un allarme sonoro, della presenza del piccolo passeggero a bordo, prima che il genitore lasci la macchina. La misura sembra l’unico drastico intervento possibile per evitare che casi come quello di Catania si ripetano. 

COSA C’È DIETRO AL BLACKOUT DEI GENITORI?

Secondo gli esperti, nei soggetti sani l’abbandono del figlio in macchina è una reazione di amnesia, “che non dipende dal valore del soggetto in questione”. Dimenticarsi il figlio non è un fatto morale, ma neurologico: si è sotto stress, si pensa ad altro e i processi mentali sono disorientati. Mente, corpo e cervello si focalizzano su altro. Può avere una certa influenza anche il caldo. Il termine più usato per questo problema è “amnesia dissociativa”. Quando dietro non ci sia un inizio di Alzheimer, malattie neurodegenerative o altri problemi gravi, anche di tossicità, il disturbo può essere dovuto a un semplice vuoto di memoria transitorio che porta a una sconnessione delle funzioni della coscienza e dalla memoria. In altre parole, un'amnesia temporanea che porta a dimenticare totalmente un pezzo di esistenza, di vita e di tempo per un dato lasso temporale: un fenomeno che in determinate condizioni di stress potrebbe colpire chiunque. Traumi, tensione continua, scarso riposo, stanchezza fisica e mentale possono essere un mix pericolosissimo che produce dimenticanze fatali, soprattutto se si hanno figli piccoli. Nessuno è esente, quando lo stile di vita non è sostenibile. Quando lo stress raggiunge livelli ingestibili, chiunque può arrivare a fare certi errori. Impariamo ad avere uno sguardo su noi stessi per correggere qualcosa che rischia di farci molto male. Forse il seggiolino salverà nostro figlio dall’abbandono in auto, ma non salverà la nostra salute da uno stato di stress così violento.  

ggorgoni@libero.it

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